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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for febbraio, 2006

26 febbraio
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valigia3

Sono in partenza o partita, a seconda di quando leggerete questo post. Scommetto che vi state chiedendo cosa mi sono portata dietro.

Bene, ecco qui la mia valigia:   

 - tutti i vestiti di Letizia   

- una attenta selezione del miei abiti invernali più due paia di pantaloni leggeri  e qualche maglietta estiva 

- biancheria intima, mia e di Letizia

- 2 dvd: L’ultimo bacio (già visto) e La meglio gioventù (mai visto) acquistati a prezzo scontato al GS. Per quando mi verrà nostalgia del suono della lingua italiana

- libri: La banalità del male di Hannah Arendt, Care memorie di Margherite Yourcenar, Mariti mogli e concubine di Maurizio Riotto, Korean throught English vol. 1 e 2 

- macchina fotografica non digitale  

- documenti: certificato di laurea, stato di famiglia e certificati di nascita  

- cd: tutte le foto di letizia fatte fino ad ora masterizzate + il contenuto del mio pc masterizzato 

- spazzolino dentifricio creme varie antipiretici shampoo e balsamo pannolini per Letizia 

- una caffettiera da una tazza e 1 kg di caffè 

- scarpe: un paio rosa aperte e le babbucce di Letizia, un paio di stivaletti invernali e i sandali estivi miei.

 Borsa a mano:

- alcuni giochi di letizia: la fattoria degli animali di stoffa, due libretti (dove è la mia mamma? e il libretto ciccioso di stoffa della fattoria), un giochino con musichette e voci di animali, vari omini e animaletti Little People

- Letizia non ha diritto al pranzo e allora cibo: yogurt, cracker, cioccolato al latte Kinder, latte, biberon per l’acqua 

- passaporto, carta di credito, biglietto aereo, won, euro eccetera 

 

Qualcosa ho dimenticato di scrivere, qualcosa d’altro dimenticherò fisicamente, e magari qualcosa in più riesco a infilare in borsa all’ultimo momento. Però è un elenco esauriente di quanto spero di poter portare con 30 kg di valigia e 5 kg di borsa a mano.  Sembra tanto, ma di cose ne avrei portate molte di più.

26 febbraio
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valigia3

Sono in partenza o partita, a seconda di quando leggerete questo post. Scommetto che vi state chiedendo cosa mi sono portata dietro.

Bene, ecco qui la mia valigia:   

 - tutti i vestiti di Letizia   

- una attenta selezione del miei abiti invernali più due paia di pantaloni leggeri  e qualche maglietta estiva 

- biancheria intima, mia e di Letizia

- 2 dvd: L’ultimo bacio (già visto) e La meglio gioventù (mai visto) acquistati a prezzo scontato al GS. Per quando mi verrà nostalgia del suono della lingua italiana

- libri: La banalità del male di Hannah Arendt, Care memorie di Margherite Yourcenar, Mariti mogli e concubine di Maurizio Riotto, Korean throught English vol. 1 e 2 

- macchina fotografica non digitale  

- documenti: certificato di laurea, stato di famiglia e certificati di nascita  

- cd: tutte le foto di letizia fatte fino ad ora masterizzate + il contenuto del mio pc masterizzato 

- spazzolino dentifricio creme varie antipiretici shampoo e balsamo pannolini per Letizia 

- una caffettiera da una tazza e 1 kg di caffè 

- scarpe: un paio rosa aperte e le babbucce di Letizia, un paio di stivaletti invernali e i sandali estivi miei.

 Borsa a mano:

- alcuni giochi di letizia: la fattoria degli animali di stoffa, due libretti (dove è la mia mamma? e il libretto ciccioso di stoffa della fattoria), un giochino con musichette e voci di animali, vari omini e animaletti Little People

- Letizia non ha diritto al pranzo e allora cibo: yogurt, cracker, cioccolato al latte Kinder, latte, biberon per l’acqua 

- passaporto, carta di credito, biglietto aereo, won, euro eccetera 

 

Qualcosa ho dimenticato di scrivere, qualcosa d’altro dimenticherò fisicamente, e magari qualcosa in più riesco a infilare in borsa all’ultimo momento. Però è un elenco esauriente di quanto spero di poter portare con 30 kg di valigia e 5 kg di borsa a mano.  Sembra tanto, ma di cose ne avrei portate molte di più.

24 febbraio
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bigliettoMancano davvero pochissimi giorni alla partenza, martedì 28 febbraio (la sfocatissima foto qui a fianco sarebbe testimone: il mio biglietto aereo), e io vivo immersa in scatoloni e valigie, buttando all’aria abiti libri e quant’altro, cercando di capire cosa è assolutamente indispensabile portare via e cosa invece si può sacrificare, cosa posso spedire via mare e quindi non ricevere che entro un paio di mesi, e cosa invece può finire bellamente in patumiera. Non è facile.  E’ un po’ come fare un bilancio della vostra vita, dal punto di vista degli oggetti che si sono accumulati in anni e anni di esistenza terrena. Tutto quello che ha resistito finora ad almeno tre traslochi italiani e a un biennio nipponico viene nuovamente messo in discussione. E con esso le mie scelte e un po’ anche la mia vita. Terrificante, non credete? In verità la cosa di cui mi sono accorta è che in fondo i miei possessi si limitano a qualche abito e a una marea di libri, e lasciare a casa quest’ultimi mi fa star male. Avrei voluto contarli, compresi quelli che ho regalato, ma non ne ho avuto il tempo fino ad ora e non l’avrò sicuramente adesso con la partenza così imminente. Ma se un giorno decidessi di farmeli spedire in Corea sarà la prima cosa che faccio, contarli.

Questo post però ha uno scopo, che non sono le inutili elucubrazioni sovrastanti. Ed è postare il regalo che mia sorella ha fatto a me e a Letizia per la partenza. Vedete la piccola icona qui sotto? Ecco, cliccateci sopra e si aprirà una sorpresa. Bellissima. Per me, commovente. Grazie Elo. Baci.

isa2

24 febbraio
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bigliettoMancano davvero pochissimi giorni alla partenza, martedì 28 febbraio (la sfocatissima foto qui a fianco sarebbe testimone: il mio biglietto aereo), e io vivo immersa in scatoloni e valigie, buttando all’aria abiti libri e quant’altro, cercando di capire cosa è assolutamente indispensabile portare via e cosa invece si può sacrificare, cosa posso spedire via mare e quindi non ricevere che entro un paio di mesi, e cosa invece può finire bellamente in patumiera. Non è facile.  E’ un po’ come fare un bilancio della vostra vita, dal punto di vista degli oggetti che si sono accumulati in anni e anni di esistenza terrena. Tutto quello che ha resistito finora ad almeno tre traslochi italiani e a un biennio nipponico viene nuovamente messo in discussione. E con esso le mie scelte e un po’ anche la mia vita. Terrificante, non credete? In verità la cosa di cui mi sono accorta è che in fondo i miei possessi si limitano a qualche abito e a una marea di libri, e lasciare a casa quest’ultimi mi fa star male. Avrei voluto contarli, compresi quelli che ho regalato, ma non ne ho avuto il tempo fino ad ora e non l’avrò sicuramente adesso con la partenza così imminente. Ma se un giorno decidessi di farmeli spedire in Corea sarà la prima cosa che faccio, contarli.

Questo post però ha uno scopo, che non sono le inutili elucubrazioni sovrastanti. Ed è postare il regalo che mia sorella ha fatto a me e a Letizia per la partenza. Vedete la piccola icona qui sotto? Ecco, cliccateci sopra e si aprirà una sorpresa. Bellissima. Per me, commovente. Grazie Elo. Baci.

isa2

19 febbraio
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Aerang

legno1

A Miryang viveva l’amabile giovane figlia del magistrato della contea, Aerang, una ragazza nel fiore della giovinezza. Un paggio di umile posizione che lavorava per la sua famiglia si innamorò di lei, desiderandola per lungo tempo. Sperando che potesse diventare sua moglie, corruppe la vecchia tata della ragazza affinché la portasse, in una notte di luna piena, in un padiglione situato in un luogo ameno. Mentre la ragazza ammirava incantata il panorama, la vecchia tata sgattaiolò via. Il giovane paggio uscì allora da dietro una pianta di bamboo e costrinse la giovane a cedere ai suoi desideri. Lei però rifiutò sdegnosamente e lottò fieramente per difendere il suo onore e la sua virtù anche di fronte alla morte, avendo il paggio estratto un coltello. Adirato per il rifiuto, il paggio la pugnalò e nascose il corpo, ancora sanguinante, tra i bamboo. Fu solo la mattina seguente, dopo il sorgere del sole, che i genitori si accorsero della mancanza di Aerang. La cercarono a lungo, ma le ricerche della ragazza non diedero alcun risultato.  

Dopo un po’ di tempo il padre venne richiamato a Seul e arrivò un nuovo ufficiale. Il magistrato però venne ritrovato morto nella sua stanza la notte seguente il suo arrivo, e lo stesso accadde al suo successore. Corse voce che fosse apparso il fantasma di Aerang chiedendo il loro aiuto, e il terrore provato per la sua apparizione avesse causato la morte dei due magistrati. Nessun altro ufficiale volle prendere il loro posto finché un giovane nobile e coraggioso decise di risolvere il mistero.

legno2La notte, mentre sedeva tranquillo fumando la sua lunga pipa, si alzò all’improvviso un forte vento e qualcuno apparve nella stanza. Controllando i nervi e la paura, chiese al fantasma il suo nome e il motivo della sua visita. Apparve allora una ragazza con il coltello ancora piantato nel petto. Nella mano aveva tre bandiere rosse e su di esse richiamò l’attenzione del giovane magistrato. Il fantasma rimase immobile finché il magistrato, muovendo il capo, fece intendere di aver compreso il messaggio, quindi sparì in un soffio di vento. Il magistrato rifletté tutta la notte sul significato del colore rosso, della bandiera e del numero tre, e la mattina seguente chiamò il suo luogotenente e gli chiese se conoscesse una persona di nome Hong (rosso) Ki (bandiera) Sam (tre). Venne quindi condotto al suo cospetto il paggio, che di fronte alle domande incalzanti del magistrato confessò il suo crimine e mostrò il luogo in cui aveva nascosto il cadavere di Aerang. Il corpo della ragazza venne ritrovato ancora intatto e per nulla decomposto. In memoria della morte della povera fanciulla la gente di Miryang eresse allora un padiglione e una stele con incisa la storia del suo coraggio e della sua virtù.

 

 

 

 

19 febbraio
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Aerang

legno1

A Miryang viveva l’amabile giovane figlia del magistrato della contea, Aerang, una ragazza nel fiore della giovinezza. Un paggio di umile posizione che lavorava per la sua famiglia si innamorò di lei, desiderandola per lungo tempo. Sperando che potesse diventare sua moglie, corruppe la vecchia tata della ragazza affinché la portasse, in una notte di luna piena, in un padiglione situato in un luogo ameno. Mentre la ragazza ammirava incantata il panorama, la vecchia tata sgattaiolò via. Il giovane paggio uscì allora da dietro una pianta di bamboo e costrinse la giovane a cedere ai suoi desideri. Lei però rifiutò sdegnosamente e lottò fieramente per difendere il suo onore e la sua virtù anche di fronte alla morte, avendo il paggio estratto un coltello. Adirato per il rifiuto, il paggio la pugnalò e nascose il corpo, ancora sanguinante, tra i bamboo. Fu solo la mattina seguente, dopo il sorgere del sole, che i genitori si accorsero della mancanza di Aerang. La cercarono a lungo, ma le ricerche della ragazza non diedero alcun risultato.  

Dopo un po’ di tempo il padre venne richiamato a Seul e arrivò un nuovo ufficiale. Il magistrato però venne ritrovato morto nella sua stanza la notte seguente il suo arrivo, e lo stesso accadde al suo successore. Corse voce che fosse apparso il fantasma di Aerang chiedendo il loro aiuto, e il terrore provato per la sua apparizione avesse causato la morte dei due magistrati. Nessun altro ufficiale volle prendere il loro posto finché un giovane nobile e coraggioso decise di risolvere il mistero.

legno2La notte, mentre sedeva tranquillo fumando la sua lunga pipa, si alzò all’improvviso un forte vento e qualcuno apparve nella stanza. Controllando i nervi e la paura, chiese al fantasma il suo nome e il motivo della sua visita. Apparve allora una ragazza con il coltello ancora piantato nel petto. Nella mano aveva tre bandiere rosse e su di esse richiamò l’attenzione del giovane magistrato. Il fantasma rimase immobile finché il magistrato, muovendo il capo, fece intendere di aver compreso il messaggio, quindi sparì in un soffio di vento. Il magistrato rifletté tutta la notte sul significato del colore rosso, della bandiera e del numero tre, e la mattina seguente chiamò il suo luogotenente e gli chiese se conoscesse una persona di nome Hong (rosso) Ki (bandiera) Sam (tre). Venne quindi condotto al suo cospetto il paggio, che di fronte alle domande incalzanti del magistrato confessò il suo crimine e mostrò il luogo in cui aveva nascosto il cadavere di Aerang. Il corpo della ragazza venne ritrovato ancora intatto e per nulla decomposto. In memoria della morte della povera fanciulla la gente di Miryang eresse allora un padiglione e una stele con incisa la storia del suo coraggio e della sua virtù.

 

 

 

 

17 febbraio
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Buddha_pietra

Tratte dal libro Korea Unmasked alcune notizie schematiche ma interessanti sulla questione dell’Unificazione delle due Coree. – A proposito: a Torino 2006 per la prima volta le due Coree hanno sfilato e gareggiano come una sola nazione. -

La Corea è una nazione antica. La data della dua fondazione si può far risalire a più di 1300 anni fa, precisamente al 676 d.C., quando il regno di Silla conquistò e unì a sé i due altri regni di Koguryô e Paekche. Paese piccolo e proteso sul mare, ha da sempre fatto gola ai più grandi e potenti vicini, Cina e Giappone, e subìto più volte le loro invasioni, fino a diventare nel 1910 colonia Giapponese. Non mi dilungo qui sulla triste vicenda dell’invasione Giapponese perché meriterebbe molto ma molto più spazio. – Ma consiglio la lettura di Iris Chang, Lo stupro di Nanchino, che benché tratti della Manciuria dà un’idea di quella che può essere stata la violenza giapponese anche in Corea. – Mi limito a ricordare che con la sconfitta Giapponese nella seconda Guerra Mondiale ebbe fine anche l’occupazione del suolo coreano, che però vede ben presto America e Russia litigarsi l’influenza della rediviva nazione. Risultato del sorgere della Guerra fredda e dei litigi in seno alla stessa Corea in merito all’assetto da dare allo Stato appena uscito da una lunga occupazione, è la divisione della Corea in due Stati separati nel 1945, uno a Nord, schierato col blocco comunista, e uno a Sud, vicino agli Stati Uniti. Non mi dilungo nemmeno sulle vicende della successiva guerra di Corea. La fine della guerra vede un cessate il fuoco nel 1953 ma mai un trattato di pace. Per cui si può dire che, potenzialmente, le due nazioni sono tuttora in guerra.

Dopo anni di tregua nervosa, attualmente il processo di avvicinamento delle due Coree progredisce, ma ci sono ancora molti ostacoli. Sebbene Soraksan_Pesce2 copyentrambi i Paesi si sentano in fondo un unico popolo e desiderino fortemente ritornare ad essere una sola nazione, si è diffusa la paura che una riunificazione precipitosa porti più problemi che soluzioni, facendo ricadere sulla Corea del sud tutto il peso economico del processo, finendo per schiacciare inesorabilmente l’undicesima potenza economica mondiale. Germania docet: facendo le debite proporzioni si è giunti a calcolare che la caduta del regime di Kim Jong-il e la subitanea riunificazione avrebbe un costo di dodici (!) volte superiore a quello pagato dalla Germania per la sua riunificazione. Senza contare i problemi sociali che potrebbero sorgere: la riunificazione porterebbe gli abitanti del Nord a subire una condizione di subalternità causata dalla loro povertà rispetto ai residenti nel Sud. E se la reazione a questo possibile disagio si dovesse sfociare in attività organizzate l’intera penisola rischierebbe di finire nel caos. Ecco perché la Corea del sud procede con cautela e ha adottato una politica di impegno, tolleranza e coperazione, la Sunshine policy, ispirata alla Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt.

Sulla questa linea, la Corea del sud ha proposto nel settembre 1989 il Korean Community Unificatio

n Plan, che prevede un avvicinamento graduale delle due potenze, con la creazione di una coalizione transitoria nord-sud, allo scopo di trasformare gradualmente la Corea in una società omogenea e stabilire solo al termine di questo processo una democrazia unificata. In questo periodo i due governi manterrebbero la loro sovranità, ma inizierebbero una cooperazione economica e culturale, stato transitorio necessario a costruire il ponte che porta all’unificazione, partendo con summit, per poi passare a incontri interministeriali e quindi alla costruzione di un concilio di rappresentati del Nord e del Sud.

Principi fondamentali del piano sudcoreano sono:  

 

 

 

 

 

- Autonomia: ogni decisione riguardo l’unificazione deve essere presa dagli stessi coreani senza alcuna intromissione esterna.

- Pace: avendo sofferto durante la guerra è imperativo che le due coree rigettino ogni idea di violenza durante il processo di unificazione, che deve essere compiuto solo con mezzi pacifici.

- Democrazia: tutti i processi di unificazione devono essere presi in accordo con principi e procedure democratiche.

Le idee della Corea del nord sono diverse. Propone infatti la creazione di un sistema federale simile a quello di Germania, Svizzera o Stati Uniti: Nord e Sud manterrebbero i propri governi, posti sotto un superiore governo federale che si occuperebbe, tra l’altro, di politica estera e politica economica nazionale. Il contrario di quanto proposto dalla Corea del sud: prima si forma un governo unificato, poi si costruisce un paese omogeneo. Ma ci sono tre condizioni che la Corea del nord pone al Sud prima di attuare la riunificazione:

1) Allontanare le forze armate USA dalla penisola.

2) Abolire la Legge di Sicurezza Nazionale in vigore in Corea del sud, che punisce chiunque entri in contatto o favorisca la Corea del nord

3) Legalizzare le attività del partito cominunista, tuttora fuorilegge al Sud.

 finestrino2La Corea del sud non può però accettare queste tre condizioni: come già ricordato le due potenze non hanno firmato alcun trattato di pace, la Corea del nord è un regime militare e mantiene una forza armata numericamente superiore a quella del Sud. I soldati americani sono forse l’unico deterrente all’aggressione del Sud da parte del Nord. Se se ne andassero, chi può dire che il Nord non tenterebbe ancora la carta dell’invasione? Lo stesso discorso vale per la Legge di Sicurezza Nazionale. Nata per limitare le attività anti governative, è stata promulgata nel 1980 dal regime militare che prese il potere con un colpo di stato il 12 dicembre 1988. Aveva lo scopo di preservare la sicurezza del nuovo regime tramite la persecuzione dell’opposizione, considerata alla stregua di organizzazione anti governativa. La legge attuale è un po’ diversa da quella del 1980 e rimpiazza la precedente versione nonché la legge anti-comunisti. Sebbene tale legge non sia ben vista da molti sudcoreani, essa impedisce comunque l’infiltrazione di elementi eversivi provenienti dalla Corea del nord, che potrebbero provocare disordini e conflitti in seno allo socierà sudcoreana. Lo stesso motivo impedisce di prendere in considerazione la riammissione del partito comunista, ovvero il timore che questo possa sobillare, ad esempio, gruppi studenteschi o il sindacato.

Ecco solo alcuni dei problemi diplomatici che le due Nazioni divise devono ancora oggi affrontare. Oltre, naturalmente, al modo di supportare l’economia nordcoreana ormai al tracollo. La creazione di zone franche industriali in cui Nord e Sud possano collaborare è uno dei mezzi adottati per gestire il processo di riavvicinamento di due stati geograficamente tanto vicini ma, in fondo, tanto lontani.

(Foto: il Buddha scavato nella pietra si trova vicino a Geonju; i pesci essiccati erano in vetrina in un negozio sulla costa nei pressi del parco nazionale del Monte Sorak; la fotografia del finestrino dell’automobile Hyundai è stata presa nei pressi della zona demilitarizzata più a nord della Corea, sulla costa est.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 febbraio
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Buddha_pietra

Tratte dal libro Korea Unmasked alcune notizie schematiche ma interessanti sulla questione dell’Unificazione delle due Coree. – A proposito: a Torino 2006 per la prima volta le due Coree hanno sfilato e gareggiano come una sola nazione. -

La Corea è una nazione antica. La data della dua fondazione si può far risalire a più di 1300 anni fa, precisamente al 676 d.C., quando il regno di Silla conquistò e unì a sé i due altri regni di Koguryô e Paekche. Paese piccolo e proteso sul mare, ha da sempre fatto gola ai più grandi e potenti vicini, Cina e Giappone, e subìto più volte le loro invasioni, fino a diventare nel 1910 colonia Giapponese. Non mi dilungo qui sulla triste vicenda dell’invasione Giapponese perché meriterebbe molto ma molto più spazio. – Ma consiglio la lettura di Iris Chang, Lo stupro di Nanchino, che benché tratti della Manciuria dà un’idea di quella che può essere stata la violenza giapponese anche in Corea. – Mi limito a ricordare che con la sconfitta Giapponese nella seconda Guerra Mondiale ebbe fine anche l’occupazione del suolo coreano, che però vede ben presto America e Russia litigarsi l’influenza della rediviva nazione. Risultato del sorgere della Guerra fredda e dei litigi in seno alla stessa Corea in merito all’assetto da dare allo Stato appena uscito da una lunga occupazione, è la divisione della Corea in due Stati separati nel 1945, uno a Nord, schierato col blocco comunista, e uno a Sud, vicino agli Stati Uniti. Non mi dilungo nemmeno sulle vicende della successiva guerra di Corea. La fine della guerra vede un cessate il fuoco nel 1953 ma mai un trattato di pace. Per cui si può dire che, potenzialmente, le due nazioni sono tuttora in guerra.

Dopo anni di tregua nervosa, attualmente il processo di avvicinamento delle due Coree progredisce, ma ci sono ancora molti ostacoli. Sebbene Soraksan_Pesce2 copyentrambi i Paesi si sentano in fondo un unico popolo e desiderino fortemente ritornare ad essere una sola nazione, si è diffusa la paura che una riunificazione precipitosa porti più problemi che soluzioni, facendo ricadere sulla Corea del sud tutto il peso economico del processo, finendo per schiacciare inesorabilmente l’undicesima potenza economica mondiale. Germania docet: facendo le debite proporzioni si è giunti a calcolare che la caduta del regime di Kim Jong-il e la subitanea riunificazione avrebbe un costo di dodici (!) volte superiore a quello pagato dalla Germania per la sua riunificazione. Senza contare i problemi sociali che potrebbero sorgere: la riunificazione porterebbe gli abitanti del Nord a subire una condizione di subalternità causata dalla loro povertà rispetto ai residenti nel Sud. E se la reazione a questo possibile disagio si dovesse sfociare in attività organizzate l’intera penisola rischierebbe di finire nel caos. Ecco perché la Corea del sud procede con cautela e ha adottato una politica di impegno, tolleranza e coperazione, la Sunshine policy, ispirata alla Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt.

Sulla questa linea, la Corea del sud ha proposto nel settembre 1989 il Korean Community Unificatio

n Plan, che prevede un avvicinamento graduale delle due potenze, con la creazione di una coalizione transitoria nord-sud, allo scopo di trasformare gradualmente la Corea in una società omogenea e stabilire solo al termine di questo processo una democrazia unificata. In questo periodo i due governi manterrebbero la loro sovranità, ma inizierebbero una cooperazione economica e culturale, stato transitorio necessario a costruire il ponte che porta all’unificazione, partendo con summit, per poi passare a incontri interministeriali e quindi alla costruzione di un concilio di rappresentati del Nord e del Sud.

Principi fondamentali del piano sudcoreano sono:  

 

 

 

 

 

- Autonomia: ogni decisione riguardo l’unificazione deve essere presa dagli stessi coreani senza alcuna intromissione esterna.

- Pace: avendo sofferto durante la guerra è imperativo che le due coree rigettino ogni idea di violenza durante il processo di unificazione, che deve essere compiuto solo con mezzi pacifici.

- Democrazia: tutti i processi di unificazione devono essere presi in accordo con principi e procedure democratiche.

Le idee della Corea del nord sono diverse. Propone infatti la creazione di un sistema federale simile a quello di Germania, Svizzera o Stati Uniti: Nord e Sud manterrebbero i propri governi, posti sotto un superiore governo federale che si occuperebbe, tra l’altro, di politica estera e politica economica nazionale. Il contrario di quanto proposto dalla Corea del sud: prima si forma un governo unificato, poi si costruisce un paese omogeneo. Ma ci sono tre condizioni che la Corea del nord pone al Sud prima di attuare la riunificazione:

1) Allontanare le forze armate USA dalla penisola.

2) Abolire la Legge di Sicurezza Nazionale in vigore in Corea del sud, che punisce chiunque entri in contatto o favorisca la Corea del nord

3) Legalizzare le attività del partito cominunista, tuttora fuorilegge al Sud.

 finestrino2La Corea del sud non può però accettare queste tre condizioni: come già ricordato le due potenze non hanno firmato alcun trattato di pace, la Corea del nord è un regime militare e mantiene una forza armata numericamente superiore a quella del Sud. I soldati americani sono forse l’unico deterrente all’aggressione del Sud da parte del Nord. Se se ne andassero, chi può dire che il Nord non tenterebbe ancora la carta dell’invasione? Lo stesso discorso vale per la Legge di Sicurezza Nazionale. Nata per limitare le attività anti governative, è stata promulgata nel 1980 dal regime militare che prese il potere con un colpo di stato il 12 dicembre 1988. Aveva lo scopo di preservare la sicurezza del nuovo regime tramite la persecuzione dell’opposizione, considerata alla stregua di organizzazione anti governativa. La legge attuale è un po’ diversa da quella del 1980 e rimpiazza la precedente versione nonché la legge anti-comunisti. Sebbene tale legge non sia ben vista da molti sudcoreani, essa impedisce comunque l’infiltrazione di elementi eversivi provenienti dalla Corea del nord, che potrebbero provocare disordini e conflitti in seno allo socierà sudcoreana. Lo stesso motivo impedisce di prendere in considerazione la riammissione del partito comunista, ovvero il timore che questo possa sobillare, ad esempio, gruppi studenteschi o il sindacato.

Ecco solo alcuni dei problemi diplomatici che le due Nazioni divise devono ancora oggi affrontare. Oltre, naturalmente, al modo di supportare l’economia nordcoreana ormai al tracollo. La creazione di zone franche industriali in cui Nord e Sud possano collaborare è uno dei mezzi adottati per gestire il processo di riavvicinamento di due stati geograficamente tanto vicini ma, in fondo, tanto lontani.

(Foto: il Buddha scavato nella pietra si trova vicino a Geonju; i pesci essiccati erano in vetrina in un negozio sulla costa nei pressi del parco nazionale del Monte Sorak; la fotografia del finestrino dell’automobile Hyundai è stata presa nei pressi della zona demilitarizzata più a nord della Corea, sulla costa est.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15 febbraio
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2-3Credo sia il caso di presentare il capostipite di tutti i siti sulla Corea. Un po’ come Giapponemania per i fan del Sol levante, è Corea.it di Valerio Anselmo. Vi si trovano notizie di storia, cultura, turismo, link a giornali coreani di lingua inglese o coreana, a scuole di coreano sul web, curiosità varie e anche una sezione dedicata alla Corea in Italia e all’Italia in Corea, con indirizzi di ambasciate, consolati, aziende ristoranti e tutto quanto può servire per conoscere questo Paese così lontano. Lo trovate nei Links, la url è:

http://www.corea.it

 

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