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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for aprile, 2007

30 aprile
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DMZ

dorasanLa Corea del sud non e` certo una meta turistica tra le piu` affolate, ma ogni turista, uomo d`affari o straniero che per qualsivoglia motivo si trovi a passare da queste parti non puo` fare a meno di fare una visita al 38esimo parallelo, la zona demilitarizzata (DMZ) che a partire dalla fine della seconda Guerra mondiale divide Corea del nord e Corea del sud.

Ricordo lasciato dalla Guerra fredda, la DMZ e` un baluardo rimasto a testimoniare un momento della storia che non ha riguardato la sola Corea, ma che qui e solo qui fa ancora sentire la sua presenza in maniera tangibile, con la divisione ideologica e politica di uno stato che fino ad allora aveva potuto vantare una lunga storia unitaria. Come se non bastasse, a stimolare la voglia di avventura di ogni visitatore e a portarlo verso la DMZ, e` anche la possibilita` di avvicinarsi in qualche modo alla Corea del nord, un modo per dare un`occhiata allo stato piu` autocrartico del mondo, e cercare di immaginare come possa essere la vita sotto l`egida del Caro Leader Kim Jong-il.

Non che si possa vedere molto, essendo comunque zona militare. Il visitatore non puo` infatti entrare a suo piacimento, ma e` costretto a gite organizzate a pagamento. A scelta, costose gite English speaking, con guida e partenza da Seul. O, se il turista e` piu` organizzato, conosce la lingua o ha amici in loco, puo` recarsi da solo fino all`ingresso della DMZ e intrupparsi assieme ai coreani su torpedoni affollati di famigliole in gita con i bambini. Decisamente più economico.

In entrambi I casi, il tour vero e proprio inizia dalla stazione ferroviaria di Imjingak, il luogo dove inizio`poliziotto l`invasione dal Nord che scatenò la Guerra di Corea, il 20 giugno 1950. Qui si possono ammirare un monumento agli americani entrati in Guerra, una torre memoriale per 17 diplomatici uccisi da una bomba piazzata da terroristi nordcoreani in Birmania nel 1983 e un monumento per i morti nell`aereoporto di Gimpo nel 1987. In loco, un piccolo Luna Park e una serie di bancarelle dove si vende un po` di tutto, da spiedini di pollo in salsa agrodolce a palloncini colorati per i bambini, aiutano a ingannare l`attesa prima della partenza dell`autobus.

Inevitabile la prima sosta, al controllo documenti, una piccola stazione militare contornata da filo spinato, unica via per entrare nella DMZ, e si attraversa il Ponte dell`Unificazione, che collega le due rive del fiume Imjingak. Qui si gode una vista meravigliosa sulla natura incontaminata della DMZ. In questa terra di nessuno, una fascia della larghezza di 4 km circa che taglia le due Coree da ovest ad est per 248 km, il divieto di costruzione o di qualsiasi altra attivita` che non sia l`osservazione del nemico ha fatto si che la fauna e la flora potessero vivere e riprodursi in tutta tranquillita`, diventando uno dei parchi naturali piu` importanti di tutta l`Asia. Paradossalmente pero, solo i militari addetti possono godere di tanta bellezza, mentre i comuni mortali dovranno attendere, forse, l`unificazione per poter vedere con i propri occhi. Sempre che il governo, qualunque sara`, non decidera` di distruggere tutto e adibire il terreno ad altri scopi.

La prima tappa e` la piattaforma di osservazione di Dorasan (Monte Dora), da dove si puo` godere la vista, anche grazie a una serie di telescopi, della Corea del nord: della mastodontica statua di Kim Il-sung e soprattutto dell`ormai famosa cittadina di Gaesong, ora diventata un fervente centro industriale dove capitali del sud e manodopera del nord si lavorano insieme. Un vantaggio per il Sud, se si pensa che un operaio nordcoreano costa in media 50 dollari al mese, la meta` circa di un comunque economicissimo operaio cinese. Per l`impoverito Nord, un modo per raccogliere capitali, destinati pero`, dicono coloro che vorrebbero bloccare questo progetto, ad alimentare le manie nucleari di Kim Jong-il.

duemetaDopo l`osservatorio ci si reca quindi al terzo tunnel, che si visita a piedi in poco più di venti minuti. A soli 53 km da Seul, lungo 1653 metri, largo 2 metri e alto altrettanto, e` stato costruito dall`esercito nordcoreano al di sotto della zona demilitarizzata, per inoltrarsi in territorio nemico. Da qui sono passate spie e terroristi. E sarabbe forse dovuto passare parte dell`esercito nordista in caso di un`altra invasione. Il terzo tunnel e` stato scoperto nel 1978 e in tutto di tunnell nordcoreani ne sono stati trovati sette, disseminati lungo tutta la DMZ. Ma nessuno puo` dire con certezza che quelli effettivamente costruiti non siano di piu.

La visita al terzo tunnel e` infine coronata dalla proiezione di un video che illustra le linee generali della storia della divisione delle due Coree, dall`armistizio firmato al termine della guerra, il 27 luglio 1953, agli atti terrorismo nordcoreano, fino all`avvio della Sunshine policy, una politica di distensione e amicizia lanciata da Kim Dae-jung, Presidente della repubblica sudcoreana dal 1998 al 2003, che ha dato come frutto lo storico incontro avvenuto nel 2000 tra Kim Dae-jung, appunto, e il leader nordcoreano Kim Jong-il, coronato con l`assegnazione ai due del Nobel per la Pace. Il video e` ben fatto, a parte la musica a volume insostenibile per orecchie umane. Bisogna ammettere che al termine della visione un piccolo groppo in gola rimane, se non altro pensando alla storia ancora non conclusa e al dolore di tante famiglie che sono state divise dala Guerra che ancora oggi sperano di poter rivedere I propri cari.

Dopo una breve sosta al piccolo Museo dell`unificazione, e una sbirciatina a un monumento chedorasan2 rappresenta un gruppo di uomini che tentano di riunire le due meta` tagliate di una sfera – l`analogia con le due Coree e` piu` che evidente – l`ultima sosta e` alla stazione ferroviaria di Dorasan, bellissima e splendente. Inaugurata nell`ottobre del 2001, ma quasi per niente utilizzata. Questa stazione dovrebbe infatti essere il transito principale della Trans-Korea, linea ferroviaria che, colleggando Seul a Pyongyang, prosegue poi verso il confine cinese e arriva fino a Pechino, allacciandosi alla Trans-China Railway, rendendo possibili collegamenti ferroviari diretti con Mosca e quindi Parigi. Il tutto fa parte di un immenso progetto che prevede la costruzione parallela di un`altra tratta nell`ovest della penisola, che collegera` la Corea del sud a Vladivostok e quindi alla Transiberiana. Peccato che, terminati i lavori della Seul-Pyongyang, proprio al momento del collaudo della linea ferroviaria, che avrebbe dovuto tenersi a maggio 2006, i militari nordcoreani abbiano deciso di mandare tutto a monte a causa dell` "instabile situazione politica della Corea del sud". Rimane dunque solo questa stazione fantasma, dove arrivano ogni tanto treni da Imjingak, ma qui si fermano. Vi si possono comprare biglietti commemorativi, ammirare le immagini dell`inaugurazione e degli illustri ospiti che hanno vfino ad ora visitato la stazione, primo tra tutti George Bush. E vedere la mappa delle due Coree con una bella linea rossa a segnare il percorso della Trans-Korea Railway, un bel sogno che sembra abbia davanti ancora una lunga strada prima di potersi realizzare.

Al termine di due ore di vagabondaggio per la DMZ, il ritorno. Si riattraversa il Ponte dell`unificazione e ci si ferma ancora, questa volta per il conteggio dei passeggeri, perche` il numero dei passeggeri in uscita deve essere uguale a quello di entrata. Si ritorna quindi a Imjingak, come dopo una bella scampagnata. E dopo aver respirato un po` di quella che noi possiamo anche chiamare storia, ma che per i coreani non e` altro che il tempo e il luogo in cui vivono le loro vite.

30 aprile
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DMZ

dorasanLa Corea del sud non e` certo una meta turistica tra le piu` affolate, ma ogni turista, uomo d`affari o straniero che per qualsivoglia motivo si trovi a passare da queste parti non puo` fare a meno di fare una visita al 38esimo parallelo, la zona demilitarizzata (DMZ) che a partire dalla fine della seconda Guerra mondiale divide Corea del nord e Corea del sud.

Ricordo lasciato dalla Guerra fredda, la DMZ e` un baluardo rimasto a testimoniare un momento della storia che non ha riguardato la sola Corea, ma che qui e solo qui fa ancora sentire la sua presenza in maniera tangibile, con la divisione ideologica e politica di uno stato che fino ad allora aveva potuto vantare una lunga storia unitaria. Come se non bastasse, a stimolare la voglia di avventura di ogni visitatore e a portarlo verso la DMZ, e` anche la possibilita` di avvicinarsi in qualche modo alla Corea del nord, un modo per dare un`occhiata allo stato piu` autocrartico del mondo, e cercare di immaginare come possa essere la vita sotto l`egida del Caro Leader Kim Jong-il.

Non che si possa vedere molto, essendo comunque zona militare. Il visitatore non puo` infatti entrare a suo piacimento, ma e` costretto a gite organizzate a pagamento. A scelta, costose gite English speaking, con guida e partenza da Seul. O, se il turista e` piu` organizzato, conosce la lingua o ha amici in loco, puo` recarsi da solo fino all`ingresso della DMZ e intrupparsi assieme ai coreani su torpedoni affollati di famigliole in gita con i bambini. Decisamente più economico.

In entrambi I casi, il tour vero e proprio inizia dalla stazione ferroviaria di Imjingak, il luogo dove inizio`poliziotto l`invasione dal Nord che scatenò la Guerra di Corea, il 20 giugno 1950. Qui si possono ammirare un monumento agli americani entrati in Guerra, una torre memoriale per 17 diplomatici uccisi da una bomba piazzata da terroristi nordcoreani in Birmania nel 1983 e un monumento per i morti nell`aereoporto di Gimpo nel 1987. In loco, un piccolo Luna Park e una serie di bancarelle dove si vende un po` di tutto, da spiedini di pollo in salsa agrodolce a palloncini colorati per i bambini, aiutano a ingannare l`attesa prima della partenza dell`autobus.

Inevitabile la prima sosta, al controllo documenti, una piccola stazione militare contornata da filo spinato, unica via per entrare nella DMZ, e si attraversa il Ponte dell`Unificazione, che collega le due rive del fiume Imjingak. Qui si gode una vista meravigliosa sulla natura incontaminata della DMZ. In questa terra di nessuno, una fascia della larghezza di 4 km circa che taglia le due Coree da ovest ad est per 248 km, il divieto di costruzione o di qualsiasi altra attivita` che non sia l`osservazione del nemico ha fatto si che la fauna e la flora potessero vivere e riprodursi in tutta tranquillita`, diventando uno dei parchi naturali piu` importanti di tutta l`Asia. Paradossalmente pero, solo i militari addetti possono godere di tanta bellezza, mentre i comuni mortali dovranno attendere, forse, l`unificazione per poter vedere con i propri occhi. Sempre che il governo, qualunque sara`, non decidera` di distruggere tutto e adibire il terreno ad altri scopi.

La prima tappa e` la piattaforma di osservazione di Dorasan (Monte Dora), da dove si puo` godere la vista, anche grazie a una serie di telescopi, della Corea del nord: della mastodontica statua di Kim Il-sung e soprattutto dell`ormai famosa cittadina di Gaesong, ora diventata un fervente centro industriale dove capitali del sud e manodopera del nord si lavorano insieme. Un vantaggio per il Sud, se si pensa che un operaio nordcoreano costa in media 50 dollari al mese, la meta` circa di un comunque economicissimo operaio cinese. Per l`impoverito Nord, un modo per raccogliere capitali, destinati pero`, dicono coloro che vorrebbero bloccare questo progetto, ad alimentare le manie nucleari di Kim Jong-il.

duemetaDopo l`osservatorio ci si reca quindi al terzo tunnel, che si visita a piedi in poco più di venti minuti. A soli 53 km da Seul, lungo 1653 metri, largo 2 metri e alto altrettanto, e` stato costruito dall`esercito nordcoreano al di sotto della zona demilitarizzata, per inoltrarsi in territorio nemico. Da qui sono passate spie e terroristi. E sarabbe forse dovuto passare parte dell`esercito nordista in caso di un`altra invasione. Il terzo tunnel e` stato scoperto nel 1978 e in tutto di tunnell nordcoreani ne sono stati trovati sette, disseminati lungo tutta la DMZ. Ma nessuno puo` dire con certezza che quelli effettivamente costruiti non siano di piu.

La visita al terzo tunnel e` infine coronata dalla proiezione di un video che illustra le linee generali della storia della divisione delle due Coree, dall`armistizio firmato al termine della guerra, il 27 luglio 1953, agli atti terrorismo nordcoreano, fino all`avvio della Sunshine policy, una politica di distensione e amicizia lanciata da Kim Dae-jung, Presidente della repubblica sudcoreana dal 1998 al 2003, che ha dato come frutto lo storico incontro avvenuto nel 2000 tra Kim Dae-jung, appunto, e il leader nordcoreano Kim Jong-il, coronato con l`assegnazione ai due del Nobel per la Pace. Il video e` ben fatto, a parte la musica a volume insostenibile per orecchie umane. Bisogna ammettere che al termine della visione un piccolo groppo in gola rimane, se non altro pensando alla storia ancora non conclusa e al dolore di tante famiglie che sono state divise dala Guerra che ancora oggi sperano di poter rivedere I propri cari.

Dopo una breve sosta al piccolo Museo dell`unificazione, e una sbirciatina a un monumento chedorasan2 rappresenta un gruppo di uomini che tentano di riunire le due meta` tagliate di una sfera – l`analogia con le due Coree e` piu` che evidente – l`ultima sosta e` alla stazione ferroviaria di Dorasan, bellissima e splendente. Inaugurata nell`ottobre del 2001, ma quasi per niente utilizzata. Questa stazione dovrebbe infatti essere il transito principale della Trans-Korea, linea ferroviaria che, colleggando Seul a Pyongyang, prosegue poi verso il confine cinese e arriva fino a Pechino, allacciandosi alla Trans-China Railway, rendendo possibili collegamenti ferroviari diretti con Mosca e quindi Parigi. Il tutto fa parte di un immenso progetto che prevede la costruzione parallela di un`altra tratta nell`ovest della penisola, che collegera` la Corea del sud a Vladivostok e quindi alla Transiberiana. Peccato che, terminati i lavori della Seul-Pyongyang, proprio al momento del collaudo della linea ferroviaria, che avrebbe dovuto tenersi a maggio 2006, i militari nordcoreani abbiano deciso di mandare tutto a monte a causa dell` "instabile situazione politica della Corea del sud". Rimane dunque solo questa stazione fantasma, dove arrivano ogni tanto treni da Imjingak, ma qui si fermano. Vi si possono comprare biglietti commemorativi, ammirare le immagini dell`inaugurazione e degli illustri ospiti che hanno vfino ad ora visitato la stazione, primo tra tutti George Bush. E vedere la mappa delle due Coree con una bella linea rossa a segnare il percorso della Trans-Korea Railway, un bel sogno che sembra abbia davanti ancora una lunga strada prima di potersi realizzare.

Al termine di due ore di vagabondaggio per la DMZ, il ritorno. Si riattraversa il Ponte dell`unificazione e ci si ferma ancora, questa volta per il conteggio dei passeggeri, perche` il numero dei passeggeri in uscita deve essere uguale a quello di entrata. Si ritorna quindi a Imjingak, come dopo una bella scampagnata. E dopo aver respirato un po` di quella che noi possiamo anche chiamare storia, ma che per i coreani non e` altro che il tempo e il luogo in cui vivono le loro vite.

28 aprile
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Ritardi nordcoreani (e nostrani)

La Corea del nord ha posticipato la chiusura del suo reattore nucleare di Yonbyon, che secondo gli accordi raggiunti durante la conferenza a sei nazioni, tenutasi a Pechino il 13 febbraio scorso, doveva avvenire il 14 aprile. Il ritardo sembra essere dovuto a problemi legati allo scongelamento dei fondi del Banco Delta di Macao. “A causa di un inatteso problema tecnico il processo ha subito uno stallo, ma il problema è quasi risolto e non causerà l’annullamento dell’accordo” ha affermato il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun.

La notizia risale a dieci giorni fa, ma non sono riuscita a postarla in tempo causa guasto del computer, ritornato a casa solo oggi. Nel frattempo mi si è pure oscurato il sito del Korea Times, o meglio: hanno fatto restyling, col risultato che non riesco più ad accedervi.

Comunque, attualmente una delegazione nordcoreana è approdata a Macao per vedere di trovare il modo di trasferire i fondi del Banco Delta Asia in un’altra banca (notizia del 27 aprile 2007), mentre le altre cinque nazioni firmatarie dell’accordo per il nucleare – Corea del sud, USA, Russia, Cina e Giappone - attendono pazienti e sperazione il risolversi dell’impasse.

Inoltre, pare ormai fissata la data del 17 maggio 2007 per l’atteso collaudo della linea ferroviaria Seul – Pyongyang, rimandato lo scorso anno a causa dell’opposizione dell’esercito nordcoreano. In previsione dell’evento si terrà una due giorni di colloqui nella città nordcoreana di Gaesong. Capo della delegazione sudcoreana sarà Kim Gyeong-jung, capo del gruppo trasporti tra le due Coree del Ministero delle Costruzioni e dei Trasporti, mentre la controparte nordcoreana sarà guidata dal direttore del Ministero delle Ferrovie Nordcoreane Pak Jong-song.

28 aprile
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Ritardi nordcoreani (e nostrani)

La Corea del nord ha posticipato la chiusura del suo reattore nucleare di Yonbyon, che secondo gli accordi raggiunti durante la conferenza a sei nazioni, tenutasi a Pechino il 13 febbraio scorso, doveva avvenire il 14 aprile. Il ritardo sembra essere dovuto a problemi legati allo scongelamento dei fondi del Banco Delta di Macao. “A causa di un inatteso problema tecnico il processo ha subito uno stallo, ma il problema è quasi risolto e non causerà l’annullamento dell’accordo” ha affermato il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun.

La notizia risale a dieci giorni fa, ma non sono riuscita a postarla in tempo causa guasto del computer, ritornato a casa solo oggi. Nel frattempo mi si è pure oscurato il sito del Korea Times, o meglio: hanno fatto restyling, col risultato che non riesco più ad accedervi.

Comunque, attualmente una delegazione nordcoreana è approdata a Macao per vedere di trovare il modo di trasferire i fondi del Banco Delta Asia in un’altra banca (notizia del 27 aprile 2007), mentre le altre cinque nazioni firmatarie dell’accordo per il nucleare – Corea del sud, USA, Russia, Cina e Giappone - attendono pazienti e sperazione il risolversi dell’impasse.

Inoltre, pare ormai fissata la data del 17 maggio 2007 per l’atteso collaudo della linea ferroviaria Seul – Pyongyang, rimandato lo scorso anno a causa dell’opposizione dell’esercito nordcoreano. In previsione dell’evento si terrà una due giorni di colloqui nella città nordcoreana di Gaesong. Capo della delegazione sudcoreana sarà Kim Gyeong-jung, capo del gruppo trasporti tra le due Coree del Ministero delle Costruzioni e dei Trasporti, mentre la controparte nordcoreana sarà guidata dal direttore del Ministero delle Ferrovie Nordcoreane Pak Jong-song.

19 aprile
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Prodi e Roh

Ieri è stata la giornata principale della vista in Corea del sud del Presidente del consiglio italiano Romano Prodi, la prima di un Presidente del consiglio italiano dal 1956.

Prodi ha naturalmente incontrato il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. I due hanno discusso sui modi per incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti tra i due Paesi. E si sono trovati d’accordo sulla necessità di iniziare i negoziati di libero scambio – Free Trade Agreement - tra Corea e Unione Europea a maggio di quest’anno.

Prodi ha inoltre affermato il suo sostegno alla politica del presidente Roh nei confronti della Corea del nord, nonché la necessità dell’invio di aiuti umanitari al Paese. In giornata Romano Prodi ha anche presenziato a un forum d’affari, ha tenuto un discorso alla Seoul National University e ha partecipato a un incontro scientifico Italia –Corea.

Il Presidente Prodi e io abbiamo discusso una varietà di questioni, che vanno dalle relazioni bilaterali alla necessitò di cooperazione in campo internazionale” ha affermato il Presidente sudcoreano Roh in una conferenza stampa successiva all’incontro.

19 aprile
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Prodi e Roh

Ieri è stata la giornata principale della vista in Corea del sud del Presidente del consiglio italiano Romano Prodi, la prima di un Presidente del consiglio italiano dal 1956.

Prodi ha naturalmente incontrato il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. I due hanno discusso sui modi per incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti tra i due Paesi. E si sono trovati d’accordo sulla necessità di iniziare i negoziati di libero scambio – Free Trade Agreement - tra Corea e Unione Europea a maggio di quest’anno.

Prodi ha inoltre affermato il suo sostegno alla politica del presidente Roh nei confronti della Corea del nord, nonché la necessità dell’invio di aiuti umanitari al Paese. In giornata Romano Prodi ha anche presenziato a un forum d’affari, ha tenuto un discorso alla Seoul National University e ha partecipato a un incontro scientifico Italia –Corea.

Il Presidente Prodi e io abbiamo discusso una varietà di questioni, che vanno dalle relazioni bilaterali alla necessitò di cooperazione in campo internazionale” ha affermato il Presidente sudcoreano Roh in una conferenza stampa successiva all’incontro.

18 aprile
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Prodi a Seul

Romano Prodi è volato ieri a Seul, Corea del sud, per una visita della durate di tre giorni. Oggi è previsto l’incontro con il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. E’ la prima volta che un Primo ministro italiano visita la Corea del sud dopo che le due nazioni hanno stabilito legami diplomatici nel 1956. 

18 aprile
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Prodi a Seul

Romano Prodi è volato ieri a Seul, Corea del sud, per una visita della durate di tre giorni. Oggi è previsto l’incontro con il Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. E’ la prima volta che un Primo ministro italiano visita la Corea del sud dopo che le due nazioni hanno stabilito legami diplomatici nel 1956. 

16 aprile
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Prodi è a Tokyo

Il Presidente del consiglio italiano Romano Prodi è a Tokyo in questi giorni in visita ufficiale, finita la quale andrà in Corea del sud come già annunciato in precedenza. Stamattina ho così pensato fosse il caso di comperare almeno un quotidiano (La Repubblica), giusto per vedere cosa scrivevano in merito. Bene, sulla visita, in tutto, un trafiletto di una decina di righe e una foto di Prodi con la seguente didascalia: Due km di corsa nel parco di Hibya per Prodi, con tuta azzurra e body guard nipponica. Il trafiletto spiega invece che Prodi ha deciso di venire a Tokyo per rimediare a "precedenti visite progammate ma poi annullate". Una frecciatina a Berlusconi che pare abbia tirato il bidone a Tokyo nel 2005. Tutto qui, perché poi nell’articolone scritto dagli inviati (due) si parla solo ed esclusivamente di politica italiana. Beh… se la visita a Tokyo è servita solo a far dispetto a Berlusconi e a mantenere in forma Prodi con lo jogging in luogo esotico poteva anche risparmiarsela. O forse potrebbero i giornali italiani piantarla di essere così ossessionati dalla politica interna e raccontare magari degli incontri tra i capi di stato. Visto che poi ogni tanto qualche frutto, magari avvelenato, lo danno (e sto pensando alla visita di Prodi a Putin e al successivo acquisto della Yukos da parte di Eni Enel). Ma magari domani è un altro giorno. Chissà.

16 aprile
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Prodi è a Tokyo

Il Presidente del consiglio italiano Romano Prodi è a Tokyo in questi giorni in visita ufficiale, finita la quale andrà in Corea del sud come già annunciato in precedenza. Stamattina ho così pensato fosse il caso di comperare almeno un quotidiano (La Repubblica), giusto per vedere cosa scrivevano in merito. Bene, sulla visita, in tutto, un trafiletto di una decina di righe e una foto di Prodi con la seguente didascalia: Due km di corsa nel parco di Hibya per Prodi, con tuta azzurra e body guard nipponica. Il trafiletto spiega invece che Prodi ha deciso di venire a Tokyo per rimediare a "precedenti visite progammate ma poi annullate". Una frecciatina a Berlusconi che pare abbia tirato il bidone a Tokyo nel 2005. Tutto qui, perché poi nell’articolone scritto dagli inviati (due) si parla solo ed esclusivamente di politica italiana. Beh… se la visita a Tokyo è servita solo a far dispetto a Berlusconi e a mantenere in forma Prodi con lo jogging in luogo esotico poteva anche risparmiarsela. O forse potrebbero i giornali italiani piantarla di essere così ossessionati dalla politica interna e raccontare magari degli incontri tra i capi di stato. Visto che poi ogni tanto qualche frutto, magari avvelenato, lo danno (e sto pensando alla visita di Prodi a Putin e al successivo acquisto della Yukos da parte di Eni Enel). Ma magari domani è un altro giorno. Chissà.

 

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