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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for dicembre, 2006

31 dicembre
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Ultimo post del 2006

Ultimo post del 2006. Finisco in bellezza con la crisi del partito Uri e un nuovo sistema di assunzione per le aziende.

- Il parito Uri forse non sopravvivera` fino alle prossime elezioni. Per cercare di salvarsi dalla perdita di fiducia nell`attuale governo e presentarsi alle consultazioni con una ‘faccia nuova’, alcune correnti hanno deciso di staccarsi e dare vita a una nuova formazione. L`attuale presidente del partito Kim geun-tae e il suo precedecessore Chung Dong-young si sono infatti accordati per creare un nuovo partito "che riunisca tutti i riformisti pro-democratici e le forze orientate verso il futuro".

- Sembra che l`avvenenza e la bellezza siano requisiti indispensabili per una donna al fine di essere assunta in azienda. A parte domande decisamente fuori luogo, del tipo :"Che ne dice di perdere qualche chilo dopo essere entrata in azienda?", pare che sia prassi abbastanza comune sia nelle aziende private (85,4% dei casi) che pubbliche (80%) la richiesta di inserire nel curriculum non solo data di nascita, ma anche altezza, peso e una fotografia. Ecco allora che il Comitato Presidenziale per l`lnclusione Sociale ha deciso di stabilire delle linee guida per le societa` e le agenzie di assunzione del personale: verranno forniti modelli di curriculum e procedure standard per evitare questo tipo di discriminazione. Intanto verranno eliminate le informazioni relative a eta`, altezza e peso, per dare invece maggior valore alle capacita` e alle esperienze della candidata. E saranno presenti sempre intervistatrici donne durante i colloqui, almeno nelle aziende pubbliche. "Faremo anche sforzi per cambiare la mentalita` e il comportamento degli uomini nei confronti delle donne.", ha affermato un dirigente del Comitato, "Gli stereotipi patriarcali e l`eccessiva importanza data all`apetto esteriore, aggravati dai media, sono la ragione principale di queste pratiche di assunzione discriminatorie."

31 dicembre
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Ultimo post del 2006

Ultimo post del 2006. Finisco in bellezza con la crisi del partito Uri e un nuovo sistema di assunzione per le aziende.

- Il parito Uri forse non sopravvivera` fino alle prossime elezioni. Per cercare di salvarsi dalla perdita di fiducia nell`attuale governo e presentarsi alle consultazioni con una ‘faccia nuova’, alcune correnti hanno deciso di staccarsi e dare vita a una nuova formazione. L`attuale presidente del partito Kim geun-tae e il suo precedecessore Chung Dong-young si sono infatti accordati per creare un nuovo partito "che riunisca tutti i riformisti pro-democratici e le forze orientate verso il futuro".

- Sembra che l`avvenenza e la bellezza siano requisiti indispensabili per una donna al fine di essere assunta in azienda. A parte domande decisamente fuori luogo, del tipo :"Che ne dice di perdere qualche chilo dopo essere entrata in azienda?", pare che sia prassi abbastanza comune sia nelle aziende private (85,4% dei casi) che pubbliche (80%) la richiesta di inserire nel curriculum non solo data di nascita, ma anche altezza, peso e una fotografia. Ecco allora che il Comitato Presidenziale per l`lnclusione Sociale ha deciso di stabilire delle linee guida per le societa` e le agenzie di assunzione del personale: verranno forniti modelli di curriculum e procedure standard per evitare questo tipo di discriminazione. Intanto verranno eliminate le informazioni relative a eta`, altezza e peso, per dare invece maggior valore alle capacita` e alle esperienze della candidata. E saranno presenti sempre intervistatrici donne durante i colloqui, almeno nelle aziende pubbliche. "Faremo anche sforzi per cambiare la mentalita` e il comportamento degli uomini nei confronti delle donne.", ha affermato un dirigente del Comitato, "Gli stereotipi patriarcali e l`eccessiva importanza data all`apetto esteriore, aggravati dai media, sono la ragione principale di queste pratiche di assunzione discriminatorie."

29 dicembre
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Una buona idea per festeggiare Capodanno

E` pur vero che Capodanno qui in Corea del sud si festeggiera` veramente solo a febbraio: sebbene giorni mesi e anni siano scanditi come in tutto il mondo dal calendario gregoriano, per quanto riguarda le festivita` vige ancora il calendario lunare e cosi` quest`anno Sollal cadra` il 18 febbraio. Questo non vuol dire che qualcuno non festeggera` anche la notte tra il  31 dicembre e il primo gennaio. Parecchi luoghi stanno infatti organizzando i festeggiamenti. Mirati non tanto a brindare alla mezzanotte del 31 quanto a vedere il sole sorgere il primo giorno del nuovo anno. Ebbene si: qui si festeggia l`alba.

Forse i luoghi piu` appropriati per vedere sorgere l`alba del nuovo anno sono le spiagge, ed infatti i Sunrise festival marini sono i piu` famosi: la citta` di Samchock, nella provincia di Kangwon (sulla costa est della Corea) ad esempio sta preparando un`intera notte di bagordi a base di concerti pop, musiche tradizionali e fuochi d`artificio per arrivare fino all`alba, coronata da un lancio di palloncini colorati ai quali verranno attaccati i desideri o i propositi per l`anno che verra` (http://tour.samcheok.go.kr/culture). Sempre nella provincia di Kangwon, un altro Sunrise festival si terra` sulla spiaggia di Kyongpo a Donghae (http://donghae.gangwon.kr) e un altro a Chongdongjin (www.jungdong.com). Anche Pusan si dara` da fare, aspettando l`alba sulla spiaggia di Heundae e Tataepo (www.festivalbusan.kr).

Chi preferisce la montagna non rimarra` comunque a bocca asciutta: potra` andare sul Monte Taebaek, che organizza ogni anno un festival delle lanterne sul lago Hwangjii proprio in attesa dell`alba, oppure recarsi sul Monte Acha (287 metri), a  Kwangji-gu, Seul, il primo luogo della capitale a vedere il sole. Sempre a Seul, sono a disposizione il Monte Unbong, Songdong-gu, il Monte Umyon, Socho-gu, il Monte Tobong, Tobong-gu e naturalmente la Namsan Tower, altrimenti detta Torre di Seul, che per l`occasione aprira` i battenti alle sei del mattino (www.mseoultower.com). Oppure, per chi preferisce comunque l`acqua, una bella gita sul battello che solca le acque del fiume Han, con partenza dal molo di Youido. Infine, sempre a Youido il 63 buiding offre per la modica cifra di 5.000 won una splendida vista sull`alba di Seul, piu` una tazza di caffe` o di the per lo spettatore mattiniero.

29 dicembre
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Una buona idea per festeggiare Capodanno

E` pur vero che Capodanno qui in Corea del sud si festeggiera` veramente solo a febbraio: sebbene giorni mesi e anni siano scanditi come in tutto il mondo dal calendario gregoriano, per quanto riguarda le festivita` vige ancora il calendario lunare e cosi` quest`anno Sollal cadra` il 18 febbraio. Questo non vuol dire che qualcuno non festeggera` anche la notte tra il  31 dicembre e il primo gennaio. Parecchi luoghi stanno infatti organizzando i festeggiamenti. Mirati non tanto a brindare alla mezzanotte del 31 quanto a vedere il sole sorgere il primo giorno del nuovo anno. Ebbene si: qui si festeggia l`alba.

Forse i luoghi piu` appropriati per vedere sorgere l`alba del nuovo anno sono le spiagge, ed infatti i Sunrise festival marini sono i piu` famosi: la citta` di Samchock, nella provincia di Kangwon (sulla costa est della Corea) ad esempio sta preparando un`intera notte di bagordi a base di concerti pop, musiche tradizionali e fuochi d`artificio per arrivare fino all`alba, coronata da un lancio di palloncini colorati ai quali verranno attaccati i desideri o i propositi per l`anno che verra` (http://tour.samcheok.go.kr/culture). Sempre nella provincia di Kangwon, un altro Sunrise festival si terra` sulla spiaggia di Kyongpo a Donghae (http://donghae.gangwon.kr) e un altro a Chongdongjin (www.jungdong.com). Anche Pusan si dara` da fare, aspettando l`alba sulla spiaggia di Heundae e Tataepo (www.festivalbusan.kr).

Chi preferisce la montagna non rimarra` comunque a bocca asciutta: potra` andare sul Monte Taebaek, che organizza ogni anno un festival delle lanterne sul lago Hwangjii proprio in attesa dell`alba, oppure recarsi sul Monte Acha (287 metri), a  Kwangji-gu, Seul, il primo luogo della capitale a vedere il sole. Sempre a Seul, sono a disposizione il Monte Unbong, Songdong-gu, il Monte Umyon, Socho-gu, il Monte Tobong, Tobong-gu e naturalmente la Namsan Tower, altrimenti detta Torre di Seul, che per l`occasione aprira` i battenti alle sei del mattino (www.mseoultower.com). Oppure, per chi preferisce comunque l`acqua, una bella gita sul battello che solca le acque del fiume Han, con partenza dal molo di Youido. Infine, sempre a Youido il 63 buiding offre per la modica cifra di 5.000 won una splendida vista sull`alba di Seul, piu` una tazza di caffe` o di the per lo spettatore mattiniero.

28 dicembre
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Servizio militare

Altri guai per il Presidente Roh, che qualche giorno fa, aveva criticato l`attuale servizio militare obbligatorio – che va dai 24 ai 27 mesi per tutti i maschi di eta` superiore ai 20 anni – asserendo che priverebbe i ragazzi della loro gioventu` e di anni che potrebbero impiegare altrimenti, lavorando per la propria realizzazione personale e dando una spinta al progresso economico della societa` coreana. Apriti cielo! I militari si sono offesi a morte per  queste parole di Roh, e adesso pretendono le sue scuse. Un gruppo di 73 ex militari di alto grado non avrebbe infatti gradito ne` le affermazioni sul servizio militare ne` le critiche, sempre di Roh, alla riluttanza dei militari a riprendere in mano il controllo operazionale delle truppe in caso di guerra, controllo attualmente affidato agli Stati Uniti. "Siamo delusi e infuriati per il discorso del Presidente," avrebbero detto i militari, "che diffama i nostri cittadini, le forze armate, la Costituzione e la santita` del dovere militare." Secondo i militari il Presidente Roh sta minando in questo modo l`alleanza con gli Stati Uniti e dimostra di non comprendere appieno l`attuale situazione di sicurezza della nazione: secondo loro infatti, la riduzione unilaterale delle truppe potrebbe essere male interpretata dalla Corea del nord e portare a una pericolosa crisi. Simili critiche sono arrivate anche dal partito all`opposizione, Il Gran National Party, che ritiene quella di Roh una mossa prettamente elettorale mirata ad avere i voti dei giovani alle prossime elezione presidenziali del 2007. Elezioni che sembrano essere perse in partenza, visto che, secondo un`inchiesta del Korean Developmente Institute, solo il 10,8% dei coreani ha fiducia nell`attuale governo.

28 dicembre
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Servizio militare

Altri guai per il Presidente Roh, che qualche giorno fa, aveva criticato l`attuale servizio militare obbligatorio – che va dai 24 ai 27 mesi per tutti i maschi di eta` superiore ai 20 anni – asserendo che priverebbe i ragazzi della loro gioventu` e di anni che potrebbero impiegare altrimenti, lavorando per la propria realizzazione personale e dando una spinta al progresso economico della societa` coreana. Apriti cielo! I militari si sono offesi a morte per  queste parole di Roh, e adesso pretendono le sue scuse. Un gruppo di 73 ex militari di alto grado non avrebbe infatti gradito ne` le affermazioni sul servizio militare ne` le critiche, sempre di Roh, alla riluttanza dei militari a riprendere in mano il controllo operazionale delle truppe in caso di guerra, controllo attualmente affidato agli Stati Uniti. "Siamo delusi e infuriati per il discorso del Presidente," avrebbero detto i militari, "che diffama i nostri cittadini, le forze armate, la Costituzione e la santita` del dovere militare." Secondo i militari il Presidente Roh sta minando in questo modo l`alleanza con gli Stati Uniti e dimostra di non comprendere appieno l`attuale situazione di sicurezza della nazione: secondo loro infatti, la riduzione unilaterale delle truppe potrebbe essere male interpretata dalla Corea del nord e portare a una pericolosa crisi. Simili critiche sono arrivate anche dal partito all`opposizione, Il Gran National Party, che ritiene quella di Roh una mossa prettamente elettorale mirata ad avere i voti dei giovani alle prossime elezione presidenziali del 2007. Elezioni che sembrano essere perse in partenza, visto che, secondo un`inchiesta del Korean Developmente Institute, solo il 10,8% dei coreani ha fiducia nell`attuale governo.

27 dicembre
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Fratelli oltre il 38esimo parallelo

Ecco un libro e un film documentario che un po` si assomigliano. Forse perche` parlano entrambi di Corea del nord e del dramma delle famiglie divise dal 38esimo parallelo.

Il libro e` An Appointment with My Brother di Yi Mun-yol (Jimoondang Publishing Company, 5000 won). Il libro fa parte di una collana intitolata The portable Library of Korean Litterature, dove si possono trovare brevi romanzi coreani tradotti in inglese. Il racconto in questione risale al 1994 e racconta in prima persona il tentativo del protagonista di incontrare il padre, convinto comunista, emigrato in Corea del nord quando ancora era possibile farlo, lasciando la madre e lui appena adolescente nel Sud. Il desiderio di rivedere il padre ormai anziano sembra potersi realizzare grazie a un intermediario incontrato durante un viaggio in quella zona della Cina che confina a sud con il regime di Kim Jong-il. Ma dopo un anno di attesa, l`intermediario si fa sentire con la notizia della recente morte del padre e una proposta: perche` non incontrare il fratello, il primogenito dei cinque figli avuti dalla seconda moglie nordcoreana, al posto del genitore appena scomparso? Dopo un attimo di titubanza il nostro accetta l`incontro, ed eccolo di nuovo nella citta` cinese di Yenjii ad attendere l`incontro con un fratello mai conosciuto. Fra strani incontri con mercanti di opere d`arte rubate, attivisti politici e coreani residenti in Cina, si delinea a poco a poco un affresco esauriente della situazione creata dalla divisione delle due Coree: dai discorsi su una possibile riunificazione, alla confessione delle difficicolta` della vita in Corea del Sud appena dopo la divisione per chi ha avuto un parente scappato oltrecortina, alle parallele angustie di chi vive nel Nord con famigliari dall`altra parte della barricata. Un libro avvincente e da leggere non solo per curiosita` verso lo stato piu` autocratico del mondo, ma anche per capire meglio la cultura e la societa` sudcoreana, spiegate attraverso il confronto con il Nord, e il dilemma di una possibile riunificazione di due Stati che, sebbene abbiano avuto lo stesso passato, da oltre cinquant`anni si sono sviluppati su due strade completamente diverse, se non inconconciliabili.

Uscito da appena un mese, il film-documentario di Yang Yong-hi, Dear Pyongyang, racconta una storia molto simile: il dramma di una famiglia coreana residente in Giappone, quella della regista, che ha vissuto e vive in prima persona la separazione dai propri membri residenti in Corea del nord. Il documentario, dopo un inizio in cui viene spiegata a grandi linee la storia della Corea a partire dalla colonizzazione giapponese, alla divisione tra i due Stati fino alla guerra degli anni `50 e alle successive tensioni, prosegue raccontando con vecchie foto, video e interviste, la storia della famiglia Yang a partire dagli anni `70, quando il padre, un leader del movimento giapponese a sostegno della Corea del nord, decide di mandare i tre figli maschi in Corea del nord, allora non cosi` chiusa e soprattutto economicamente stabile, all`epoca persino piu` del Sud. In quel periodo ben 88.000 coreani residenti in Giappone decisero di tornare nella madrepatria Corea del nord, per sfuggire alle discriminazioni esistenti in Giappone e nella speranza di una vita migliore. Con il peggioramento della situazione politica ed economica nella Corea del nord, inizio` pero` anche la chiusura delle frontiere e l`impossibilita` di tornare indietro. E cosi` i tre fratelli Yang sono rimasti "imprigionati" nel Nord, dove hanno comuqnue continuato le proprie vite costruendosi delle famiglie, mentre Yong-hi, la regista del documentario, sola figlia rimasta in Giappone, ha dovuto affrontare la sofferenza e l`odio verso il padre, ritenuto responsabile della separazione dai fratelli. Lavorando al documentario pero`, Yong-hi ha  incominciato, se non ad accettare, almeno a cercare di capire le motivazioni che hanno guidato la vita del padre, un uomo che ancora oggi mostra apertamente la sua lealta` verso Pyongyang.

Ammetto di non aver visto il documentario, della durata di 1 ora e 47 minuti, girato in coreano e giapponese, pero` mi sembra interessante. Il libro invece l`ho letto e mi e` piaciuto molto.

27 dicembre
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Fratelli oltre il 38esimo parallelo

Ecco un libro e un film documentario che un po` si assomigliano. Forse perche` parlano entrambi di Corea del nord e del dramma delle famiglie divise dal 38esimo parallelo.

Il libro e` An Appointment with My Brother di Yi Mun-yol (Jimoondang Publishing Company, 5000 won). Il libro fa parte di una collana intitolata The portable Library of Korean Litterature, dove si possono trovare brevi romanzi coreani tradotti in inglese. Il racconto in questione risale al 1994 e racconta in prima persona il tentativo del protagonista di incontrare il padre, convinto comunista, emigrato in Corea del nord quando ancora era possibile farlo, lasciando la madre e lui appena adolescente nel Sud. Il desiderio di rivedere il padre ormai anziano sembra potersi realizzare grazie a un intermediario incontrato durante un viaggio in quella zona della Cina che confina a sud con il regime di Kim Jong-il. Ma dopo un anno di attesa, l`intermediario si fa sentire con la notizia della recente morte del padre e una proposta: perche` non incontrare il fratello, il primogenito dei cinque figli avuti dalla seconda moglie nordcoreana, al posto del genitore appena scomparso? Dopo un attimo di titubanza il nostro accetta l`incontro, ed eccolo di nuovo nella citta` cinese di Yenjii ad attendere l`incontro con un fratello mai conosciuto. Fra strani incontri con mercanti di opere d`arte rubate, attivisti politici e coreani residenti in Cina, si delinea a poco a poco un affresco esauriente della situazione creata dalla divisione delle due Coree: dai discorsi su una possibile riunificazione, alla confessione delle difficicolta` della vita in Corea del Sud appena dopo la divisione per chi ha avuto un parente scappato oltrecortina, alle parallele angustie di chi vive nel Nord con famigliari dall`altra parte della barricata. Un libro avvincente e da leggere non solo per curiosita` verso lo stato piu` autocratico del mondo, ma anche per capire meglio la cultura e la societa` sudcoreana, spiegate attraverso il confronto con il Nord, e il dilemma di una possibile riunificazione di due Stati che, sebbene abbiano avuto lo stesso passato, da oltre cinquant`anni si sono sviluppati su due strade completamente diverse, se non inconconciliabili.

Uscito da appena un mese, il film-documentario di Yang Yong-hi, Dear Pyongyang, racconta una storia molto simile: il dramma di una famiglia coreana residente in Giappone, quella della regista, che ha vissuto e vive in prima persona la separazione dai propri membri residenti in Corea del nord. Il documentario, dopo un inizio in cui viene spiegata a grandi linee la storia della Corea a partire dalla colonizzazione giapponese, alla divisione tra i due Stati fino alla guerra degli anni `50 e alle successive tensioni, prosegue raccontando con vecchie foto, video e interviste, la storia della famiglia Yang a partire dagli anni `70, quando il padre, un leader del movimento giapponese a sostegno della Corea del nord, decide di mandare i tre figli maschi in Corea del nord, allora non cosi` chiusa e soprattutto economicamente stabile, all`epoca persino piu` del Sud. In quel periodo ben 88.000 coreani residenti in Giappone decisero di tornare nella madrepatria Corea del nord, per sfuggire alle discriminazioni esistenti in Giappone e nella speranza di una vita migliore. Con il peggioramento della situazione politica ed economica nella Corea del nord, inizio` pero` anche la chiusura delle frontiere e l`impossibilita` di tornare indietro. E cosi` i tre fratelli Yang sono rimasti "imprigionati" nel Nord, dove hanno comuqnue continuato le proprie vite costruendosi delle famiglie, mentre Yong-hi, la regista del documentario, sola figlia rimasta in Giappone, ha dovuto affrontare la sofferenza e l`odio verso il padre, ritenuto responsabile della separazione dai fratelli. Lavorando al documentario pero`, Yong-hi ha  incominciato, se non ad accettare, almeno a cercare di capire le motivazioni che hanno guidato la vita del padre, un uomo che ancora oggi mostra apertamente la sua lealta` verso Pyongyang.

Ammetto di non aver visto il documentario, della durata di 1 ora e 47 minuti, girato in coreano e giapponese, pero` mi sembra interessante. Il libro invece l`ho letto e mi e` piaciuto molto.

26 dicembre
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Stress

A quanto pare i sudcoreani sono la popolazione piu` stressata al mondo, con circa l`81% di persone quotidianamente sotto stress. Questo secondo un`inchiesta svolta da AP-Ipsos in 10 nazioni, tra le quali l`Australia, La Gran Bretagna, il Canada, la Francia, la Germania, L`Italia, il Messico, la Spagna e gli USA. Il 33% da` la colpa al lavoro, seguito dal 28% preoccupato per le proprie finanze. A essere stressati sono piu` gli uomini delle donne e gli adulti tra i 18 e i 34 anni citano piu` frequentemente il lavoro come causa di stress, mentre per i giovani e` naturalmente la scuola. Secondo il dottor Ko Kyoungbong, docente di psichiatria all`Universita` Yonsei, questo dipende dal fatto che la Corea del sud, diversamente da altre nazioni, ha dovuto affrontare grandi cambiamenti in un breve periodo, sia in termini di politica, economia e stile di vita.

26 dicembre
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Stress

A quanto pare i sudcoreani sono la popolazione piu` stressata al mondo, con circa l`81% di persone quotidianamente sotto stress. Questo secondo un`inchiesta svolta da AP-Ipsos in 10 nazioni, tra le quali l`Australia, La Gran Bretagna, il Canada, la Francia, la Germania, L`Italia, il Messico, la Spagna e gli USA. Il 33% da` la colpa al lavoro, seguito dal 28% preoccupato per le proprie finanze. A essere stressati sono piu` gli uomini delle donne e gli adulti tra i 18 e i 34 anni citano piu` frequentemente il lavoro come causa di stress, mentre per i giovani e` naturalmente la scuola. Secondo il dottor Ko Kyoungbong, docente di psichiatria all`Universita` Yonsei, questo dipende dal fatto che la Corea del sud, diversamente da altre nazioni, ha dovuto affrontare grandi cambiamenti in un breve periodo, sia in termini di politica, economia e stile di vita.

 

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