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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for gennaio, 2007

30 gennaio
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La storia non e` un punto di vista

I coreani d`America si stanno battendo per far togliere dalle scuole un libro di lettura considerato fuorviante e ingannevole perche` diffonderebbe un`immagine distorta di quello che accadde in Corea durante gli anni dell`occupazione giapponese. Il libro in questione, So far from the Bamboo Groove, e` stato scritto da un`autrice giapponese ora naturalizzata americana, Yoko Kawashima Watkins. Romanzo autobiografico, racconta le vicende della undicenne Yoko e della sua famiglia, costretti a scappare dalla Corea alla fine della seconda guerra mondiale, e descrive minutamente le angherie che i giapponesi in fuga hanno dovuto sopportare dai coreani, non esclusi casi di violenza e stupro.

Il caso e` scoppiato quando una madre, Agnes Ahn, americana di origini coreane, ha visto la figlia di 11 anni piangere a dirotto durante la lettura del libro. Preoccupata, la madre ha rivolto alla figlioletta alcune domande per tentare di capire il motivo di tanta tristezza, e si e` sentita rispondere: "Perche` i coreani sono stati cosi` cattivi con i poveri giapponesi?". Il libro infatti descrive la Corea come parte dell`impero giapponese, senza pero` alcuna spiegazione ne` alcun cenno riguardo agli eventi storici legati alla colonizzazione giapponese della Corea. Agnes Ahn, dopo la lettura del libro, e` rimasta perplessa. "Dopo tutto quello che abbiamo dovuto subire in cinquant`anni di occupazione giapponese," avra` pensato, "adesso facciamo anche la parte dei cattivi?"

La signora Ahn ha naturalmente raccontato per filo e per segno alla figlia tutto quanto non era spiegato nel libro. Quindi, assieme all`amica Sheila Jaung, madre di un compagno di classe della figlia e anch`essa di origini coreane, si e` rivolta al comitato scolastico per far togliere il testo dalla lista dei libri di lettura. Dopo alcune discussioni, il consiglio scolastico ha deciso all`unanimita` di accettare la richiesta delle due madri che, non soddisfatte, hanno portato la vicenda davanti al comitato scolastico regionale. Qui pero` hanno avuto di fronte come avversaria un`amica dell`autrice Yoko Kawashima Watkins, che ha accusato le due donne di voler censurare il libro.

In verita` le due signore Ahn e Jaung non hanno richiesto di togliere So far from the Bamboo Groove dalla lista dei libri di lettura, quanto di alzare il limite di eta` dei bambini che possono leggere il libro, inserire dei corsi di storia per collocare il testo nel suo giusto contesto e non invitare piu` l`autrice a parlare nelle scuole. Ma le loro richieste non sono state accolte. L`unica consolazione e` che si stanno scegliendo testi di autori coreani da inserire all`interno della lista, in modo dare un`idea piu` obiettiva di quanto accadde durante l`occupazione giapponese.

Ma le due donne sono comunque soddisfatte. La polemica intorno al libro ha infatti portato alla luce la necessita` di raccontare la storia in maniera corretta, e in particolare di rendere nota la storia della colonizzazione giapponese della Corea. Come sottolinea Agnes Ahn infatti, "La storia deve essere accuratamente spiegata soprattutto piu` giovani, che hanno la tendenza ad accogliere qualsiasi cosa come se fosse vera". Inoltre, sempre piu` genitori in tutti gli Stati Uniti, e non solo di origine coreana, stanno chiedendo la rimozione di So far from the Bamboo Groove dalla lista dei libri di lettura consigliati.

30 gennaio
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La storia non e` un punto di vista

I coreani d`America si stanno battendo per far togliere dalle scuole un libro di lettura considerato fuorviante e ingannevole perche` diffonderebbe un`immagine distorta di quello che accadde in Corea durante gli anni dell`occupazione giapponese. Il libro in questione, So far from the Bamboo Groove, e` stato scritto da un`autrice giapponese ora naturalizzata americana, Yoko Kawashima Watkins. Romanzo autobiografico, racconta le vicende della undicenne Yoko e della sua famiglia, costretti a scappare dalla Corea alla fine della seconda guerra mondiale, e descrive minutamente le angherie che i giapponesi in fuga hanno dovuto sopportare dai coreani, non esclusi casi di violenza e stupro.

Il caso e` scoppiato quando una madre, Agnes Ahn, americana di origini coreane, ha visto la figlia di 11 anni piangere a dirotto durante la lettura del libro. Preoccupata, la madre ha rivolto alla figlioletta alcune domande per tentare di capire il motivo di tanta tristezza, e si e` sentita rispondere: "Perche` i coreani sono stati cosi` cattivi con i poveri giapponesi?". Il libro infatti descrive la Corea come parte dell`impero giapponese, senza pero` alcuna spiegazione ne` alcun cenno riguardo agli eventi storici legati alla colonizzazione giapponese della Corea. Agnes Ahn, dopo la lettura del libro, e` rimasta perplessa. "Dopo tutto quello che abbiamo dovuto subire in cinquant`anni di occupazione giapponese," avra` pensato, "adesso facciamo anche la parte dei cattivi?"

La signora Ahn ha naturalmente raccontato per filo e per segno alla figlia tutto quanto non era spiegato nel libro. Quindi, assieme all`amica Sheila Jaung, madre di un compagno di classe della figlia e anch`essa di origini coreane, si e` rivolta al comitato scolastico per far togliere il testo dalla lista dei libri di lettura. Dopo alcune discussioni, il consiglio scolastico ha deciso all`unanimita` di accettare la richiesta delle due madri che, non soddisfatte, hanno portato la vicenda davanti al comitato scolastico regionale. Qui pero` hanno avuto di fronte come avversaria un`amica dell`autrice Yoko Kawashima Watkins, che ha accusato le due donne di voler censurare il libro.

In verita` le due signore Ahn e Jaung non hanno richiesto di togliere So far from the Bamboo Groove dalla lista dei libri di lettura, quanto di alzare il limite di eta` dei bambini che possono leggere il libro, inserire dei corsi di storia per collocare il testo nel suo giusto contesto e non invitare piu` l`autrice a parlare nelle scuole. Ma le loro richieste non sono state accolte. L`unica consolazione e` che si stanno scegliendo testi di autori coreani da inserire all`interno della lista, in modo dare un`idea piu` obiettiva di quanto accadde durante l`occupazione giapponese.

Ma le due donne sono comunque soddisfatte. La polemica intorno al libro ha infatti portato alla luce la necessita` di raccontare la storia in maniera corretta, e in particolare di rendere nota la storia della colonizzazione giapponese della Corea. Come sottolinea Agnes Ahn infatti, "La storia deve essere accuratamente spiegata soprattutto piu` giovani, che hanno la tendenza ad accogliere qualsiasi cosa come se fosse vera". Inoltre, sempre piu` genitori in tutti gli Stati Uniti, e non solo di origine coreana, stanno chiedendo la rimozione di So far from the Bamboo Groove dalla lista dei libri di lettura consigliati.

29 gennaio
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L`influenza dei polli in Giappone

E` stato confermato dalle autorita` nipponiche un caso di influenza aviaria a Takahashi, nella prefettura di Okayama, dove sono morti diciassette polli venerdi` scorso. Il decesso degli animali e` stato causato dal virus H5N1, particolarmente pericoloso perche` puo` infettare anche gli esseri umani.

29 gennaio
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L`influenza dei polli in Giappone

E` stato confermato dalle autorita` nipponiche un caso di influenza aviaria a Takahashi, nella prefettura di Okayama, dove sono morti diciassette polli venerdi` scorso. Il decesso degli animali e` stato causato dal virus H5N1, particolarmente pericoloso perche` puo` infettare anche gli esseri umani.

25 gennaio
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Un cadavere all`Hotel Koryo

copbooksjNon e` molto saggio recensire un libro che non si e` letto, ma ho deciso di fare un`eccezione per A corpse in the Koryo (Thomas Dunne Books), poliziesco scritto da un americano ma ambientato in Corea del nord. L`autore, che si cela dietro lo pseudonimo di James Church, e` un ex agente della CIA che ha vagabondato per anni attraverso la Corea del nord e che, frustrato di scrivere rapporti in cui gli veniva richiesto di "filtrare ogni informazione attraverso le lenti morali della societa` occidentale", ha deciso di riversare la sua conoscenza diretta del paese meno conosciuto al mondo in un romanzo: A corpse in the Koryo (Un cadavere al Koryo) appunto. Koryo e` uno degli hotel per stranieri che si trovano a Pyongyang, e proprio in una delle sue stanze viene rinvenuto il corpo senza vita di un diplomatico straniero. A investigare sull`omicidio viene chiamato l`ispettore O, uomo intelligente e con un gran senso dell`umorismo, che deve destreggiarsi abilmente tra amici che non sono amici, agenti stranieri e una bella e affascinante finlandese che riuscira` a farlo innamorare. Il tutto, senza che nel libro vengano citati nemmeno una volta i nomi di Kim Il-sung e Kim Jong-il. Il libro, che sembra avra` un seguito con una nuova avventura dell`ispettore O, ha la rara capacita` di vedere la Corea del nord dall`interno, come e` e non come gli occidentali pensano che sia, cercando di descriverne la tipicita` e il lato umano. Al momento il libro e` disponibile solo nella sua versione in inglese, in Italia e` acquistabile tramite Internetbookshop (22,27 euro). Spero proprio che a qualche casa editrice nostrana venga voglia di tradurlo.

25 gennaio
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Un cadavere all`Hotel Koryo

copbooksjNon e` molto saggio recensire un libro che non si e` letto, ma ho deciso di fare un`eccezione per A corpse in the Koryo (Thomas Dunne Books), poliziesco scritto da un americano ma ambientato in Corea del nord. L`autore, che si cela dietro lo pseudonimo di James Church, e` un ex agente della CIA che ha vagabondato per anni attraverso la Corea del nord e che, frustrato di scrivere rapporti in cui gli veniva richiesto di "filtrare ogni informazione attraverso le lenti morali della societa` occidentale", ha deciso di riversare la sua conoscenza diretta del paese meno conosciuto al mondo in un romanzo: A corpse in the Koryo (Un cadavere al Koryo) appunto. Koryo e` uno degli hotel per stranieri che si trovano a Pyongyang, e proprio in una delle sue stanze viene rinvenuto il corpo senza vita di un diplomatico straniero. A investigare sull`omicidio viene chiamato l`ispettore O, uomo intelligente e con un gran senso dell`umorismo, che deve destreggiarsi abilmente tra amici che non sono amici, agenti stranieri e una bella e affascinante finlandese che riuscira` a farlo innamorare. Il tutto, senza che nel libro vengano citati nemmeno una volta i nomi di Kim Il-sung e Kim Jong-il. Il libro, che sembra avra` un seguito con una nuova avventura dell`ispettore O, ha la rara capacita` di vedere la Corea del nord dall`interno, come e` e non come gli occidentali pensano che sia, cercando di descriverne la tipicita` e il lato umano. Al momento il libro e` disponibile solo nella sua versione in inglese, in Italia e` acquistabile tramite Internetbookshop (22,27 euro). Spero proprio che a qualche casa editrice nostrana venga voglia di tradurlo.

23 gennaio
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Noi e loro. Ovvero Uri, GNP e i rifugiati nordcoreani

Il partito Uri (che in coreano significa Noi) si sta sfaldando. Dopo la decisione di alcuni dei suoi membri di dare vita a una nuova formazione in vista delle prossime elezioni politiche, molti aderenti all`Uri stanno fuggendo verso il nuovo lido, certi che sia piu` facile essere rieletti se non piu` associati al vecchio partito. Nel frattempo il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, al suo ultimo anno di mandato, sembra voler fare in un solo anno quello che non ha fatto negli altri quattro, e continua a fare proposte su proposte: cambiamento della costituzione, riduzione degli anni di leva obbligatoria eccetera eccetera. Peccato che nessuno sembri ascoltarlo. Il Korea Times di oggi parlava di Roh come colpito dalla sindrome di Cassandra, la nota eroina greca che aveva l`abilita` di prevedere il futuro ma la dannazione di non essere creduta, cosi` che nessuno le diede ascolto riguardo alla caduta di Troia. Roh Moo-hyun non predice il futuro. Ma la mancanza di credibilita` che suscita nei suoi ascoltatori e` sicuramente pari a quella di Cassandra. Sembra ad esempio che, mentre in un sondaggio tenuto a novembre 2004 nove coreani su dieci si esprimessero a favore della riduzione degli anni di leva, dopo la proposta del Presidente Roh, in un sondaggio risalente a dicembre 2006, la percentuale sia passata a sette su dieci contro la proposta. Insomma: qualsiasi cosa dica e` sempre accolta sfavorevolmente, o tutt`al piu` con un compassato "Ha ragione, ma e` meglio che questa cosa la faccia il prossimo governo". Scarsa capacita` comunicativa e mancanza di fiducia, cosi` affermano i suoi detrattori. 

Nel frattempo il GNP (Grande Partito Nazionale), sempre per prepararsi alle prossime elezioni non perde occasione di mettere in bella mostra i suoi candidati alla presidenza.  E, probabilmente per fedelta` alla sua attuale qualifica di opposizione, non fa che opporsi a qualsiasi proposta, legge, idea venga dall`attuale governo. E` un no continuo, acritico e informe. Una presa di posizione a priori che sembra essere gradita dall`elettorato.

C`e` pero` una questione che il GNP sta mettendo in discussione in questi giorni e che merita una piu` attenta considerazione: il problema dei rifugiati nordcoreani. Mentre l`attuale governo persegue una politica di amicizia e sostegno alla Corea del nord, la famosa Sunshine Policy lanciata da Kim Dae-jung, il GNP e` a favore di un atteggiamento di maggiore chiusura verso il vicino nordcoreano, piu` simile alle posizioni di Stati Uniti e Giappone. Kim Jong-il lo sa bene e quando parla di forze ostili all`interno della Corea del sud che ostacolano il cammino verso la riunificazione, tutti sanno a chi si riferisce. Il punto in questione e` pero che la Sunshine Policy, mentre cerca di colmare il divario tra i due stati con aiuti economici e incentivi vari, tende anche a evitare qualsiasi attrito con la Corea del nord, e per non irritare il Caro Leader, in piu` occasioni ha tralasciato di mettere in discussione temi scottanti o delicati, come ad esempio la situazione dei diritti umani all`interno della Corea del nord. A fare le spese di tutto cio` sono i profughi nordcoreani. In questi giorni il GNP sta chiedendo la revisione della legge sui rifugiati. A tutt`oggi un nordcoreano che riesce a scappare e a rifugiarsi in un Paese terzo rischia infatti di essere rispedito direttamente al mittente senza troppe scuse. La Corea del sud da` asilo politico e permette l`ingresso soltanto a coloro che riescono a raggiungere una delle sue sedi diplomatiche. Se il malcapitato viene fermato prima di poter raggiungere un consolato o una ambasciata, la sua sorte dipende dai rapporti diplomatici e dalle leggi di estradizione che il Paese terzo ha stipulato con la Corea del nord. Nel caso della Cina ad esempio, paese confinante e di solito prima tappa della fuga, e` previsto il rimpatrio immediato. Lo scorso anno la Cina ha rimandato in Corea del nord circa 5.000 fuggiaschi nordcoreani, e pare che in previsione delle prossime Olimpiadi 2008, nella zona di confine si stiano facendo piu` controlli e il numero dei rimpatriati potrebbe quindi aumentare. IL GNP chiede per questo la revisione della legge, rendendo obbligatorio l`aiuto sudcoreano ai rifugiati anche qualora questi non riescano a raggiungere le sedi diplomatiche, ma si mettano in contatto con esse tramite lettere, e-mail, chiamate telefoniche o una terza persona. La legge dovrebbe prevedere anche il rillascio del passaporto sudcoreano, se richiesto, e un aiuto economico finche` il rifugiato non abbia raggiunto il Sud. Se poi il poverino, una volta raggiunta la Corea del sud, non trova nessuno disposto a dargli un lavoro, beh, questa, direbbe qualcuno, e` un`altra storia.

23 gennaio
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Noi e loro. Ovvero Uri, GNP e i rifugiati nordcoreani

Il partito Uri (che in coreano significa Noi) si sta sfaldando. Dopo la decisione di alcuni dei suoi membri di dare vita a una nuova formazione in vista delle prossime elezioni politiche, molti aderenti all`Uri stanno fuggendo verso il nuovo lido, certi che sia piu` facile essere rieletti se non piu` associati al vecchio partito. Nel frattempo il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, al suo ultimo anno di mandato, sembra voler fare in un solo anno quello che non ha fatto negli altri quattro, e continua a fare proposte su proposte: cambiamento della costituzione, riduzione degli anni di leva obbligatoria eccetera eccetera. Peccato che nessuno sembri ascoltarlo. Il Korea Times di oggi parlava di Roh come colpito dalla sindrome di Cassandra, la nota eroina greca che aveva l`abilita` di prevedere il futuro ma la dannazione di non essere creduta, cosi` che nessuno le diede ascolto riguardo alla caduta di Troia. Roh Moo-hyun non predice il futuro. Ma la mancanza di credibilita` che suscita nei suoi ascoltatori e` sicuramente pari a quella di Cassandra. Sembra ad esempio che, mentre in un sondaggio tenuto a novembre 2004 nove coreani su dieci si esprimessero a favore della riduzione degli anni di leva, dopo la proposta del Presidente Roh, in un sondaggio risalente a dicembre 2006, la percentuale sia passata a sette su dieci contro la proposta. Insomma: qualsiasi cosa dica e` sempre accolta sfavorevolmente, o tutt`al piu` con un compassato "Ha ragione, ma e` meglio che questa cosa la faccia il prossimo governo". Scarsa capacita` comunicativa e mancanza di fiducia, cosi` affermano i suoi detrattori. 

Nel frattempo il GNP (Grande Partito Nazionale), sempre per prepararsi alle prossime elezioni non perde occasione di mettere in bella mostra i suoi candidati alla presidenza.  E, probabilmente per fedelta` alla sua attuale qualifica di opposizione, non fa che opporsi a qualsiasi proposta, legge, idea venga dall`attuale governo. E` un no continuo, acritico e informe. Una presa di posizione a priori che sembra essere gradita dall`elettorato.

C`e` pero` una questione che il GNP sta mettendo in discussione in questi giorni e che merita una piu` attenta considerazione: il problema dei rifugiati nordcoreani. Mentre l`attuale governo persegue una politica di amicizia e sostegno alla Corea del nord, la famosa Sunshine Policy lanciata da Kim Dae-jung, il GNP e` a favore di un atteggiamento di maggiore chiusura verso il vicino nordcoreano, piu` simile alle posizioni di Stati Uniti e Giappone. Kim Jong-il lo sa bene e quando parla di forze ostili all`interno della Corea del sud che ostacolano il cammino verso la riunificazione, tutti sanno a chi si riferisce. Il punto in questione e` pero che la Sunshine Policy, mentre cerca di colmare il divario tra i due stati con aiuti economici e incentivi vari, tende anche a evitare qualsiasi attrito con la Corea del nord, e per non irritare il Caro Leader, in piu` occasioni ha tralasciato di mettere in discussione temi scottanti o delicati, come ad esempio la situazione dei diritti umani all`interno della Corea del nord. A fare le spese di tutto cio` sono i profughi nordcoreani. In questi giorni il GNP sta chiedendo la revisione della legge sui rifugiati. A tutt`oggi un nordcoreano che riesce a scappare e a rifugiarsi in un Paese terzo rischia infatti di essere rispedito direttamente al mittente senza troppe scuse. La Corea del sud da` asilo politico e permette l`ingresso soltanto a coloro che riescono a raggiungere una delle sue sedi diplomatiche. Se il malcapitato viene fermato prima di poter raggiungere un consolato o una ambasciata, la sua sorte dipende dai rapporti diplomatici e dalle leggi di estradizione che il Paese terzo ha stipulato con la Corea del nord. Nel caso della Cina ad esempio, paese confinante e di solito prima tappa della fuga, e` previsto il rimpatrio immediato. Lo scorso anno la Cina ha rimandato in Corea del nord circa 5.000 fuggiaschi nordcoreani, e pare che in previsione delle prossime Olimpiadi 2008, nella zona di confine si stiano facendo piu` controlli e il numero dei rimpatriati potrebbe quindi aumentare. IL GNP chiede per questo la revisione della legge, rendendo obbligatorio l`aiuto sudcoreano ai rifugiati anche qualora questi non riescano a raggiungere le sedi diplomatiche, ma si mettano in contatto con esse tramite lettere, e-mail, chiamate telefoniche o una terza persona. La legge dovrebbe prevedere anche il rillascio del passaporto sudcoreano, se richiesto, e un aiuto economico finche` il rifugiato non abbia raggiunto il Sud. Se poi il poverino, una volta raggiunta la Corea del sud, non trova nessuno disposto a dargli un lavoro, beh, questa, direbbe qualcuno, e` un`altra storia.

22 gennaio
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Un terremoto piccolo piccolo (e i polli a letto con l`influenza)

La Corea, diversamente dal Giappone, non e` considerata zona sismica. Ma sabato scorso alle 8 e 56 del pomeriggio la provincia di Kwangwon ha sperimentato un breve terromoto di magnitudo 4,8 sulla scala Richter, con epicentro nella citta` di PyeongChang. La scossa e` durata solo cinque secondi circa, e non si sono avuti danni seri agli edifici ne` feriti. Un po` di tremore e` stato avvertito anche a Seul e nella Provincia di Kyonggi. In effetti 4,9 sulla scala Richter indica un terremoto di lieve entita`, da magnitudo 5,9 moderato mentre da 6,9 si puo` parlare di un forte terremoto. Ma gli esperti temono che possano verificarsi in futuro scosse superiori a magnitudo 5, ancora piu` temibili in quanto la Corea non e` preparata all`eventualita` di attivita` sismiche di tale portata.

Un altro caso di influenza aviaria e` stato scoperto a Chonan, 90 km a sud di Seul, proprio a meta` strada tra la capitale e Iksan, dove si era verificato il primo contagio lo scorso anno. Anche questa volta sono state prese tutte le misure di quarantena previste per arginare l`avanzata del virus. Non si sa ancora se il virus di Chonan e` sempre il temibile H5N1, pericoloso anche per gli uomini. Questo e` il quarto caso di ingluenza aviaria in Corea del sud da novembre dello scorso anno.

22 gennaio
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Un terremoto piccolo piccolo (e i polli a letto con l`influenza)

La Corea, diversamente dal Giappone, non e` considerata zona sismica. Ma sabato scorso alle 8 e 56 del pomeriggio la provincia di Kwangwon ha sperimentato un breve terromoto di magnitudo 4,8 sulla scala Richter, con epicentro nella citta` di PyeongChang. La scossa e` durata solo cinque secondi circa, e non si sono avuti danni seri agli edifici ne` feriti. Un po` di tremore e` stato avvertito anche a Seul e nella Provincia di Kyonggi. In effetti 4,9 sulla scala Richter indica un terremoto di lieve entita`, da magnitudo 5,9 moderato mentre da 6,9 si puo` parlare di un forte terremoto. Ma gli esperti temono che possano verificarsi in futuro scosse superiori a magnitudo 5, ancora piu` temibili in quanto la Corea non e` preparata all`eventualita` di attivita` sismiche di tale portata.

Un altro caso di influenza aviaria e` stato scoperto a Chonan, 90 km a sud di Seul, proprio a meta` strada tra la capitale e Iksan, dove si era verificato il primo contagio lo scorso anno. Anche questa volta sono state prese tutte le misure di quarantena previste per arginare l`avanzata del virus. Non si sa ancora se il virus di Chonan e` sempre il temibile H5N1, pericoloso anche per gli uomini. Questo e` il quarto caso di ingluenza aviaria in Corea del sud da novembre dello scorso anno.

 

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