Perdonatemi un piccolo viaggio letterario nella vicina Cina, anche se l`autore dei libri di cui vorrei parlare non e` cinese ma olandese. Ma sarebbe ridicolo classificare i gialli scritti da Robert van Gulik come letteratura olandese e quindi non lo faccio. Lui, l`autore, e` un personaggio bizzarro. Nato in Olanda ma vissuto a Giava durante la sua infanzia, si appassiona talmente all`Asia da dedicarvi la sua intera vita. Laureato in sinologia a Leiden, dottorato in filosofia a Utrecht, inizia la carriera diplomatica in India, poi Cina e Giappone, Malesia, qualche paese non specificato dell`Africa, Stati Uniti. parla alla perfezione sanscrito, giapponese e naturalmente cinese. E cinese e` anche la nazionalita` di sua moglie e l`ambientazione dei suoi gialli (in tutto ne ha scritti sedici), che hanno come protagonista il giudice Dee.
Il giudice Dee e` un personaggio storico ed epico allo stesso tempo. Celebre uomo di stato durante la dinastia T`ang, Dee, al secolo Ti jen-chieh (630 – 700 d.C.), fu magistrato durante la prima parte della sua carriera e risolse numerosi casi criminali. Per questo motivo venne adottato senza remore dalla narrativa cinese, che lo trasformo` in un personaggio letterario, il giudice-detective protagonista di numerose storie poliziesche.
Robert van Gulik, studioso appassionato di cose cinesi, decise a sua volta di riproporre il giudice Dee e dedicargli una serie di romanzi che rispecchiano la struttura delle detective stories classiche cinesi, in cui il magistrato si trova davanti a diversi casi da risolvere (in genere tre), all`apparenza scollegati tra di loro, ma che alla fine si rivelano parte di una stessa trama criminosa.
La casa editrice O barra O ha pubblicato di recente i primi due romanzi della serie dei casi del giudice Dee, I delitti dell`oro cinese e Il paravento di lacca.
Ne I delitti dell`oro cinese, Dee, giovane di belle speranze, decide di diventare magistrato e viene mandato come primo incarico a Peng-lai, dove dovra` prendere il posto di un giudice appena scomparso. Appena giunto, i suoi nervi e la sua intelligenza verranno subito messi alla prova dall`apparizione di un fantasma e dalle indagini sull`omicidio del suo predecessore, cui si aggiungeranno ben presto un misterioso caso di contrabbando di oro tra la Cina e la Corea e la scomparsa di una giovane sposa. Ma non c`e` dubbio che, con l`aiuto del suo domestico Hoong e dei suoi due aiutanti Ma Joong e Chiao Tai, ex briganti reclutati proprio sulla via di Peng-lai, riuscira` a risolvere i primi casi di una lunga e onorata carriera di magistrato. 
Il paravento di lacca e` invece il resoconto di una breve vacanza nella cittadina di Wei-ping che il giudice si concede assieme al suo assistente Chiao Tai, e che lungi dall`allontanarlo dai suoi doveri di giudice, lo portano a imbattersi nell`omicidio della moglie di un suo stimatissimo collega, all`apparenza colpevole dell`efferato delitto. Coinvolto suo malgrado anche in un tentativo di estorsione, il giudice Dee si trovera` costretto ad unirsi sotto mentite spoglie ad una banda di criminali e truffatori. Ma proprio qui, tra accattoni e donne di malaffare, trovera` gli indizi giusti per risolvere i misteri che lo inquietano e fare luce anche sull`inspiegabile suicidio di un facoltoso mercante.
I libri sono abbelliti da tavole disegnate dallo stesso van Gulik con estrema precisione e rispetto per i piu` piccoli particolari storici, come la disposizione dei mobili in una stanza o il pudore dei pittori cinesi nel mostrare i piedi nudi di una donna. Sono sempre anche corredati da interessanti postfazioni, anche queste scritte da van Gulik, dove vengono svelate curiosita` riguardo le storie raccontate nel romanzo, come la fonte dei casi risolti, o particolari storici o culturali utili a comprendere cio` che si e` appena letto.
Apassionanti come polizieschi e piendi di humor, i libri di van Gulik sono anche un ottimo modo per avvicinarsi alla storia di un paese e di un`epoca storica affascinanti come pochi. Come ho gia` detto, i gialli aventi come protagonista il giudice Dee sono sedici in tutto e spero proprio che O barra O non decida di far terminare qui la serie. Aspetto con ansia il seguito.