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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for gennaio, 2009

29 gennaio
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California roll

californiaroll1Cucina fusion questa volta, ché questi California roll sono una rivisitazione statunitense dei nipponici maki. O almeno così me l’hanno spiegata. Tutto sanissimo, a parte la maionese, che però ci vuole. Farli è facile e divertente, sono buonissimi e anche un’anticamera per il vero sushi giapponese (o almeno lo sono stati per me). Perché se si impara a fare i California roll poi anche tutto l’altro sushi viene facile.

Ingredienti: 1 tazza di riso bianco all’orientale, 1 alga nori per ricoprire il roll, 1 bastoncino di surimi, 1/4 di cetriolo, 1/8 di avocado, 50 gr. di uova di pesce, maionese, wasabi (se piace), sale e pepe, aceto di mele (o di vino bianco) e zucchero.

Fate andare velocemente a fuoco vivo, in un padellino, un composto di 2 cucchiai da tavola di zucchero, 1 cucchiaio e mezzo di aceto e mezzo cucchiaino da the di sale. La padella va mossa velocemente con la mano affiché il composto non si bruci e deve stare sul fuoco il tempo necessario per sciogliere lo zucchero e far evaporare l’aceto, ovvero finché accostandolo alle narici l’odore pungente dell’aceto non sarà quasi scomparso (all’inizio è pressoché intollerabile). Appena fatto, verserete 1 o 2 cucchiai di composto sul riso bianco, mescolandolo velocemente. Questo riso è la base per ogni tipo di sushi.

Preparate quindi gli altri ingredienti. Con le mani dividete il surimi a listarelle, quindi conditelo con 1 cucchiaio di maionese, sale e pepe quanto basta. Tagliate anche il cetriolo a fiammifero e l’avocado a fettine sottili.

californiaroll2Prendete ora il tappetino per il sushi, avendo l’accortezza di rivestirlo con il celofan trasparente perché i California roll si lavorano al contrario, con il riso all’esterno, e il rivestimento impedirà al rappetino di sporcarsi e al riso di incollarsi alle bacchette di bambù. Adagiatevi sopra l’alga e ricopritela con il riso bianco, coprendo bene i bordi e pressando bene il riso con le dita. Se serve, livellate la superficie del riso con un bastoncino bagnato con un po’ d’acqua.

Prendete quindi con le mani due angoli dell’alga e giratela al contrario, in modo da avere il riso sotto, a contatto con il tappetino, e l’alga in vista.

californiaroll3Se vi piace, a questo punto potete mettere una striscia di wasabi sull’alga. Disponete poi il surimi, il cetriolo e l’avocado in orizzontale, paralleli ai bastoncini del tappetino da sushi, e arrotolate il maki pigiando bene con le mani in modo da schiaciare il più possibile il rotolo. Questa è una fase importantissima perché se il rotolo non è ben pressato al momento del taglio il contenuto del maki rischia di disfarsi e uscire dal rotolo, rendendo vano tutto il lavoro.

Quando il maki sarà finito dovete toglierlo dal tappetino e tagliarlo in dischi della grandezza di 1 cm circa. Disponete ora le uova di pesce in un piatto e passatevi dentro i maki, come si fa con le polpette e il pangrattato, in modo da ricoprire il riso in vista con le uova di pesce. Disponete poi i California roll in un piatto e servite.

29 gennaio
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California roll

californiaroll1Cucina fusion questa volta, ché questi California roll sono una rivisitazione statunitense dei nipponici maki. O almeno così me l’hanno spiegata. Tutto sanissimo, a parte la maionese, che però ci vuole. Farli è facile e divertente, sono buonissimi e anche un’anticamera per il vero sushi giapponese (o almeno lo sono stati per me). Perché se si impara a fare i California roll poi anche tutto l’altro sushi viene facile.

Ingredienti: 1 tazza di riso bianco all’orientale, 1 alga nori per ricoprire il roll, 1 bastoncino di surimi, 1/4 di cetriolo, 1/8 di avocado, 50 gr. di uova di pesce, maionese, wasabi (se piace), sale e pepe, aceto di mele (o di vino bianco) e zucchero.

Fate andare velocemente a fuoco vivo, in un padellino, un composto di 2 cucchiai da tavola di zucchero, 1 cucchiaio e mezzo di aceto e mezzo cucchiaino da the di sale. La padella va mossa velocemente con la mano affiché il composto non si bruci e deve stare sul fuoco il tempo necessario per sciogliere lo zucchero e far evaporare l’aceto, ovvero finché accostandolo alle narici l’odore pungente dell’aceto non sarà quasi scomparso (all’inizio è pressoché intollerabile). Appena fatto, verserete 1 o 2 cucchiai di composto sul riso bianco, mescolandolo velocemente. Questo riso è la base per ogni tipo di sushi.

Preparate quindi gli altri ingredienti. Con le mani dividete il surimi a listarelle, quindi conditelo con 1 cucchiaio di maionese, sale e pepe quanto basta. Tagliate anche il cetriolo a fiammifero e l’avocado a fettine sottili.

californiaroll2Prendete ora il tappetino per il sushi, avendo l’accortezza di rivestirlo con il celofan trasparente perché i California roll si lavorano al contrario, con il riso all’esterno, e il rivestimento impedirà al rappetino di sporcarsi e al riso di incollarsi alle bacchette di bambù. Adagiatevi sopra l’alga e ricopritela con il riso bianco, coprendo bene i bordi e pressando bene il riso con le dita. Se serve, livellate la superficie del riso con un bastoncino bagnato con un po’ d’acqua.

Prendete quindi con le mani due angoli dell’alga e giratela al contrario, in modo da avere il riso sotto, a contatto con il tappetino, e l’alga in vista.

californiaroll3Se vi piace, a questo punto potete mettere una striscia di wasabi sull’alga. Disponete poi il surimi, il cetriolo e l’avocado in orizzontale, paralleli ai bastoncini del tappetino da sushi, e arrotolate il maki pigiando bene con le mani in modo da schiaciare il più possibile il rotolo. Questa è una fase importantissima perché se il rotolo non è ben pressato al momento del taglio il contenuto del maki rischia di disfarsi e uscire dal rotolo, rendendo vano tutto il lavoro.

Quando il maki sarà finito dovete toglierlo dal tappetino e tagliarlo in dischi della grandezza di 1 cm circa. Disponete ora le uova di pesce in un piatto e passatevi dentro i maki, come si fa con le polpette e il pangrattato, in modo da ricoprire il riso in vista con le uova di pesce. Disponete poi i California roll in un piatto e servite.

26 gennaio
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Sollal

Incidentalmente in Corea festeggiano Sollal in questi giorni. Capodanno. E mi dicono che nevica e fa freddo. Così i soliti ingorghi autostradali per raggiungere le famiglie fuori Seul sono stati più pesanti del solito. Mi dicono…

Io invece mi interrogo su questioni marginali. Del tipo, ma a chi appartengono i marciapiedi coreani? Mi spiego: nella zona di Seul dove abitavo nel giro di 200 metri il marciapiede cambiava aspetto tre volte: due edifici di nuova costruzione avevano deciso di costruirsi un marciapiede di loro gradimento, così davanti al ritorante era a mattoncini viola, davanti alla wedding hall di una sorta di finto marmo mentre davanti al fitness club ritornava ad essere il solito marciapiede con mattonelle bianche e verdi. Come se non bastasse il ristorante si era pure "mangiato" un pezzo di marciapiede, allargando in questo modo la strada e consentendo alle macchine di sostare (momentaneamente, non parcheggiare) senza creare problemi al traffico. Ma rendendo il collegamento al marciapiede a fianco, quello della wedding hall, alquanto insolito e arzigogolato. Neanche a dirlo, poco più avanti il marciapiede che ormai avevo definito "comunale" , quello verde e bianco, cambiava colore e al posto delle mattonelle verdi comparivano mattonelle color cotto. E traballanti (per non parlare dei marciapiedi "inclinati" che erano la morte mia e del passeggino). Sembra strano, ma da quando sono tornata a casa mi tornano in mente cose così. Piccoli dettagli senza alcuna importanza. Ma che a loro modo sono anch’essi inevitabilmente Corea. E non so perché, ma a me questa storia dei marciapiedi piace e mi mette allegria.

26 gennaio
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Sollal

Incidentalmente in Corea festeggiano Sollal in questi giorni. Capodanno. E mi dicono che nevica e fa freddo. Così i soliti ingorghi autostradali per raggiungere le famiglie fuori Seul sono stati più pesanti del solito. Mi dicono…

Io invece mi interrogo su questioni marginali. Del tipo, ma a chi appartengono i marciapiedi coreani? Mi spiego: nella zona di Seul dove abitavo nel giro di 200 metri il marciapiede cambiava aspetto tre volte: due edifici di nuova costruzione avevano deciso di costruirsi un marciapiede di loro gradimento, così davanti al ritorante era a mattoncini viola, davanti alla wedding hall di una sorta di finto marmo mentre davanti al fitness club ritornava ad essere il solito marciapiede con mattonelle bianche e verdi. Come se non bastasse il ristorante si era pure "mangiato" un pezzo di marciapiede, allargando in questo modo la strada e consentendo alle macchine di sostare (momentaneamente, non parcheggiare) senza creare problemi al traffico. Ma rendendo il collegamento al marciapiede a fianco, quello della wedding hall, alquanto insolito e arzigogolato. Neanche a dirlo, poco più avanti il marciapiede che ormai avevo definito "comunale" , quello verde e bianco, cambiava colore e al posto delle mattonelle verdi comparivano mattonelle color cotto. E traballanti (per non parlare dei marciapiedi "inclinati" che erano la morte mia e del passeggino). Sembra strano, ma da quando sono tornata a casa mi tornano in mente cose così. Piccoli dettagli senza alcuna importanza. Ma che a loro modo sono anch’essi inevitabilmente Corea. E non so perché, ma a me questa storia dei marciapiedi piace e mi mette allegria.

07 gennaio
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Auguri! In ritardo

corea-italia

07 gennaio
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Auguri! In ritardo

corea-italia

03 gennaio
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Sciortstori

Stordita sono stordita in questi giorni. Un amico di blog mi ha persino dedicato un racconto e mi sono dimenticata di parlarne. Faccio ammenda. Grazie davvero, Ze. Ecco il link:

http://zesitian.blogspot.com/2008/12/sciortstori-prima-pagina-per-cristinsan.html

03 gennaio
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Sciortstori

Stordita sono stordita in questi giorni. Un amico di blog mi ha persino dedicato un racconto e mi sono dimenticata di parlarne. Faccio ammenda. Grazie davvero, Ze. Ecco il link:

http://zesitian.blogspot.com/2008/12/sciortstori-prima-pagina-per-cristinsan.html

02 gennaio
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Pissayo!

Voglio riprendere a scrivere ma in questo periodo non riesco a toccare il computer. Motivi logistici soprattutto. Brevemente, posso dire che i prezzi in Italia sono stratosferici (proprio oggi abbiamo scoperto che McDonald in Italia costa tre volte tanto!), l’ufficio immigrazione / questura è caotico e disorganizzato (almeno il nostro) e ci sono in giro parecchie Louis Vuitton anche qui.

02 gennaio
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Pissayo!

Voglio riprendere a scrivere ma in questo periodo non riesco a toccare il computer. Motivi logistici soprattutto. Brevemente, posso dire che i prezzi in Italia sono stratosferici (proprio oggi abbiamo scoperto che McDonald in Italia costa tre volte tanto!), l’ufficio immigrazione / questura è caotico e disorganizzato (almeno il nostro) e ci sono in giro parecchie Louis Vuitton anche qui.

 

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