Lo sapevo. Il mese prossimo avevo in programma una visita a Gaesong, giusto qualche giorno prima del rientro in Italia. La Corea del nord e` un po` che borbotta di bloccare i tour a Gaesong, per ripicca nei confronti dell`attuale governo sudcoreano e per protesta contri i lanci di volantini oltrefrontiera. Ma stamattina l`agenzia ha chiamato per confermare il viaggio. E poi oggi pomeriggio ha richiamato per disdirlo: frontiere chiuse fino a meta` dicembre, quando ormai saro` in Italia. Dovevo andarci prima, lo so, ma mi sento beffata. L`unica consolazione e` che tutti mi dicono che non c`e` niente da vedere. E poi mi evito la levataccia mattutina. Per fortuna che a tirarmi su di morale ci ha pensato Andrei Lankov con un bellissimo articolo sul Korea Times di oggi, North Korea Adopts New Propaganda Tools, in cui descrive il modo in cui la Corea del nord ha proposto se` stessa e la Corea del sud nelle opere di propaganda, e il cambiamento di immagine che il Sud ha subito negli ultimi anni. Perche` un cambiamento c`e` stato. Non nella stampa di partito ma nelle operte di finzione, romanzi, film, soap opera. La propaganda comunista dell`epoca kimilsungiana vedeva infatti la Corea del nord come l`unico faro di luce nelle tenebre del mondo, e soprattutto della Corea del sud, oppressa da angoscia, poverta`, fame, prostituzione e capitalismo portato dagli Stati Uniti invasori. Ma nonostante la rigida chiusura delle frontiere e il lavaggio del cervello cui i nordcoreani sono sottoposti qualcosa da fuori e` inevitabilmente filtrato, e cosi` anche a Pyongyang si sono dovuti in qualche modo adeguare. E la Corea del sud ha visto il suo stato economico elevarsi poco a poco fino all`ammissione che si`, nel Sud sono ricchi, hanno le automobili, vivono in appartamenti lussuosi e mangiano piu` volte al giorno. Ma questo solo perche` si sono venduti l`anima (e il corpo nel caso delle donne) agli americani. Mentre in Corea del nord la purezza regna sovrana: non solo quella razziale, ma anche ideologica, nazionalistica, culturale. Insomma, nel sud sono tutti bastardi mentre i veri coreani, quelli duri e puri verrebbe da dire, stanno al nord. La cosa buffa e` che ci sono anche dei sudcoreani che la pensano, piu` o meno, allo stesso modo. Ma leggete Lankov, che e` sempre una lettura intelligente.