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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for giugno, 2007

26 giugno
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Ma quanto costa vivere a Seul?

Mercer Human Resource Consulting, una multinazionale USA di servizi alle aziende, pubblica ogni anno un Cost of Living Report, ovvero la graduatoria del costo della vita di 143 città del globo. La top 143 viene stilata rilevando e comparando i prezzi di circa 200 elementi in ogni città, compresi affitti, trasporti, cibo, abiti e spese per i divertimenti. Tutte spese che un eventuale expat, ovvero, in questo caso, persona inviata all’estero per lavoro, deve sostenere per vivere lontano dalla propria patria d’origine. Scopo del report è infatti quello di aiutare le aziende a stabilire il giusto compenso per i propri dipendenti in missione estera. Interessante è scoprire che tra le città più care al mondo la nostra Seul fa bella mostra di sé sul terzo gradino del podio, dopo la preziosissma Mosca e l’altrettanto dispendiosa Londra, ma prima di Tokyo e Hong Kong. Tra le città italiane, Milano è 11esima – più cara persino di Parigi che si trova al 12esima posto – e Roma 18esima, entrambe salite rispettivamente di 1 e 3 posizioni rispetto allo scorso anno. Seul invece è calata di 1 posto perdendo la seconda posizione a favore della capitale britannica.

PS: attendo commenti e suggerimenti perché io francamente ho sempre pensato che Seul fosse meno cara di Milano. Credo sia una questione di percezione personale del valore del denaro, perché mentre vivevo a Seul paragonavo sempre in prezzo in won a quello in euro, mentre in Italia mi faccio  del mare ricalcolando (ancora!) gli euro in lire, spaventandomi, arrabbiandomi e soffrendo di nostalgia. Però in effetti alimentari in genere, abiti, trasporti, quotidiani, ristoranti e pesce costano meno in Corea. Carne di manzo, frutta e verdura (e patelli per bambini) di più. Gli affitti più o meno uguale, ma l’assistenza sanitaria pubblica si paga – anche se poco -, mentre quella privata, se paragonata alle parcelle dei medici nostrani, è accessibile. Basta non venire ricoverati in ospedale senza aver fatto prima un’assicurazione privata, altrimenti si rischia l’infarto al momento della dimissione e presentazione del conto. Anche benzina e sigarette costano meno in Corea che in Italia. Mentre i coreani (e gli expat con essi) spendono uno sproposito per l’educazione dei figli, cosa che in Italia fanno in pochi. Qualcuno ha voglia di continuare la lista?

26 giugno
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Ma quanto costa vivere a Seul?

Mercer Human Resource Consulting, una multinazionale USA di servizi alle aziende, pubblica ogni anno un Cost of Living Report, ovvero la graduatoria del costo della vita di 143 città del globo. La top 143 viene stilata rilevando e comparando i prezzi di circa 200 elementi in ogni città, compresi affitti, trasporti, cibo, abiti e spese per i divertimenti. Tutte spese che un eventuale expat, ovvero, in questo caso, persona inviata all’estero per lavoro, deve sostenere per vivere lontano dalla propria patria d’origine. Scopo del report è infatti quello di aiutare le aziende a stabilire il giusto compenso per i propri dipendenti in missione estera. Interessante è scoprire che tra le città più care al mondo la nostra Seul fa bella mostra di sé sul terzo gradino del podio, dopo la preziosissma Mosca e l’altrettanto dispendiosa Londra, ma prima di Tokyo e Hong Kong. Tra le città italiane, Milano è 11esima – più cara persino di Parigi che si trova al 12esima posto – e Roma 18esima, entrambe salite rispettivamente di 1 e 3 posizioni rispetto allo scorso anno. Seul invece è calata di 1 posto perdendo la seconda posizione a favore della capitale britannica.

PS: attendo commenti e suggerimenti perché io francamente ho sempre pensato che Seul fosse meno cara di Milano. Credo sia una questione di percezione personale del valore del denaro, perché mentre vivevo a Seul paragonavo sempre in prezzo in won a quello in euro, mentre in Italia mi faccio  del mare ricalcolando (ancora!) gli euro in lire, spaventandomi, arrabbiandomi e soffrendo di nostalgia. Però in effetti alimentari in genere, abiti, trasporti, quotidiani, ristoranti e pesce costano meno in Corea. Carne di manzo, frutta e verdura (e patelli per bambini) di più. Gli affitti più o meno uguale, ma l’assistenza sanitaria pubblica si paga – anche se poco -, mentre quella privata, se paragonata alle parcelle dei medici nostrani, è accessibile. Basta non venire ricoverati in ospedale senza aver fatto prima un’assicurazione privata, altrimenti si rischia l’infarto al momento della dimissione e presentazione del conto. Anche benzina e sigarette costano meno in Corea che in Italia. Mentre i coreani (e gli expat con essi) spendono uno sproposito per l’educazione dei figli, cosa che in Italia fanno in pochi. Qualcuno ha voglia di continuare la lista?

21 giugno
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Censura?!?

E’ da un po’ di tempo che ho voglia di scrivere qualcosa sulle elezioni presidenziali coreane che si terranno tra circa cinque mesi. In particolare, sto raccogliendo materiale sui due candidati del Grand National Party, l’ex sindaco di Seul Lee Myung-bak e la figlia dell’ex dittatore sudcoreano Park, Park Geun-hye, dei quali ormai da mesi tutti i media parlano, sparlano e speculano, dando comunque l’ex sindaco Lee per vicente sia alle primarie del partito che come nuovo presidente della Corea del sud. Spero di riuscire a scribacchiare qualcosa, prima o poi. Però oggi leggiucchiando i giornali on line ho trovato un’altra notizia che ha sempre a che fare con le elezioni e che mi lascia alquanto perplessa: a partire da domani 22 giugno e per i prossimi 180 giorni, ovvero fino al termine della campagna elettorale, sarà vietato pubblicare messaggi a favore o contro un determinato candidato su siti internet, blog e simili (anche se personali). Pena una multa fino a due milioni di won o due anni di prigione.  "Non tutte le persone che pubblicano i messaggi saranno punite" fa sapere un membro della Commissione Elettorale Nazionale, "Bisogna valutare se il messaggio in questione aveva lo scopo di influenzare l’elettorato".

Se ne parlava da tempo, di questa legge ad hoc per le elezioni, perché pare che durante la scorsa campagna, quella che portò alla vittoria dell’attuale Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, fu proprio Internet e la mobilitazione dei più giovani on line a fare la differenza. In particolare sui media sudcoreani in questi ultimi mesi ho letto vari articoli che minacciavano la messa al bando, durante il periodo delle elezioni, dei contenuti video creati dagli utenti stessi (user content),  qualli magari un po’ ironici, che prendono in giro i candidati e fanno anche un po’ pensare. Insomma: in uno dei paesi con la più alta alfabetizzazione informatica al mondo Internet fa paura (ai politici) e viene imbavagliato. Anche se poi in verità parrebbe che la maggior parte dei coreani – circa il 70% – non sappia nemmeno cosa siano questi "user content", o almeno così è stato evidenziato da una ricerca condotta da una delle maggiori testate giornalistiche del paese (scusate se non ricordo quale ma mi sono persa l’articolo).  Personalmente non credo che i coreani siano cosi’ influenzabili che basti un post a spingerli a votare per un candidato o per l’altro, ma a me questa cosa puzza di censura e mi dispiace perché in genere queste manifestazioni spontanee danno vita a video, testi e foto particolarmente creativi e divertenti. Ma a quanto pare in Corea i politici non hanno molto il senso dell’umorismo e in questo modo si sono messi al riparo dall’essere presi in giro o sfottuti su Internet. 

Non si toccano invece i giornali. E anche se sono mesi che i media sostengono la campagna del GNP pubblicando quotidiamente articoli su Lee e Park, a quanto pare, questo, invece, si può fare.

21 giugno
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Censura?!?

E’ da un po’ di tempo che ho voglia di scrivere qualcosa sulle elezioni presidenziali coreane che si terranno tra circa cinque mesi. In particolare, sto raccogliendo materiale sui due candidati del Grand National Party, l’ex sindaco di Seul Lee Myung-bak e la figlia dell’ex dittatore sudcoreano Park, Park Geun-hye, dei quali ormai da mesi tutti i media parlano, sparlano e speculano, dando comunque l’ex sindaco Lee per vicente sia alle primarie del partito che come nuovo presidente della Corea del sud. Spero di riuscire a scribacchiare qualcosa, prima o poi. Però oggi leggiucchiando i giornali on line ho trovato un’altra notizia che ha sempre a che fare con le elezioni e che mi lascia alquanto perplessa: a partire da domani 22 giugno e per i prossimi 180 giorni, ovvero fino al termine della campagna elettorale, sarà vietato pubblicare messaggi a favore o contro un determinato candidato su siti internet, blog e simili (anche se personali). Pena una multa fino a due milioni di won o due anni di prigione.  "Non tutte le persone che pubblicano i messaggi saranno punite" fa sapere un membro della Commissione Elettorale Nazionale, "Bisogna valutare se il messaggio in questione aveva lo scopo di influenzare l’elettorato".

Se ne parlava da tempo, di questa legge ad hoc per le elezioni, perché pare che durante la scorsa campagna, quella che portò alla vittoria dell’attuale Presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, fu proprio Internet e la mobilitazione dei più giovani on line a fare la differenza. In particolare sui media sudcoreani in questi ultimi mesi ho letto vari articoli che minacciavano la messa al bando, durante il periodo delle elezioni, dei contenuti video creati dagli utenti stessi (user content),  qualli magari un po’ ironici, che prendono in giro i candidati e fanno anche un po’ pensare. Insomma: in uno dei paesi con la più alta alfabetizzazione informatica al mondo Internet fa paura (ai politici) e viene imbavagliato. Anche se poi in verità parrebbe che la maggior parte dei coreani – circa il 70% – non sappia nemmeno cosa siano questi "user content", o almeno così è stato evidenziato da una ricerca condotta da una delle maggiori testate giornalistiche del paese (scusate se non ricordo quale ma mi sono persa l’articolo).  Personalmente non credo che i coreani siano cosi’ influenzabili che basti un post a spingerli a votare per un candidato o per l’altro, ma a me questa cosa puzza di censura e mi dispiace perché in genere queste manifestazioni spontanee danno vita a video, testi e foto particolarmente creativi e divertenti. Ma a quanto pare in Corea i politici non hanno molto il senso dell’umorismo e in questo modo si sono messi al riparo dall’essere presi in giro o sfottuti su Internet. 

Non si toccano invece i giornali. E anche se sono mesi che i media sostengono la campagna del GNP pubblicando quotidiamente articoli su Lee e Park, a quanto pare, questo, invece, si può fare.

19 giugno
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Varie Nord Corea

Secondo l’agenzia giornalistica cinese Interfax-China, la Corea del nord smantellerà il reattore nucleare di Yongbyon nella seconda metà di luglio. "Ci metteremo circa un mese" avrebbe affermato un anonimo ufficiale nordcoreano. Christopher Hill, il capo delegazione degli Stati Uniti alla conferenza di Pechino, avrebbe confermato il prossimo smantellamento della centrale nucleare, asserendo che ormai "è solo una questione di settimane".

Kim Jong-il sarebbe stato operato lo scorso mese a un’arteria bloccata da un team di medici del German Hearth Institute di Berlino. Questo quanto affermato da una persona vicina al regime di Pyongyang. Il leader nordcorean, 65 anni, che oltre ad essere un gran fumatore soffre da tempo di diabete e alta pressione, si sarebbe ripreso rapidamente e senza problemi dall’intervento. La portavoce dell’ospedale berlinese, Barbara Nickolaus, ha confermato la presenza a Pyongyang di medici dell’Istituto, senza specificare però il motivo del viaggio. Alcuni media di Stati Uniti e Giappone hanno ipotizzato che il Caro leader sia malato di cuore o abbia problemi a fegato e reni, ma non ci sono conferme né smentite riguardo al suo stato di salute, né voci riguardanti un’eventuale successione. Di certo è che le apparizioni pubbliche del dittatore nordcoreano sono dimuite di circa la metà rispetto agli anni passati. L’ultima risale comunque al 7 giugno scorso, tre settimane dopo il presunto intervento. Secondo l’agenzia ufficiale di stampa nordcoreana, Kim Jong-il ha visitato alcune fattorie nella provincia di Pyeongan, vicino al confine cinese, e pare fosse in ottima forma fisica.

19 giugno
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Varie Nord Corea

Secondo l’agenzia giornalistica cinese Interfax-China, la Corea del nord smantellerà il reattore nucleare di Yongbyon nella seconda metà di luglio. "Ci metteremo circa un mese" avrebbe affermato un anonimo ufficiale nordcoreano. Christopher Hill, il capo delegazione degli Stati Uniti alla conferenza di Pechino, avrebbe confermato il prossimo smantellamento della centrale nucleare, asserendo che ormai "è solo una questione di settimane".

Kim Jong-il sarebbe stato operato lo scorso mese a un’arteria bloccata da un team di medici del German Hearth Institute di Berlino. Questo quanto affermato da una persona vicina al regime di Pyongyang. Il leader nordcorean, 65 anni, che oltre ad essere un gran fumatore soffre da tempo di diabete e alta pressione, si sarebbe ripreso rapidamente e senza problemi dall’intervento. La portavoce dell’ospedale berlinese, Barbara Nickolaus, ha confermato la presenza a Pyongyang di medici dell’Istituto, senza specificare però il motivo del viaggio. Alcuni media di Stati Uniti e Giappone hanno ipotizzato che il Caro leader sia malato di cuore o abbia problemi a fegato e reni, ma non ci sono conferme né smentite riguardo al suo stato di salute, né voci riguardanti un’eventuale successione. Di certo è che le apparizioni pubbliche del dittatore nordcoreano sono dimuite di circa la metà rispetto agli anni passati. L’ultima risale comunque al 7 giugno scorso, tre settimane dopo il presunto intervento. Secondo l’agenzia ufficiale di stampa nordcoreana, Kim Jong-il ha visitato alcune fattorie nella provincia di Pyeongan, vicino al confine cinese, e pare fosse in ottima forma fisica.

15 giugno
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Scongelamento

Sembra che si sia finalmente risolta la questione dei soldi nordcoreani congelati dagli Stati Uniti nel Banco Delta Asia di Macao. I soldi, 25 milioni di dollari in sette diverse valute, hanno infatti finalmente lasciato il Banco Delta Asia il 14 giugno per passare all’Autorità Monetaria di Macao, che li depositerà poi in un’altra banca di Macao che li trasferirà quindi alla U.S. Federal Reserve per essere convertiti in dollari USA, la quale li depositerà in un conto della Banca centrale russa, che li trasferirà a sua volta in un conto nordcoreano presso una banca privata russa. Finito questo giro, quando i soldi saranno finalmente in mano della Corea del nord, si spera che quest’ultima tenga finalmente fede agli impegni presi il 13 febbraio alla conferenza a sei nazioni di Pechino. La Corea del nord, che con un pubblico annuncio ha fatto sapere di "accettare il trasferimento", ha insistito affinché i fondi passassero attraverso un paese terzo, ovvero la Russia: un movimento simbolico che sottolineerebbe il rientro della Corea del nord nella rete finanziaria internazionale da cui era stata esclusa in seguito a sanzioni richieste dagli Stati Uniti, che accusavano la Corea del nord di riciclaggio e contraffazione.

15 giugno
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Scongelamento

Sembra che si sia finalmente risolta la questione dei soldi nordcoreani congelati dagli Stati Uniti nel Banco Delta Asia di Macao. I soldi, 25 milioni di dollari in sette diverse valute, hanno infatti finalmente lasciato il Banco Delta Asia il 14 giugno per passare all’Autorità Monetaria di Macao, che li depositerà poi in un’altra banca di Macao che li trasferirà quindi alla U.S. Federal Reserve per essere convertiti in dollari USA, la quale li depositerà in un conto della Banca centrale russa, che li trasferirà a sua volta in un conto nordcoreano presso una banca privata russa. Finito questo giro, quando i soldi saranno finalmente in mano della Corea del nord, si spera che quest’ultima tenga finalmente fede agli impegni presi il 13 febbraio alla conferenza a sei nazioni di Pechino. La Corea del nord, che con un pubblico annuncio ha fatto sapere di "accettare il trasferimento", ha insistito affinché i fondi passassero attraverso un paese terzo, ovvero la Russia: un movimento simbolico che sottolineerebbe il rientro della Corea del nord nella rete finanziaria internazionale da cui era stata esclusa in seguito a sanzioni richieste dagli Stati Uniti, che accusavano la Corea del nord di riciclaggio e contraffazione.

11 giugno
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North Korea Zone

Incombenze familiari mi tengono lontana dal computer. Ma non dalla Corea  – spiritualmente parlando, perché fisicamente sono lontana parecchi km -. Ecco che per fortuna la rivista Internazionale mi viene ancora una volta incontro indicandomi un blog di discussione sulla Corea del nord,

North Korea Zone: http://www.nkzone.org/nkzone/

L’ultimo articolo postato parla di un documentario sui coreani deportati in Kazakistan all’epoca di Stalin. Un film da vedere (spero) e un blog da tenere d’occhio.

11 giugno
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North Korea Zone

Incombenze familiari mi tengono lontana dal computer. Ma non dalla Corea  – spiritualmente parlando, perché fisicamente sono lontana parecchi km -. Ecco che per fortuna la rivista Internazionale mi viene ancora una volta incontro indicandomi un blog di discussione sulla Corea del nord,

North Korea Zone: http://www.nkzone.org/nkzone/

L’ultimo articolo postato parla di un documentario sui coreani deportati in Kazakistan all’epoca di Stalin. Un film da vedere (spero) e un blog da tenere d’occhio.

 

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