Sale la tensione
La Corea del nord ha minacciato di sospendere ogni dialogo con la Corea del sud se il governo di Seul non chiedera` scusa per un discorso che il Generale sudcoreano Kim Tae-jung ha pronunciato la scorsa settimana in Parlamento. Il Generale, in risposta alla domanda di un membro del GNP che chiedeva come avrebbe reagito l`esercito sudcoreano in caso di un attacco con armi nucleari da parte della Corea del nord, ha risposto: "La cosa piu` importante e` colpire i luoghi in cui probabilmente si trovano le armi nucleari nordcoreane, dopo aver scoperto la loro esatta collocazione. Quindi, dobbiamo considerare delle misure di difesa antimissile per prevenire che le armi nucleari nordcoreane causino anche il minimo danno sul nostro territorio."
La Corea del nord ha pero` risposto con un`editoriale della Korean Central News Agency (KCNA), che si riferisce alle parole del Generale Kim intendendole come l`affermazione della necessita` di un attacco preventivo da parte del Sud: "L`affermazione riflette chiaramente la nuova politica nordcoreana del governo della Corea del sud. Tale politica e` un movimento regressivo nelle relazioni intercoreane. La nostra forza militare controllera` ogni movimento del Sud in vista di un "attacco preventivo" e reagira` con un attacco preventivo piu` rapido e potente. Una volta che il nostro superiore attacco preventivo sara` iniziato, ridurra` tutto in cenere." In una lettera ufficiale spedita sabato scorso dall`esercito nordcoreano al Capo delegazione sudcoreano per il dialogo militare tra le due Coree, l`esercito nordcoreano fa inoltre sapere, sempre riferendosi al discorso del Generale Kim: "Queste parole violente sono la sfida piu` grave che sia mai accaduta nella storia delle relazioni intercoreane e una provocazione sprezzante che corrisponde a una dichiarazione di guerra nei nostri confronti".
Il governo sudcoreano ha fatto sapere che nel discorso del Generale Kim non vi era alcun accenno all`idea di un attacco preventivo, non ha ancora ufficialmente risposto al governo nordcoreano, che ha indicato chiaramente in questo modo di ritenere conclusa la parentesi decennale di distensione iniziata grazie alla Sunshine Policy di Kim Dae-jung.
Venerdi` scorso inoltre, al lancio di missili a corto raggio da parte della Corea del nord ha fatto seguito un allarme legato allo spostamento di navi militari nordcoreane nel Mare dell`est, in acque territoriali reclamate da entrambe le Coree, con successiva allerta della Marina militare del Corea del sud.
La tensione tra le due Coree si e` accentuata subito dopo l`insediamento del nuovo governo sudcoreano di destra, ma gia` dallo scorso dicembre il dialogo aperto con le nazioni vicine piu` gli Stati Uniti aveva subito un`impasse. Causa dell`impasse, il rifiuto da parte della Corea del nord di fornire dati su un presunto programma di arricchimento dell`uranio la cui esistenza viene affermata dagli Stati Uniti, che inoltre accusano la Corea del nord di aver venduto progetti per la costruzione di armamenti nucleari alla Siria. Un nuovo braccio di ferro, quello tra gli USA – l`alleato Seul - e la Corea del nord, che non vede soluzioni a breve.
"In primo luogo, il nord non puo` dichiarare cio` che dice non esistere" afferma Koh Yu-hwan, Professore alla Dongguk University, "O l`intelligence statunitense ha torto o comunque la Corea del nord ha raggiunto la decisione di negarne l`esistenza (del programma di arricchimento dell`uranio, nda). Non vedo alcun modo di uscire dallo stallo."
Anche secondo Keith Luse, membro del Senato degli Stati Uniti, appena rientrato da Pyongyang dove si era recato in missione per conto del governo USA proprio per cercare di capire il motivo per cui la Corea del nord era cosi` riluttante a fornire una dichiarazione completa dei suoi armamenti nucleari e delle sue attivita` di proliferiferazione, sara` difficile uscire da questa nuova crisi: "Gli sforzi di Kim Jong-il per orchestrare un equilibrio tra i vari interessi nel Nord puo` essere un passo troppo lungo per lo zoccolo duro dei Militari nordcoreani. Dichiarare e smantellare il gioiello del loro arsenale sara` diffcile per coloro che lo vedono come l`ultimo deterrente".
Tragedia nazionale! E` stata rinvenuta la testa di un ratto morto dentro un pacchetto dei famosissimi snack ai gamberetti Saewookkang. La ditta produttrice, la coreanissima Nongshim, che da piu` di trent`anni sforna quello che si puo` definire lo snack nazionale coreano, incalzata dalla locale KFDA (Korean Food and Drug Administration), chiede scusa, ma si giustifica dando la colpa ai cinesi. In pratica, affermano, le fabbriche in Corea del sud dove lo snack viene prodotto sono assolutamente sicure, e l`unico posto dove l`errore e` potuto accadere sono le fabbriche in Cina, nelle quali lo snack viene impacchettato. Anche se non e` la prima volta che la Nongshim incappa in problemi di igiene, grazie al suo topo la Corea scopre in questi giorni una realta` dura da digerire, ovvero che quasi tutte le maggiori aziende alimentari coreane delocalizzano parte della loro produzione sul suolo cinese, dove tutto costa meno e le leggi e le procedure sanitarie sono piu` blande. Lotte, Orion, CJ, Crown, Kirin e la stessa Nongshim fanno sapere di avere gia` in programma l`invio di ispettori nelle proprie succursali in Cina, allo scopo di controllare la qualita` e la sicurezza igienica dei processi di lavorazione. Ma i coreani, che dei prodotti cinesi poco si fidano, si sentono traditi. Come afferma Lim Eun-kyung, capo dell`Unione consumatori della YMCA: "Prima, i prodotti poco sicuri, che mettevano in allarme i consumatori, erano quelli di dubbia provenienza o `Made in China`. Ma adesso si tratta di Nongshim! Chi poteva immaginare una cosa simile?".