Crea sito
 

Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for novembre, 2007

29 novembre
1Comment

A un mese e mezzo dal voto

E Lee Myun-bak sta lentamente perdendo consensi. Da un’inchiesta condotta dallo JoongAng Ilbo, SBS e Korea Research intervistando 2.382 coreani, risulta che la percentuale di consensi del candidato del GNP si è ridotta, passando dal 54,4% del mese scorso al 41,7%. In pratica, ogni 10 elettori tre hanno cambiato opinione sul voto a Lee, spinti a ciò dai recenti "problemi etici" del candidato della destra. La maggior parte dei voti persi dal leader del GNP si è spostata sul secondo candidato conservatore,  Lee Hoi-chang, ma nonostante questo Lee Myun-bak rimane ancora in testa alle preferenze: il liberale Chung Dong-young raccoglie infatti solo  il 15,2% dei consensi, mentre Lee Hoi-chang , il 14,7%. Seguono poi Moon Kook-hyun del Creative Korea Party col 7,9%, e ultimo Kwon Young-ghil del Democratic Labor Party, con il 2.4%.

29 novembre
1Comment

A un mese e mezzo dal voto

E Lee Myun-bak sta lentamente perdendo consensi. Da un’inchiesta condotta dallo JoongAng Ilbo, SBS e Korea Research intervistando 2.382 coreani, risulta che la percentuale di consensi del candidato del GNP si è ridotta, passando dal 54,4% del mese scorso al 41,7%. In pratica, ogni 10 elettori tre hanno cambiato opinione sul voto a Lee, spinti a ciò dai recenti "problemi etici" del candidato della destra. La maggior parte dei voti persi dal leader del GNP si è spostata sul secondo candidato conservatore,  Lee Hoi-chang, ma nonostante questo Lee Myun-bak rimane ancora in testa alle preferenze: il liberale Chung Dong-young raccoglie infatti solo  il 15,2% dei consensi, mentre Lee Hoi-chang , il 14,7%. Seguono poi Moon Kook-hyun del Creative Korea Party col 7,9%, e ultimo Kwon Young-ghil del Democratic Labor Party, con il 2.4%.

27 novembre
0Comments

World Expo 2012 a Yeosu

La cittadina sudcoreana di Yeosu ha vinto ieri la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2012. Situata sulla costa sudovest della Corea, ha battuto la marocchina Tangeri 77 – 63. La terza candidata, la polacca Breslavia, era stata precedentemente eliminata con soli 13 voti.

Yeosu, che aveva già partecipato alle selezioni per il 2010, vinte allora da Shangai, si è questa volta presentata con un tema ambientalista, l’Oceano vinente e la costa.  Più che miliardario il bugget stabilito per i lavori, che comprendono la costruzione del complesso espositivo che si estenderà su un’area di 400 kmq, e altre infrastrutture tra le quali anche un aereoporto. Gli organizzatori si aspettano la partecipazione di più di 10 milioni di visitatori.

27 novembre
0Comments

World Expo 2012 a Yeosu

La cittadina sudcoreana di Yeosu ha vinto ieri la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2012. Situata sulla costa sudovest della Corea, ha battuto la marocchina Tangeri 77 – 63. La terza candidata, la polacca Breslavia, era stata precedentemente eliminata con soli 13 voti.

Yeosu, che aveva già partecipato alle selezioni per il 2010, vinte allora da Shangai, si è questa volta presentata con un tema ambientalista, l’Oceano vinente e la costa.  Più che miliardario il bugget stabilito per i lavori, che comprendono la costruzione del complesso espositivo che si estenderà su un’area di 400 kmq, e altre infrastrutture tra le quali anche un aereoporto. Gli organizzatori si aspettano la partecipazione di più di 10 milioni di visitatori.

26 novembre
1Comment

Il grande imbroglio

Venerdì17 novembre sbarcava all’aereoporto Inchon di seoul Kim Kyung-joon.

Kim Kyung-joon è un bell’uomo di 41 anni, tanto affascinante che potrebbe anche essere un attore. Invece è un uomo d’affari, un esperto di finanza internazionale. Arriva dagli Stati Uniti, da dove è stato appena estradato e dove si trovava in prigione per frode finanziaria e malversazione.

Appena messo piede sul suolo coreano Kim Kyung-joon è stato accompagnato al Seoul Central District Prosecutors’ Office – o, detto all’americana, Ufficio del Procuratore distrettuale -, e il giorno successivo è stato arrestato. A suo carico l’accusa di aver aver falsificato il valore delle azioni di una sua società, la Optional Venture Korea, e l’appropriazione indebita di 38,4 miliardi di won, stornati dalle casse della medesima azienda.

Un bel tipetto, insomma. Ma non un uno qualsiasi, perché nel 2001, mentre si divertiva allegramente con la finanza, Kim era anche socio in affari di Lee Myun-bak, l’ex sindaco di Seul ora candidato del Grand National Party alle prossime elezioni presidenziali e grande favorito.

Tutto inizia nel 2001, quando Kim Kyung-joon viene costretto dal Financial Supervisiory Service (Servizio di supervisione finanziaria) a chiudere una finanziaria da lui posseduta, la BBK, perché dal dicembre 2000 al novembre 2001 erano state riscontrate delle irregolarità nei rendiconti finanziari della società. Liquidata la BBK, Kim avrebbe quindi acquistato una nuova società quotata in borsa nel Kosdaq, la Gwangeun Investment, e dopo averne cambiato il nome in Optional Venture Korea, avrebbe dapprima falsificato il valore delle azioni e si sarebbe appropriato poi illegalmente di 38,4 miliardi di won della suddetta società.

Nel 2000 però, Kim Kyung-joon e Lee Myun-bak avevano aperto insieme una finanziaria, la LK-eBank. LK-eBank che, a sentire Kim Kyung-joon sarebbe in realtà la holding principale della sfortunata BBK. Perché, sostiene il bel Kim, il vero proprietario della BBK sarebbe stato non lui, ma Lee Myun-bak, che a questo punto difficilmente potrebbe dirsi estraneo alle truffaldine manovre messe in atto da Kim Kyung-joon sei anni fa.

Il tutto è molto complicato, e cade a fagiolo, proprio un paio di mesi prima delle elezioni presidenziali. Il GNP grida al complotto, presumibilmente messo in atto dall’attuale partito al governo, per screditare il loro candidato. Ma Kim Kyung-joon insiste, appoggiato da tutta la sua famiglia.

E infatti, per provare che quanto Kim dice corrisponde a verità, ecco che il 23 novembre arriva a Seul direttamente da Los Angeles niente meno che la sua mamma, portando con sé una borsa piena di carte che dovrebbero convincere i giudici del coinvolgimento di Lee Myun-bak nel fattaccio. Tra i documenti, un contratto in coreano di due pagine in cui Lee Myun-bak vende 610.000 azioni della BBK a Kim Kyung-joon, al prezzo di quasi 5 miliardi di won. Il contratto è datato 21 febbraio 2000 e riporta i timbri di Lee e Kim. Oltre a vari altri documenti in inglese che vedono il timbro di Lee Myun-bak protagonista, a conferma che era lui il reale controllore delle varie società sussidiarie della LK-eBank, comprese la già citata BBK e un’altra società, la eBank Securities.

Il GNP nega e anzi ribatte, affermando che in tutti i documenti citati manca in realtà la firma dello statista, mentre il timbro che tanto valore sembra avere era stato perso da Lee già nell’aprile 2000, e da allora sostituito con uno nuovo e diverso. Insomma, un bel pasticcio, che tiene occupate le prime pagine dei giornali da qualche settimana, tra accuse, controaccuse e veleni vari.

I documenti contestati si trovano ora in mano ai periti del National Institute of Scientific Investigation (Istituto Nazionale di Investigazione Scientifica), che devono attestarne l’autenticità o meno. Presumibilmente questo avverrà entro il 5 dicembre, data in cui scade l’arresto di garanzia per Kim Kyung-joon.

Alla data in cui siamo però, anche nel caso in cui l’esito dell’esame dei documenti inguaiasse Lee Myun-bak, il pubblico ministero non potrà comunque procedere legalmente contro il politico, dato che questi ha ormai già depositato la candidatura ufficiale per le elezioni presidenziali del 19 dicembre ed è, almeno fino a elezioni concluse, praticamente intoccabile. Resta, certo, il danno d’immagine. E la possibilità che il sospetto di colpevolezza in queste non chiare manovre finanziarie possa far perdere voti a Lee Myun-bak. E magari anche la presidenza. Ma potrebbe anche non essere così. In fondo, chi meglio di noi italiani può comprendere un elettore coreano che decida di dare comunque il voto al suo politico favorito, anche se meriterebbe, forse e invece, di essere inquisito?

Ma la telenovela continua, e saranno i prossimi giorni a dirci cosa succederà. Stiamo a vedere.

26 novembre
1Comment

Il grande imbroglio

Venerdì17 novembre sbarcava all’aereoporto Inchon di seoul Kim Kyung-joon.

Kim Kyung-joon è un bell’uomo di 41 anni, tanto affascinante che potrebbe anche essere un attore. Invece è un uomo d’affari, un esperto di finanza internazionale. Arriva dagli Stati Uniti, da dove è stato appena estradato e dove si trovava in prigione per frode finanziaria e malversazione.

Appena messo piede sul suolo coreano Kim Kyung-joon è stato accompagnato al Seoul Central District Prosecutors’ Office – o, detto all’americana, Ufficio del Procuratore distrettuale -, e il giorno successivo è stato arrestato. A suo carico l’accusa di aver aver falsificato il valore delle azioni di una sua società, la Optional Venture Korea, e l’appropriazione indebita di 38,4 miliardi di won, stornati dalle casse della medesima azienda.

Un bel tipetto, insomma. Ma non un uno qualsiasi, perché nel 2001, mentre si divertiva allegramente con la finanza, Kim era anche socio in affari di Lee Myun-bak, l’ex sindaco di Seul ora candidato del Grand National Party alle prossime elezioni presidenziali e grande favorito.

Tutto inizia nel 2001, quando Kim Kyung-joon viene costretto dal Financial Supervisiory Service (Servizio di supervisione finanziaria) a chiudere una finanziaria da lui posseduta, la BBK, perché dal dicembre 2000 al novembre 2001 erano state riscontrate delle irregolarità nei rendiconti finanziari della società. Liquidata la BBK, Kim avrebbe quindi acquistato una nuova società quotata in borsa nel Kosdaq, la Gwangeun Investment, e dopo averne cambiato il nome in Optional Venture Korea, avrebbe dapprima falsificato il valore delle azioni e si sarebbe appropriato poi illegalmente di 38,4 miliardi di won della suddetta società.

Nel 2000 però, Kim Kyung-joon e Lee Myun-bak avevano aperto insieme una finanziaria, la LK-eBank. LK-eBank che, a sentire Kim Kyung-joon sarebbe in realtà la holding principale della sfortunata BBK. Perché, sostiene il bel Kim, il vero proprietario della BBK sarebbe stato non lui, ma Lee Myun-bak, che a questo punto difficilmente potrebbe dirsi estraneo alle truffaldine manovre messe in atto da Kim Kyung-joon sei anni fa.

Il tutto è molto complicato, e cade a fagiolo, proprio un paio di mesi prima delle elezioni presidenziali. Il GNP grida al complotto, presumibilmente messo in atto dall’attuale partito al governo, per screditare il loro candidato. Ma Kim Kyung-joon insiste, appoggiato da tutta la sua famiglia.

E infatti, per provare che quanto Kim dice corrisponde a verità, ecco che il 23 novembre arriva a Seul direttamente da Los Angeles niente meno che la sua mamma, portando con sé una borsa piena di carte che dovrebbero convincere i giudici del coinvolgimento di Lee Myun-bak nel fattaccio. Tra i documenti, un contratto in coreano di due pagine in cui Lee Myun-bak vende 610.000 azioni della BBK a Kim Kyung-joon, al prezzo di quasi 5 miliardi di won. Il contratto è datato 21 febbraio 2000 e riporta i timbri di Lee e Kim. Oltre a vari altri documenti in inglese che vedono il timbro di Lee Myun-bak protagonista, a conferma che era lui il reale controllore delle varie società sussidiarie della LK-eBank, comprese la già citata BBK e un’altra società, la eBank Securities.

Il GNP nega e anzi ribatte, affermando che in tutti i documenti citati manca in realtà la firma dello statista, mentre il timbro che tanto valore sembra avere era stato perso da Lee già nell’aprile 2000, e da allora sostituito con uno nuovo e diverso. Insomma, un bel pasticcio, che tiene occupate le prime pagine dei giornali da qualche settimana, tra accuse, controaccuse e veleni vari.

I documenti contestati si trovano ora in mano ai periti del National Institute of Scientific Investigation (Istituto Nazionale di Investigazione Scientifica), che devono attestarne l’autenticità o meno. Presumibilmente questo avverrà entro il 5 dicembre, data in cui scade l’arresto di garanzia per Kim Kyung-joon.

Alla data in cui siamo però, anche nel caso in cui l’esito dell’esame dei documenti inguaiasse Lee Myun-bak, il pubblico ministero non potrà comunque procedere legalmente contro il politico, dato che questi ha ormai già depositato la candidatura ufficiale per le elezioni presidenziali del 19 dicembre ed è, almeno fino a elezioni concluse, praticamente intoccabile. Resta, certo, il danno d’immagine. E la possibilità che il sospetto di colpevolezza in queste non chiare manovre finanziarie possa far perdere voti a Lee Myun-bak. E magari anche la presidenza. Ma potrebbe anche non essere così. In fondo, chi meglio di noi italiani può comprendere un elettore coreano che decida di dare comunque il voto al suo politico favorito, anche se meriterebbe, forse e invece, di essere inquisito?

Ma la telenovela continua, e saranno i prossimi giorni a dirci cosa succederà. Stiamo a vedere.

19 novembre
0Comments

50 milioni

La Corea del sud ha superato la soglia dei 50 milioni di abitanti, diventando la 24esima nazione al mondo per popolazione. Inclusi sono 49,1 milione di residenti – 24,6 milioni di maschi e 24,5 milioni di femmine -, 624.377 stranieri e 268.845 coreani che però non vivono presso il proprio docimilio di residenza, e probabilmente si nascondono per scappare ai creditori.

Non so la classica per densità della popolazione al metroquadro, ma calcolando che la Corea del sud è grande circa metà dell’Italia e ha quasi lo stesso numero di abitanti, bisogna dire che stanno proprio strettini. Più strettini ancora se si pensa che il 48% della popolazione totale della Corea, pari a 23, 9 milioni di individui, vive tra la capitale Seul, Incheon e la provincia Gyeonggi.

Se le due Coree fossero riunite, aggiungendo al Sud la popolazione della Corea del nord, i coreani diventerebbero la 18esima nazione più popolosa, con 73 milioni di abitanti.

19 novembre
0Comments

50 milioni

La Corea del sud ha superato la soglia dei 50 milioni di abitanti, diventando la 24esima nazione al mondo per popolazione. Inclusi sono 49,1 milione di residenti – 24,6 milioni di maschi e 24,5 milioni di femmine -, 624.377 stranieri e 268.845 coreani che però non vivono presso il proprio docimilio di residenza, e probabilmente si nascondono per scappare ai creditori.

Non so la classica per densità della popolazione al metroquadro, ma calcolando che la Corea del sud è grande circa metà dell’Italia e ha quasi lo stesso numero di abitanti, bisogna dire che stanno proprio strettini. Più strettini ancora se si pensa che il 48% della popolazione totale della Corea, pari a 23, 9 milioni di individui, vive tra la capitale Seul, Incheon e la provincia Gyeonggi.

Se le due Coree fossero riunite, aggiungendo al Sud la popolazione della Corea del nord, i coreani diventerebbero la 18esima nazione più popolosa, con 73 milioni di abitanti.

17 novembre
0Comments

Problemi linguistici per le due Coree

Inserisco qui un link a un articolo apparso il 10 novembre sullo JoongAng Daily. Partendo dalla difficoltà che i rifugiati nordcoreani trovano a orientarsi in Corea del sud già a partire dal linguaggio, che dalla divisione delle due Coree si è evoluto in maniera diversa nei due stati, l’articolo approda alla decisione di alcuni linguisti di entrambe le Coree di comporre un vocabolario comune, che includa i vocaboli maggiormente usati dall’una e dall’altra parte. In vista di una prossima unificazione.

http://joongangdaily.joins.com/article/view.asp?aid=2882555

17 novembre
0Comments

Problemi linguistici per le due Coree

Inserisco qui un link a un articolo apparso il 10 novembre sullo JoongAng Daily. Partendo dalla difficoltà che i rifugiati nordcoreani trovano a orientarsi in Corea del sud già a partire dal linguaggio, che dalla divisione delle due Coree si è evoluto in maniera diversa nei due stati, l’articolo approda alla decisione di alcuni linguisti di entrambe le Coree di comporre un vocabolario comune, che includa i vocaboli maggiormente usati dall’una e dall’altra parte. In vista di una prossima unificazione.

http://joongangdaily.joins.com/article/view.asp?aid=2882555

 

Creare blog