Pubbliche scuse
Effettivamente gli ultimi tre post hanno titoli non troppo rassicuranti. Tra collaborazionisti, liste nere e delazioni, sembrerebbe che la Corea del sud non sia un posto troppo piacevole doce vivere. Cosi` non e` in realta`, e la prima pagina del Korea Herald di oggi lo dimostra.
Avevo accennato qualche post fa a uno scandalo legato al gioco d`azzardo. In breve, e` saltato fuori che alcune Slot machine di grande successo qui in Corea, le Pada Iyaghi, ovvero Storie di mare, cosi` chiamete perche` lo sfondo del gioco e` un bel disegno del fondo dl mare, invece di emetere certificati di vincita regolari, erano state truccate per emettere certificati di vincita molto piu` alti, fino a due milioni e mezzo di won (circa duemila euro) per un jack pot. Questi certificati di vincita in realta` non darebbero diritto a soldi ma solo a premi quali video, cd o sigarette, ma vengono regolarmente, sebbene illegalmente, scambiati con denaro sonante subito fuori dalle sale da gioco, con una commissione di circa il 10% della vincita. Lo scandalo e ` pero` scoppiato soprattutto a causa del presunto coinvolgimento nella vicenda di un nipote e consigliere del Presidente coreano Roh Moo-hyun, che avrebbe agevolato la concessione dell`uso dei certificati di vincita per le Slot machine.
La notizia non e` bella, e` vero. Quella pero` che e` apparsa oggi sulle prime pagine del gionale e` pero` una notizia "positiva", ovvero: Il primo Ministro Han Myeong-sok si e` ieri pubblicamente scusata con i cittadini a nome del governo sudcoreano per il caos creato dal recente scandalo delle slot machine e soprattutto perche` il governo non e` stato in grado di gestire in maniera adeguata l`industria del gioco d`azzardo.
Inoltre, l`ex ministro Chung Dong-chea ha dato le dimissioni dal suo posto nell`esecutivo del partito Uri, quello attualmente al governo, perche` Ministro della cultura in carica nel momento in cui le aziende delle slot machine hanno ottenuto l`approvazione all`uso dei certificati di vincita per le loro macchine.
Io sinceramente in Italia non ho memoria di un nessun Ministro, Capo del consiglio o chichessia che abbia chiesto pubblicamente scusa per qualcosa. Qui in Corea invece, e anche in Giappone in verita`, il senso di responsabilita` delle persone, soprattutto quelle che ricoprono incarichi importanti (o altrimenti detti, appunto, di responsabilita`) e soprattutto incarichi pubblici, e` molto piu` sentito che da noi in Italia. Gia` quando stavo in Giappone ricordo un episodio simile: il Preside dell`Universita` Waseda, una delle migliori e piu` costose universita` giapponesi, si era pubblicamente scusato perche` uno studente della sua Universita` aveva usato violenza nei confronti di una sua compagna di studi. Non era stato il Preside, ne` era direttamente coinvolto nella vicenda, ma si era comunque fatto carico del comportamento dello studente, fosse anche spinto dalla necessita` di placare le ire o i timori dei genitori.
Ho comunque anche sempre la sensazione che la cortesia e la buona educazione siano qui in Asia, e particolarmene in Corea, molto piu` considerate di quanto non lo siano da noi. Tanto per fare qualche esempio, in metropolitana c`e` sempre qualcuno che quando mi vede con la bambina in braccio mi cede il posto a sedere. Quando giro col passeggino e mi trovo in una stazione senza scale mobili o ascensori c`e` sempre qualcuno – giovani, donne e anche anziani che a stento si reggono in piedi – pronto ad aiutarmi a portare pargola e automezzo per le scale. Non c`e` giorno in cui qualcuno non si fermi per strada per dirmi quanto sia carina mia figlia, che spesso riceve in dono caramelle, dolcetti o bibite gratis, anche nei negozi. Se do` segno di essermi persa, c`e` sempre qualcuno che mi chiede se puo` essermi utile in qualche modo… E tutti sempre con il sorriso sulle labbra. Che dire. Ogni nazione ha i suoi lati belli e quelli brutti. La gentilezza, la cordialita` e il calore dei coreani sono forse le cose piu` belle che ho trovato qui.

