
Tratte dal libro Korea Unmasked alcune notizie schematiche ma interessanti sulla questione dell’Unificazione delle due Coree. – A proposito: a Torino 2006 per la prima volta le due Coree hanno sfilato e gareggiano come una sola nazione. -
La Corea è una nazione antica. La data della dua fondazione si può far risalire a più di 1300 anni fa, precisamente al 676 d.C., quando il regno di Silla conquistò e unì a sé i due altri regni di Koguryô e Paekche. Paese piccolo e proteso sul mare, ha da sempre fatto gola ai più grandi e potenti vicini, Cina e Giappone, e subìto più volte le loro invasioni, fino a diventare nel 1910 colonia Giapponese. Non mi dilungo qui sulla triste vicenda dell’invasione Giapponese perché meriterebbe molto ma molto più spazio. – Ma consiglio la lettura di Iris Chang, Lo stupro di Nanchino, che benché tratti della Manciuria dà un’idea di quella che può essere stata la violenza giapponese anche in Corea. – Mi limito a ricordare che con la sconfitta Giapponese nella seconda Guerra Mondiale ebbe fine anche l’occupazione del suolo coreano, che però vede ben presto America e Russia litigarsi l’influenza della rediviva nazione. Risultato del sorgere della Guerra fredda e dei litigi in seno alla stessa Corea in merito all’assetto da dare allo Stato appena uscito da una lunga occupazione, è la divisione della Corea in due Stati separati nel 1945, uno a Nord, schierato col blocco comunista, e uno a Sud, vicino agli Stati Uniti. Non mi dilungo nemmeno sulle vicende della successiva guerra di Corea. La fine della guerra vede un cessate il fuoco nel 1953 ma mai un trattato di pace. Per cui si può dire che, potenzialmente, le due nazioni sono tuttora in guerra.
Dopo anni di tregua nervosa, attualmente il processo di avvicinamento delle due Coree progredisce, ma ci sono ancora molti ostacoli. Sebbene
entrambi i Paesi si sentano in fondo un unico popolo e desiderino fortemente ritornare ad essere una sola nazione, si è diffusa la paura che una riunificazione precipitosa porti più problemi che soluzioni, facendo ricadere sulla Corea del sud tutto il peso economico del processo, finendo per schiacciare inesorabilmente l’undicesima potenza economica mondiale. Germania docet: facendo le debite proporzioni si è giunti a calcolare che la caduta del regime di Kim Jong-il e la subitanea riunificazione avrebbe un costo di dodici (!) volte superiore a quello pagato dalla Germania per la sua riunificazione. Senza contare i problemi sociali che potrebbero sorgere: la riunificazione porterebbe gli abitanti del Nord a subire una condizione di subalternità causata dalla loro povertà rispetto ai residenti nel Sud. E se la reazione a questo possibile disagio si dovesse sfociare in attività organizzate l’intera penisola rischierebbe di finire nel caos. Ecco perché la Corea del sud procede con cautela e ha adottato una politica di impegno, tolleranza e coperazione, la Sunshine policy, ispirata alla Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt.
Sulla questa linea, la Corea del sud ha proposto nel settembre 1989 il Korean Community Unificatio
n Plan
, che prevede un avvicinamento graduale delle due potenze, con la creazione di una coalizione transitoria nord-sud, allo scopo di trasformare gradualmente la Corea in una società omogenea e stabilire solo al termine di questo processo una democrazia unificata. In questo periodo i due governi manterrebbero la loro sovranità, ma inizierebbero una cooperazione economica e culturale, stato transitorio necessario a costruire il ponte che porta all’unificazione, partendo con summit, per poi passare a incontri interministeriali e quindi alla costruzione di un concilio di rappresentati del Nord e del Sud.
Principi fondamentali del piano sudcoreano sono:
- Autonomia: ogni decisione riguardo l’unificazione deve essere presa dagli stessi coreani senza alcuna intromissione esterna.
- Pace: avendo sofferto durante la guerra è imperativo che le due coree rigettino ogni idea di violenza durante il processo di unificazione, che deve essere compiuto solo con mezzi pacifici.
- Democrazia: tutti i processi di unificazione devono essere presi in accordo con principi e procedure democratiche.
Le idee della Corea del nord sono diverse. Propone infatti la creazione di un sistema federale simile a quello di Germania, Svizzera o Stati Uniti: Nord e Sud manterrebbero i propri governi, posti sotto un superiore governo federale che si occuperebbe, tra l’altro, di politica estera e politica economica nazionale. Il contrario di quanto proposto dalla Corea del sud: prima si forma un governo unificato, poi si costruisce un paese omogeneo. Ma ci sono tre condizioni che la Corea del nord pone al Sud prima di attuare la riunificazione:
1) Allontanare le forze armate USA dalla penisola.
2) Abolire la Legge di Sicurezza Nazionale in vigore in Corea del sud, che punisce chiunque entri in contatto o favorisca la Corea del nord
3) Legalizzare le attività del partito cominunista, tuttora fuorilegge al Sud.
La Corea del sud non può però accettare queste tre condizioni: come già ricordato le due potenze non hanno firmato alcun trattato di pace, la Corea del nord è un regime militare e mantiene una forza armata numericamente superiore a quella del Sud. I soldati americani sono forse l’unico deterrente all’aggressione del Sud da parte del Nord. Se se ne andassero, chi può dire che il Nord non tenterebbe ancora la carta dell’invasione? Lo stesso discorso vale per la Legge di Sicurezza Nazionale. Nata per limitare le attività anti governative, è stata promulgata nel 1980 dal regime militare che prese il potere con un colpo di stato il 12 dicembre 1988. Aveva lo scopo di preservare la sicurezza del nuovo regime tramite la persecuzione dell’opposizione, considerata alla stregua di organizzazione anti governativa. La legge attuale è un po’ diversa da quella del 1980 e rimpiazza la precedente versione nonché la legge anti-comunisti. Sebbene tale legge non sia ben vista da molti sudcoreani, essa impedisce comunque l’infiltrazione di elementi eversivi provenienti dalla Corea del nord, che potrebbero provocare disordini e conflitti in seno allo socierà sudcoreana. Lo stesso motivo impedisce di prendere in considerazione la riammissione del partito comunista, ovvero il timore che questo possa sobillare, ad esempio, gruppi studenteschi o il sindacato.
Ecco solo alcuni dei problemi diplomatici che le due Nazioni divise devono ancora oggi affrontare. Oltre, naturalmente, al modo di supportare l’economia nordcoreana ormai al tracollo. La creazione di zone franche industriali in cui Nord e Sud possano collaborare è uno dei mezzi adottati per gestire il processo di riavvicinamento di due stati geograficamente tanto vicini ma, in fondo, tanto lontani.
(Foto: il Buddha scavato nella pietra si trova vicino a Geonju; i pesci essiccati erano in vetrina in un negozio sulla costa nei pressi del parco nazionale del Monte Sorak; la fotografia del finestrino dell’automobile Hyundai è stata presa nei pressi della zona demilitarizzata più a nord della Corea, sulla costa est.)