Bye bye kimchi fatto in casa?
Da un’inchiesta condotta dalla Chongga Kimchi, la più grande azienda alimentare produttrice di kimchi coreano, risulta che il 65% delle donne coreane non è capace di fare il kimchi. Piuttosto che comprare tutti gli ingredienti e produrlo in casa, le coreane moderne – o almeno, il 65% delle 7138 intervistate – preferiscono acquistarlo perché, spiegano, risparmiano stress, tempo e soldi. Sembrerebbe infatti che a causa degli alti prezzi dei vegetali in Corea il kimchi casalingo venga a costare circa il 120% in più di quello industriale. Inoltre, grazie all’invenzione di frigoriferi creati apposta per il kimchi, molte donne ammettono di acquistare grosse quantità di questo vegetale speziato quando il prezzo è più basso, per poi immagazzinarlo e usarlo durante tutto il corso dell’anno. Evidentemente lo stress della vita moderna non è compatibile con un saper fare che si tramanda di generazione in generazione. Sono infatti le donne di una stessa famiglia che si ritrovano una volta l’anno e "condiscono" chili e chili di cavolo cinese con una pappetta contenente aglio, peperoncino, rapa bianca, sale e altre spezie. Un lavoro non certo leggero, ma che si affronta con allegria grazie alla compagnia e alle chiacchiere che le allegre comari si scambiano durante il tempo passato insieme. A dimostrazione di una tradizione che si sta perdendo, vi sono però i dati: le vendite della Chongga Kimchi sono cresciute del 30% rispetto allo scorso anno, e l’intero comparto alimentare del kimchi industriale ha visto un aumento delle vendite pari al 20%.
