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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for marzo, 2008

31 marzo
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Sale la tensione

La Corea del nord ha minacciato di sospendere ogni dialogo con la Corea del sud se il governo di Seul non chiedera` scusa per un discorso che il Generale sudcoreano Kim Tae-jung ha pronunciato la scorsa settimana in Parlamento. Il Generale, in risposta alla domanda di un membro del GNP che chiedeva come avrebbe reagito l`esercito sudcoreano in caso di un attacco con armi nucleari da parte della Corea del nord, ha risposto: "La cosa piu` importante e` colpire i luoghi in cui probabilmente si trovano le armi nucleari nordcoreane, dopo aver scoperto la loro esatta collocazione. Quindi, dobbiamo considerare delle misure di difesa antimissile per prevenire che le armi nucleari nordcoreane causino anche il minimo danno sul nostro territorio."

La Corea del nord ha pero` risposto con un`editoriale della Korean Central News Agency (KCNA), che si riferisce alle parole del Generale Kim intendendole come l`affermazione della necessita` di un attacco preventivo da parte del Sud: "L`affermazione riflette chiaramente la nuova politica nordcoreana del governo della Corea del sud. Tale politica e` un movimento regressivo nelle relazioni intercoreane. La nostra forza militare controllera` ogni movimento del Sud in vista di un "attacco preventivo" e reagira` con un attacco preventivo piu` rapido e potente. Una volta che il nostro superiore attacco preventivo sara` iniziato, ridurra` tutto in cenere." In una lettera ufficiale spedita sabato scorso dall`esercito nordcoreano al Capo delegazione  sudcoreano per il dialogo militare tra le due Coree, l`esercito nordcoreano fa inoltre sapere, sempre riferendosi al discorso del Generale Kim: "Queste parole violente sono la sfida piu` grave che sia mai accaduta nella storia delle relazioni intercoreane e una provocazione sprezzante che corrisponde a una dichiarazione di guerra nei nostri confronti".

Il governo sudcoreano ha fatto sapere che nel discorso del Generale Kim non vi era alcun accenno all`idea di un attacco preventivo, non ha ancora ufficialmente risposto al governo nordcoreano, che ha indicato chiaramente in questo modo di ritenere conclusa la parentesi decennale di distensione iniziata grazie alla Sunshine Policy di Kim Dae-jung.

Venerdi` scorso inoltre, al lancio di missili a corto raggio da parte della Corea del nord ha fatto seguito un allarme legato allo spostamento di navi militari nordcoreane nel Mare dell`est, in acque territoriali reclamate da entrambe le Coree, con successiva allerta della Marina militare del Corea del sud.

La tensione tra le due Coree si e` accentuata subito dopo l`insediamento del nuovo governo sudcoreano di destra, ma gia` dallo scorso dicembre il dialogo aperto con le nazioni vicine piu` gli Stati Uniti aveva subito un`impasse. Causa dell`impasse, il  rifiuto da parte della Corea del nord di fornire dati su un presunto programma di arricchimento dell`uranio la cui esistenza viene affermata dagli Stati Uniti, che inoltre accusano la Corea del nord di aver venduto progetti per la costruzione di armamenti nucleari alla Siria. Un nuovo braccio di ferro, quello tra gli USA – l`alleato Seul - e la Corea del nord, che non vede soluzioni a breve.

"In primo luogo, il nord non puo` dichiarare cio` che dice non esistere" afferma Koh Yu-hwan, Professore alla Dongguk University, "O l`intelligence statunitense ha torto o comunque la Corea del nord ha raggiunto la decisione di negarne l`esistenza (del programma di arricchimento dell`uranio, nda). Non vedo alcun modo di uscire dallo stallo."

Anche secondo Keith Luse, membro del Senato degli Stati Uniti, appena rientrato da Pyongyang dove si era recato in missione per conto del governo USA proprio per cercare di capire il motivo per cui la Corea del nord era cosi` riluttante a fornire una dichiarazione completa dei suoi armamenti nucleari e delle sue attivita` di proliferiferazione, sara` difficile uscire da questa nuova crisi: "Gli sforzi di Kim Jong-il per orchestrare un equilibrio tra i vari interessi nel Nord puo` essere un passo troppo lungo per lo zoccolo duro dei Militari nordcoreani. Dichiarare e smantellare il gioiello del loro arsenale sara` diffcile per coloro che lo vedono come l`ultimo deterrente".

31 marzo
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Sale la tensione

La Corea del nord ha minacciato di sospendere ogni dialogo con la Corea del sud se il governo di Seul non chiedera` scusa per un discorso che il Generale sudcoreano Kim Tae-jung ha pronunciato la scorsa settimana in Parlamento. Il Generale, in risposta alla domanda di un membro del GNP che chiedeva come avrebbe reagito l`esercito sudcoreano in caso di un attacco con armi nucleari da parte della Corea del nord, ha risposto: "La cosa piu` importante e` colpire i luoghi in cui probabilmente si trovano le armi nucleari nordcoreane, dopo aver scoperto la loro esatta collocazione. Quindi, dobbiamo considerare delle misure di difesa antimissile per prevenire che le armi nucleari nordcoreane causino anche il minimo danno sul nostro territorio."

La Corea del nord ha pero` risposto con un`editoriale della Korean Central News Agency (KCNA), che si riferisce alle parole del Generale Kim intendendole come l`affermazione della necessita` di un attacco preventivo da parte del Sud: "L`affermazione riflette chiaramente la nuova politica nordcoreana del governo della Corea del sud. Tale politica e` un movimento regressivo nelle relazioni intercoreane. La nostra forza militare controllera` ogni movimento del Sud in vista di un "attacco preventivo" e reagira` con un attacco preventivo piu` rapido e potente. Una volta che il nostro superiore attacco preventivo sara` iniziato, ridurra` tutto in cenere." In una lettera ufficiale spedita sabato scorso dall`esercito nordcoreano al Capo delegazione  sudcoreano per il dialogo militare tra le due Coree, l`esercito nordcoreano fa inoltre sapere, sempre riferendosi al discorso del Generale Kim: "Queste parole violente sono la sfida piu` grave che sia mai accaduta nella storia delle relazioni intercoreane e una provocazione sprezzante che corrisponde a una dichiarazione di guerra nei nostri confronti".

Il governo sudcoreano ha fatto sapere che nel discorso del Generale Kim non vi era alcun accenno all`idea di un attacco preventivo, non ha ancora ufficialmente risposto al governo nordcoreano, che ha indicato chiaramente in questo modo di ritenere conclusa la parentesi decennale di distensione iniziata grazie alla Sunshine Policy di Kim Dae-jung.

Venerdi` scorso inoltre, al lancio di missili a corto raggio da parte della Corea del nord ha fatto seguito un allarme legato allo spostamento di navi militari nordcoreane nel Mare dell`est, in acque territoriali reclamate da entrambe le Coree, con successiva allerta della Marina militare del Corea del sud.

La tensione tra le due Coree si e` accentuata subito dopo l`insediamento del nuovo governo sudcoreano di destra, ma gia` dallo scorso dicembre il dialogo aperto con le nazioni vicine piu` gli Stati Uniti aveva subito un`impasse. Causa dell`impasse, il  rifiuto da parte della Corea del nord di fornire dati su un presunto programma di arricchimento dell`uranio la cui esistenza viene affermata dagli Stati Uniti, che inoltre accusano la Corea del nord di aver venduto progetti per la costruzione di armamenti nucleari alla Siria. Un nuovo braccio di ferro, quello tra gli USA – l`alleato Seul - e la Corea del nord, che non vede soluzioni a breve.

"In primo luogo, il nord non puo` dichiarare cio` che dice non esistere" afferma Koh Yu-hwan, Professore alla Dongguk University, "O l`intelligence statunitense ha torto o comunque la Corea del nord ha raggiunto la decisione di negarne l`esistenza (del programma di arricchimento dell`uranio, nda). Non vedo alcun modo di uscire dallo stallo."

Anche secondo Keith Luse, membro del Senato degli Stati Uniti, appena rientrato da Pyongyang dove si era recato in missione per conto del governo USA proprio per cercare di capire il motivo per cui la Corea del nord era cosi` riluttante a fornire una dichiarazione completa dei suoi armamenti nucleari e delle sue attivita` di proliferiferazione, sara` difficile uscire da questa nuova crisi: "Gli sforzi di Kim Jong-il per orchestrare un equilibrio tra i vari interessi nel Nord puo` essere un passo troppo lungo per lo zoccolo duro dei Militari nordcoreani. Dichiarare e smantellare il gioiello del loro arsenale sara` diffcile per coloro che lo vedono come l`ultimo deterrente".

29 marzo
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Scaramucce

In effetti doveva succedere prima o poi. Nord e Sud di nuovo in lite dopo l`idillio dello scorso anno. Che la Corea del nord non gradisse il nuovo presudente si sapeva. Che il GNP non amasse molto la Corea del nord anche, si sapeva. Ecco allora che, dopo aver sventolato la bandiera del "pragmatismo" e degli aiuti in cambio della denuclearizzazione, la Corea del sud sotto l`amministrazione Lee Myung-bak vota per la bocciatura della Corea del nord nel campo dei diritti umani. La mozione delle Nazioni Unite, voluta da Europa e Giappone, viene votata il 28 marzo e passa con 22 voti favorevoli e 7 contrari – Cina, Russia, Egitto, Cuba, Malesia, Indonesia e Nicaragua -. 18 astensioni. Niente di nuovo, solo il prolungamento per un anno del mandato dell`osservatore ONU per i diritti umani in Corea del nord Vitit Muntarbhorn. Ma Pyongyang si offende, non e` contenta del voto sudcoreano, e cosi` fa sapere al vicino di non gradire la presenza di 11 ufficiali sudcoreani nella zona industriale di Gaesong. Sembra uno scherzo. All`inizio, Seul non prende l`invito molto sul serio, ma Pyongyang, cortesemente, insiste. E giovedi` alle 11 del mattino   gli ufficiali se ne vanno. Primo segnale. Altro segnale, ieri mattina alle 10 e mezza, il lancio di missili a corto raggio nel Mare dell`est, il braccio di mare che separa la Corea dal Giappone. Fanno sapere da lassu` di essere stanchi delle accuse statunitensi che chiedono alla Corea del nord del loro programma segreto di arricchimento dell`uranio. "Noi non abbiamo mai avuto un programma di arricchimento dell`uranio o nessun tipo di cooperazione con nessuna altra nazione*. Non l`abbiamo mai nemmeno sognato. Ed e` una cosa che non accadra` mai nemmeno in futuro.", affermano in un dispaccio ufficiale i nordcoreani, e continuano: "Noi abbiamo sinceramente partecipato alle negoziazioni tenendo in considerazione la posizione degli Stati Uniti, ma l`amministrazione Bush ci sta deludendo sempre di piu`". La Corea del nord e` brava a giocare alla diplomazia. E se minaccia e` perche` vuole qualcosa. Anche solo far sapere al nuovo presidente che deve fare attenzione. E che "pragmatismo", in Corea del nord, vuol dire accondiscendenza.

*Gli stati Uniti accusano Pyongyang di aver venduto armi alla Siria.

29 marzo
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Scaramucce

In effetti doveva succedere prima o poi. Nord e Sud di nuovo in lite dopo l`idillio dello scorso anno. Che la Corea del nord non gradisse il nuovo presudente si sapeva. Che il GNP non amasse molto la Corea del nord anche, si sapeva. Ecco allora che, dopo aver sventolato la bandiera del "pragmatismo" e degli aiuti in cambio della denuclearizzazione, la Corea del sud sotto l`amministrazione Lee Myung-bak vota per la bocciatura della Corea del nord nel campo dei diritti umani. La mozione delle Nazioni Unite, voluta da Europa e Giappone, viene votata il 28 marzo e passa con 22 voti favorevoli e 7 contrari – Cina, Russia, Egitto, Cuba, Malesia, Indonesia e Nicaragua -. 18 astensioni. Niente di nuovo, solo il prolungamento per un anno del mandato dell`osservatore ONU per i diritti umani in Corea del nord Vitit Muntarbhorn. Ma Pyongyang si offende, non e` contenta del voto sudcoreano, e cosi` fa sapere al vicino di non gradire la presenza di 11 ufficiali sudcoreani nella zona industriale di Gaesong. Sembra uno scherzo. All`inizio, Seul non prende l`invito molto sul serio, ma Pyongyang, cortesemente, insiste. E giovedi` alle 11 del mattino   gli ufficiali se ne vanno. Primo segnale. Altro segnale, ieri mattina alle 10 e mezza, il lancio di missili a corto raggio nel Mare dell`est, il braccio di mare che separa la Corea dal Giappone. Fanno sapere da lassu` di essere stanchi delle accuse statunitensi che chiedono alla Corea del nord del loro programma segreto di arricchimento dell`uranio. "Noi non abbiamo mai avuto un programma di arricchimento dell`uranio o nessun tipo di cooperazione con nessuna altra nazione*. Non l`abbiamo mai nemmeno sognato. Ed e` una cosa che non accadra` mai nemmeno in futuro.", affermano in un dispaccio ufficiale i nordcoreani, e continuano: "Noi abbiamo sinceramente partecipato alle negoziazioni tenendo in considerazione la posizione degli Stati Uniti, ma l`amministrazione Bush ci sta deludendo sempre di piu`". La Corea del nord e` brava a giocare alla diplomazia. E se minaccia e` perche` vuole qualcosa. Anche solo far sapere al nuovo presidente che deve fare attenzione. E che "pragmatismo", in Corea del nord, vuol dire accondiscendenza.

*Gli stati Uniti accusano Pyongyang di aver venduto armi alla Siria.

27 marzo
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Canal grande

Il Canal grande (Grand canal, come lo chiamano i giornali anglofoni di Seul) e` stato uno dei cavalli di battaglia di Lee Myung-bak durante la campagna elettorale. Niente a che fare con Venezia e le gondole. Il Canal grande  e`, o meglio, sara`, una via d`acqua artificiale che attraversando tutta la Corea del sud colleghera` Seul a Pusan. Il progetto prevede la costruzione di un canale lungo 20 km circa che partira` dal fiume Han e sfocera` nel Nakdong, collegando appunto Seoul e Pusan passando attraverso Yangpyeong, Chungju, Mungyeong, Daegu e Miryang.

Secondo Lee Myung-bak il progetto dovrebbe partire a febbraio del prossimo anno, terminare nel 2011, costare 15 miliardi di won (circa 9,5 milioni di euro) – in parte fondi statali, in parte privati – e creare 700.000 nuovi posti di lavoro. Oltre a diminuire i corsi di trasporto delle merci di un terzo rispetto a quelli attuali, su strada o su rotaia. La costruzione sara` affidata a una squadra di tecnici creata per l`occasione e formata dall`unione delle maggiori aziende di costruzione coreane: Daewoo Engineering & Construction, Samsung Corporation, GS Engineering & Construction, Hyundai Engineering & Construction e Daelim Industrial Company.

Ambientalisti e opposizione pero` non vedono di buon occhio la faraonica idea del nuovo presidente sudcoreano. Le critiche sono tante, a partire dall`eccessivo ottimismo sui costi del progetto che, dicono gli oppositori, oltrepassera` la soglia dei 50 miliardi di won (32 milioni di euro). I dubbi riguardano anche la fattibilita` ambientale e lo stesso senso del progetto: "Quale vantaggio ci sarebbe nello spedire le merci via fiume impiegandoci due giorni quando e` possibile farlo in poche ore di treno?" Questo si chiede il Professor Cho Jung-rae dell`Universita` Myongji, e con lui se lo chiedono gli aderenti al "Gruppo dei Professori Contro il Progetto del Canal Grande", un movimento di oppositori al canale formato da professori di varie universita` della penisola che, partito dal piccolo con solo 120 soci, e` arrivato a raccoglierne 2.400.

I coreani anche non sembrano essere particolarmente convinti. Secondo un sondaggio  condotto dal Seoul Economic Daily ben il 71.5 % della popolazione si dichiara scettico riguardo al progetto, mentre da un`altra inchiesta dell`Hankook Ilbo risulta che solo il 47.6% dei coreani e` favorevole al Canal grande mentre il  38.8% contrario.

Tra i sostenitori Lee Myung-bak puo` pero` contare la pop star coreana Lee Eun-ha, che al Canal grande ha persino dedicato una canzone del suo ultimo album, "Canal grande nella penisola Coreana". I versi, scritti dal rapper Roh Hyun-tae, recitano: `"Ascolta – Cio` che la gente vuole e` una natura incontaminata e il Canal grande. Ci sara` amore in tutta la nazione. Questo e` cio` che io voglio, che i miei figli e i loro figli vogliono…". Neanche a dirlo, lil brano ha raccolto piu` critiche che consensi, ma la 47enne cantante difende le sue idee dicendo di credere che il Canal grande servira` a dare nuova linfa vitale ad alcune zone rurali attualmente abbandonate. "So che e` una scelta controversa," ha affermato, "ma io ho solo seguito il mio istinto".

Comunque, in questi ultimi tempi anche Lee Myung-bak sembra essere piu` cauto e meno "bulldozer" riguardo al Canal grande. Le elezioni parlamentari sono vicine e il GNP ha deciso di non includere il progetto del canale nel programma elettorale, come aveva invece fatto solo pochi mesi prima per le presidenziali.

27 marzo
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Canal grande

Il Canal grande (Grand canal, come lo chiamano i giornali anglofoni di Seul) e` stato uno dei cavalli di battaglia di Lee Myung-bak durante la campagna elettorale. Niente a che fare con Venezia e le gondole. Il Canal grande  e`, o meglio, sara`, una via d`acqua artificiale che attraversando tutta la Corea del sud colleghera` Seul a Pusan. Il progetto prevede la costruzione di un canale lungo 20 km circa che partira` dal fiume Han e sfocera` nel Nakdong, collegando appunto Seoul e Pusan passando attraverso Yangpyeong, Chungju, Mungyeong, Daegu e Miryang.

Secondo Lee Myung-bak il progetto dovrebbe partire a febbraio del prossimo anno, terminare nel 2011, costare 15 miliardi di won (circa 9,5 milioni di euro) – in parte fondi statali, in parte privati – e creare 700.000 nuovi posti di lavoro. Oltre a diminuire i corsi di trasporto delle merci di un terzo rispetto a quelli attuali, su strada o su rotaia. La costruzione sara` affidata a una squadra di tecnici creata per l`occasione e formata dall`unione delle maggiori aziende di costruzione coreane: Daewoo Engineering & Construction, Samsung Corporation, GS Engineering & Construction, Hyundai Engineering & Construction e Daelim Industrial Company.

Ambientalisti e opposizione pero` non vedono di buon occhio la faraonica idea del nuovo presidente sudcoreano. Le critiche sono tante, a partire dall`eccessivo ottimismo sui costi del progetto che, dicono gli oppositori, oltrepassera` la soglia dei 50 miliardi di won (32 milioni di euro). I dubbi riguardano anche la fattibilita` ambientale e lo stesso senso del progetto: "Quale vantaggio ci sarebbe nello spedire le merci via fiume impiegandoci due giorni quando e` possibile farlo in poche ore di treno?" Questo si chiede il Professor Cho Jung-rae dell`Universita` Myongji, e con lui se lo chiedono gli aderenti al "Gruppo dei Professori Contro il Progetto del Canal Grande", un movimento di oppositori al canale formato da professori di varie universita` della penisola che, partito dal piccolo con solo 120 soci, e` arrivato a raccoglierne 2.400.

I coreani anche non sembrano essere particolarmente convinti. Secondo un sondaggio  condotto dal Seoul Economic Daily ben il 71.5 % della popolazione si dichiara scettico riguardo al progetto, mentre da un`altra inchiesta dell`Hankook Ilbo risulta che solo il 47.6% dei coreani e` favorevole al Canal grande mentre il  38.8% contrario.

Tra i sostenitori Lee Myung-bak puo` pero` contare la pop star coreana Lee Eun-ha, che al Canal grande ha persino dedicato una canzone del suo ultimo album, "Canal grande nella penisola Coreana". I versi, scritti dal rapper Roh Hyun-tae, recitano: `"Ascolta – Cio` che la gente vuole e` una natura incontaminata e il Canal grande. Ci sara` amore in tutta la nazione. Questo e` cio` che io voglio, che i miei figli e i loro figli vogliono…". Neanche a dirlo, lil brano ha raccolto piu` critiche che consensi, ma la 47enne cantante difende le sue idee dicendo di credere che il Canal grande servira` a dare nuova linfa vitale ad alcune zone rurali attualmente abbandonate. "So che e` una scelta controversa," ha affermato, "ma io ho solo seguito il mio istinto".

Comunque, in questi ultimi tempi anche Lee Myung-bak sembra essere piu` cauto e meno "bulldozer" riguardo al Canal grande. Le elezioni parlamentari sono vicine e il GNP ha deciso di non includere il progetto del canale nel programma elettorale, come aveva invece fatto solo pochi mesi prima per le presidenziali.

24 marzo
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Mozzarella messa al bando in Corea del sud

Dopo i topi nelle patatine ecco un altro bello scandalo alimentare. Che ci riguarda. Chissa` forse i coreani volevano distogliere l`attenzione dalle proprie magagne o consolarsi con le disgrazie altrui. La notizia e` di ieri. Letta, copiata e incollata direttamente dal The Korea Times:

Korea Bans Italian Mozzarella

Food authorities suspended the sale of Italian mozzarella cheese in Korea after foreign media reported that high levels of dioxin were found in some samples in Italy. The Ministry of Food, Agriculture, Forestry and Fisheries said Sunday that it has stopped the quarantine processes on dairy products from Italy and notified food retailers not to sell them. The ministry is waiting for an official safety confirmation from the Italian government.

According to the ministry, about 10 tons of mozzarella cheese made from buffalo milk were imported this year. Some was consumed at Italian restaurants and pizza chains or sold to consumers at major discount chains and department stores. Dioxin is a chemical pollutant, which can be hazardous even in small amounts. When it accumulates in the body it can be linked to cancer, birth defects and organ failure. Over the past week, Italian authorities have searched dozens of buffalo dairies and seized milk samples for tests after higher-than-permitted levels of dioxin were discovered in products from 29 mozzarella makers, news reports said.

24 marzo
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Mozzarella messa al bando in Corea del sud

Dopo i topi nelle patatine ecco un altro bello scandalo alimentare. Che ci riguarda. Chissa` forse i coreani volevano distogliere l`attenzione dalle proprie magagne o consolarsi con le disgrazie altrui. La notizia e` di ieri. Letta, copiata e incollata direttamente dal The Korea Times:

Korea Bans Italian Mozzarella

Food authorities suspended the sale of Italian mozzarella cheese in Korea after foreign media reported that high levels of dioxin were found in some samples in Italy. The Ministry of Food, Agriculture, Forestry and Fisheries said Sunday that it has stopped the quarantine processes on dairy products from Italy and notified food retailers not to sell them. The ministry is waiting for an official safety confirmation from the Italian government.

According to the ministry, about 10 tons of mozzarella cheese made from buffalo milk were imported this year. Some was consumed at Italian restaurants and pizza chains or sold to consumers at major discount chains and department stores. Dioxin is a chemical pollutant, which can be hazardous even in small amounts. When it accumulates in the body it can be linked to cancer, birth defects and organ failure. Over the past week, Italian authorities have searched dozens of buffalo dairies and seized milk samples for tests after higher-than-permitted levels of dioxin were discovered in products from 29 mozzarella makers, news reports said.

20 marzo
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Al topo! Al topo!

gamberi2Tragedia nazionale! E` stata rinvenuta la testa di un ratto morto dentro un pacchetto dei famosissimi snack ai gamberetti Saewookkang. La ditta produttrice, la coreanissima Nongshim, che da piu` di trent`anni sforna quello che si puo` definire lo snack nazionale coreano, incalzata dalla locale KFDA (Korean Food and Drug Administration), chiede scusa, ma si giustifica dando la colpa ai cinesi. In pratica, affermano, le fabbriche in Corea del sud dove lo snack viene prodotto sono assolutamente sicure,  e l`unico posto dove l`errore e` potuto accadere sono le fabbriche in Cina, nelle quali lo snack viene impacchettato. Anche se non e` la prima volta che la Nongshim incappa in problemi di igiene, grazie al suo topo la Corea scopre in questi giorni una realta` dura da digerire, ovvero che quasi tutte le maggiori aziende alimentari coreane delocalizzano parte della loro produzione sul suolo cinese, dove tutto costa meno e le leggi e le procedure sanitarie sono piu` blande. Lotte, Orion, CJ, Crown, Kirin e la stessa Nongshim fanno sapere di avere gia` in programma l`invio di ispettori nelle proprie succursali in Cina, allo scopo di controllare la qualita` e la sicurezza igienica dei processi di lavorazione. Ma i coreani, che dei prodotti cinesi poco si fidano, si sentono traditi. Come afferma Lim Eun-kyung, capo dell`Unione consumatori della YMCA: "Prima, i prodotti poco sicuri, che mettevano in allarme i consumatori, erano quelli di dubbia provenienza o `Made in China`. Ma adesso si tratta di Nongshim! Chi poteva immaginare una cosa simile?".

20 marzo
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Al topo! Al topo!

gamberi2Tragedia nazionale! E` stata rinvenuta la testa di un ratto morto dentro un pacchetto dei famosissimi snack ai gamberetti Saewookkang. La ditta produttrice, la coreanissima Nongshim, che da piu` di trent`anni sforna quello che si puo` definire lo snack nazionale coreano, incalzata dalla locale KFDA (Korean Food and Drug Administration), chiede scusa, ma si giustifica dando la colpa ai cinesi. In pratica, affermano, le fabbriche in Corea del sud dove lo snack viene prodotto sono assolutamente sicure,  e l`unico posto dove l`errore e` potuto accadere sono le fabbriche in Cina, nelle quali lo snack viene impacchettato. Anche se non e` la prima volta che la Nongshim incappa in problemi di igiene, grazie al suo topo la Corea scopre in questi giorni una realta` dura da digerire, ovvero che quasi tutte le maggiori aziende alimentari coreane delocalizzano parte della loro produzione sul suolo cinese, dove tutto costa meno e le leggi e le procedure sanitarie sono piu` blande. Lotte, Orion, CJ, Crown, Kirin e la stessa Nongshim fanno sapere di avere gia` in programma l`invio di ispettori nelle proprie succursali in Cina, allo scopo di controllare la qualita` e la sicurezza igienica dei processi di lavorazione. Ma i coreani, che dei prodotti cinesi poco si fidano, si sentono traditi. Come afferma Lim Eun-kyung, capo dell`Unione consumatori della YMCA: "Prima, i prodotti poco sicuri, che mettevano in allarme i consumatori, erano quelli di dubbia provenienza o `Made in China`. Ma adesso si tratta di Nongshim! Chi poteva immaginare una cosa simile?".

 

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