Sarete magari un po` stufi di questa storia delle isolette, e anche io oggi volevo parlare d`altro, ma quando, comprato il giornale, ho visto la foto in prima pagina – La polizia marittima coreana fa la guardia alle isole Dokdo - non ho potuto resistere. In pratica oggi il presidente coreano Roh si e` espresso sulla vicenda con parole abbastanza dure: "Questa e` una questione dove non e` possibile fare compromessi o arrendersi. Continueremo a usare ogni misura della nostra forza nazionale e ogni risorsa diplomatica fino al giorno in cui il governo giapponese rimediera` a questo errore". In pratica la Corea sostiene la richiesta del Giappone di mantenere il controllo delle isole Dokdo (in giapponese Takeshima) e` basata sulle passate leggi coloniali che il Giappone aveva imposto alla penisola coreana e per la Corea e` un`offesa come lo sono le ricorrente visite del primo ministro Koyzumi e di altri esponenti politici allo Yasukuni Jinja, il tempio di Tolyo dove sono sepolti alcuni dei generali responsabili dell`invasione della Corea e della Cina, considerati da questi ultimi (ma non dal Giappone) criminali di guerra. Una di queste visite e` stata infatti causa lo scorso anno della cancellazione di un summit tra Corea e Giappone proprio sulla questione delle Dokdo.
Non si andra` certamente alla guerra per via di queste isolette, ma questa vicenda illustra bene i rapporti non precisamente amichevoli che intercorrono in questo momento tra Giappone e Corea. Nonostante quest`ultimo sia stato infatti uno dei principali finanziatori del miracolo economico coreano, restano ancora oggi irrisolte controversie che risalgono alla precedente invasione della Corea da parte del Giappone, che non ha mai chiesto scusa delle atrocita` commesse, non ha mai risarcito nessuna vittima di guerra coreana o cinese e soprattutto continua a emendare i libri scolastici di storia. In alcuni di questi testi viene addirittura affermato che la colonizazione giapponese ha aiutato la Corea a sviluppare le proprie potenzialita` economiche, tacendo naturalmente del tentativo di cancellare completamente la cultura coreana imponendo l`adozione di nomi giapponesi e l`uso della lingua giapponese nelle scuole, e di tutti gli altri abusi commessi, tra i quali la deportazione di migliaia di coreani usati come forza lavoro (o peggio) in Giappone o nelle altre colonie. Probabilmente se fossi coreana sarei arrabbiata anche io. Pero` il Giappone e i giapponesi continuano a starmi simpatici.
Comunque oggi volevo parlarvi della mia esperienza alla sauna, ovvero i bagni pubblici coreani. Anche qui infatti come in Giappone c`e` l`usanza di andare ai bagni pubblici. In Giappone sono in genere acque termali e vengono chiamati onsen se al chiuso e rotenburo se all`aperto. Ma il Giappone abbonda di acque grazie ai vulcani (e ai terremoti!), mentre in Corea non hanno ne` gli uni ne` gli altri. Ma la tradizione del bagno pubblico con acque non termali c`e` lo stesso. (In effetti anche in Giappone non tutti gli onsen sono terme ma queste sono certo le piu` gradite e ricercate). Cosi` mi sono armata di coraggio e stamattina, grazie alla nonna che mi ha tenuto Letizia, mi sono avventurata in una sauna coreana. Per il modico prezzo di 7.000 won (5 euro circa), e superato il primo imbarazzo, ho potuto godere del beneficio di due belle vasche di acqua calda, una immobile e una con un po` di bollicine, di una vasca di acqua fredda (non usata) e di una enorme vasca tiepida con l`idromassaggio!!!!!! Credo di esserci rimasta almeno mezz`ora e non volevo piu` uscire. Naturalmente c`era anche la sauna, anzi due: una in ceramica e una in legno. In quella in ceramica sono entrata e uscita subito perche` scottava troppo (ahi i miei piedi!) mentre in quella in legno credo di essere riuscita a stare almeno cinque minuti. E` che soffro un po` di pressione bassa e mi sento sempre un po` mancare in posti troppo caldi. Ma la prossima volta mi attrezzo con un catino di acqua fredda o, come ho visto fare, con una bella bibita ghiacciata. Volendo poi, con un sovrapprezzo che va dai 15.000 ai 55.000 won, si puo` fare anche un massaggio, che non ho fatto perche` non era compreso nel prezzo del mio biglietto. Magari la prossima volta, evitando quello con la signora massaggiatrice che ti sale in piedi sulla schiena pero`. Sapone, shampoo, asciugamani, creme varie e persino lo spazzolino da denti sono a disposizione gratis, anche se per certe cose e` forse meglio portarsi la roba da casa (non hanno il balsamo ad esempio), e all`interno della sauna c`e` anche un piccolo baretto e la sala fumatori. Rilassante davvero. Credo che in Italia adesso abbiano molto successo i bagni turchi che in fondo sono un po` la stessa cosa. Ma, correggetemi se sbaglio, costano molto ma molto di piu`. Ed e` necessaria la prenotazione.
PS: il palazzo dove c`e` la sauna si chiama Paragon, che fa tanto Signore degli anelli. E il palazzo di fianco non e` da meno e si chiama Hyperion, che fa tanto film di fantascienza!