Crea sito
 

Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for marzo, 2009

27 marzo
5Comments

Taepodong 2 pronto al decollo

Con o senza Kim Jong-il, sulle cui condizioni di salute non si sa ancora niente, la Corea del nord non perde i suoi vizi. Ecco infatti pronto sulla rampa di lancio un bel missile Taepodong 2, che verrà presumibilmente lanciato nelle prossime settimane. Test per il lancio di un satellite ad uso civile, dicono i nordcoreani. Ma Stati Uniti e Giappone non ci credono. Il Giappone minaccia l’abbattimento del Taepodong in volo, mentre Hillary Clinton ha già fatto sapere che agirà in sede ONU, qualora il lancio avesse effettivamente luogo. E’ sempre la solita vecchia storia, che potete leggere qui, sul sito del Coriere della sera. 

27 marzo
5Comments

Taepodong 2 pronto al decollo

Con o senza Kim Jong-il, sulle cui condizioni di salute non si sa ancora niente, la Corea del nord non perde i suoi vizi. Ecco infatti pronto sulla rampa di lancio un bel missile Taepodong 2, che verrà presumibilmente lanciato nelle prossime settimane. Test per il lancio di un satellite ad uso civile, dicono i nordcoreani. Ma Stati Uniti e Giappone non ci credono. Il Giappone minaccia l’abbattimento del Taepodong in volo, mentre Hillary Clinton ha già fatto sapere che agirà in sede ONU, qualora il lancio avesse effettivamente luogo. E’ sempre la solita vecchia storia, che potete leggere qui, sul sito del Coriere della sera. 

20 marzo
0Comments

Fiera del libro per ragazzi

Quest’anno la Fiera del libro per ragazzi di Bologna ha come ospite d’onore la Corea. La fiera, che si svolge da lunedì 23 a giovedì 26, è solo per addetti, ma a partire da domenica sono previsti incontri, mostre, proiezioni e altro in giro per la città. Ci sono cose interessanti. Io ci farei un giro. Intanto ecco il sito:

http://www.bookfair.bolognafiere.it/

20 marzo
0Comments

Fiera del libro per ragazzi

Quest’anno la Fiera del libro per ragazzi di Bologna ha come ospite d’onore la Corea. La fiera, che si svolge da lunedì 23 a giovedì 26, è solo per addetti, ma a partire da domenica sono previsti incontri, mostre, proiezioni e altro in giro per la città. Ci sono cose interessanti. Io ci farei un giro. Intanto ecco il sito:

http://www.bookfair.bolognafiere.it/

09 marzo
4Comments

Lankov e il telefono in Corea del sud

Tra i libri portati in Italia dalla Corea non poteva mancare The dawn of Modern Korea di Andrei Lankov. Il libro è una raccolta di articoli già pubblicati sul The Korea Times. Uno di quelli che mi ha colpito di più è la storia dell’introduzione del telefono in Corea del sud. Non solo per la storia, ma anche per le date:

"[...] La situazione peggiorò dopo la Guerra di Corea che devastò le infrastrutture dello stato. nel 1956 il numero di abbonati scese a 38.453 (nel 1945 erano 44.877). Nel 1960 raggiunse gli 86.000 e nel 1975 un milione.

Il servizio extra-urbano era particolarmente inaffidabile. Si racconta la storia di un uomo d’affari che aveva qualcosa di urgente da discutere con un suo socio a Seul. Prenotò al centralino una chiamata extra-urbana ma dopo ore di attesa non ebbe altra scelta se non uscire dall’ufficio e prendere un treno per Seul. Dopo aver discusso con il suo socio riprese il treno per la provincia e al suo rientro a casa fu gratificato da una telefonata: era il centralino che lo informava che la linea ora era libera e poteva finalmente parlare con Seul!

Un’altra peculiarità del tempo era il sistema dei telefono ‘bianchi’ e ‘verdi’. I ‘telefoni bianchi’ potevano essere rivenduti con il diritto di installazione della linea telefonica. Poiché vi erano pochissimi telefoni questa rivendita era in genere fatta con largo profitto. Nei tardi anni ’60 tale profitto poteva raggiungere il 25% del prezzo di una casa! Per porre un freno a queste speculazioni il governo introdusse nel 1970 i ‘telefoni verdi’ che non potevano essere rivenduti. Ancora, nel 1980, il periodo medio di attesa per l’installazione di una linea telefonica era dai 4 ai 6 anni. Le brochures della compagnia telefonica avvisavano gli uomini d’affari stranieri che avere una linea telefonica in ufficio sarebbe stato costoso e avrebbe comportato dei lunghi tempi di attesa.

Il vero cambiamento arrivò nei primi anni 80 quando la rete telefonica entrò in un’era di crescita esplosiva, che rispecchiava l’esplosione della crescita economica sudcoreana. Tra il 1985 e il 1995 il numero degli abbonati crebbe del del 16% all’anno, più rapidamente che in ogni altro paese al mondo. Nel 2000 la Corea del sud aveva installato 96,1 linee telefoniche ogni 100 famiglie, che era uno dei livelli di penetrazione più alti del mondo. Oggi circa 1/10 dei delle case coreane ha più di una linea telefonica e l’epoca delle attese infinite è ormai solo un ricordo…"

Leggere queste cose nell’epoca dei telefonini cellulari fa un po’ impressione, soprattutto in Corea dove la densità dei negozi di telefonia è attualmente "piuttosto" alta. Da pazzi, la definivo io. E naturalmente l’articolo non è tutto qui ma non potevo certo tradurlo tutto!

09 marzo
4Comments

Lankov e il telefono in Corea del sud

Tra i libri portati in Italia dalla Corea non poteva mancare The dawn of Modern Korea di Andrei Lankov. Il libro è una raccolta di articoli già pubblicati sul The Korea Times. Uno di quelli che mi ha colpito di più è la storia dell’introduzione del telefono in Corea del sud. Non solo per la storia, ma anche per le date:

"[...] La situazione peggiorò dopo la Guerra di Corea che devastò le infrastrutture dello stato. nel 1956 il numero di abbonati scese a 38.453 (nel 1945 erano 44.877). Nel 1960 raggiunse gli 86.000 e nel 1975 un milione.

Il servizio extra-urbano era particolarmente inaffidabile. Si racconta la storia di un uomo d’affari che aveva qualcosa di urgente da discutere con un suo socio a Seul. Prenotò al centralino una chiamata extra-urbana ma dopo ore di attesa non ebbe altra scelta se non uscire dall’ufficio e prendere un treno per Seul. Dopo aver discusso con il suo socio riprese il treno per la provincia e al suo rientro a casa fu gratificato da una telefonata: era il centralino che lo informava che la linea ora era libera e poteva finalmente parlare con Seul!

Un’altra peculiarità del tempo era il sistema dei telefono ‘bianchi’ e ‘verdi’. I ‘telefoni bianchi’ potevano essere rivenduti con il diritto di installazione della linea telefonica. Poiché vi erano pochissimi telefoni questa rivendita era in genere fatta con largo profitto. Nei tardi anni ’60 tale profitto poteva raggiungere il 25% del prezzo di una casa! Per porre un freno a queste speculazioni il governo introdusse nel 1970 i ‘telefoni verdi’ che non potevano essere rivenduti. Ancora, nel 1980, il periodo medio di attesa per l’installazione di una linea telefonica era dai 4 ai 6 anni. Le brochures della compagnia telefonica avvisavano gli uomini d’affari stranieri che avere una linea telefonica in ufficio sarebbe stato costoso e avrebbe comportato dei lunghi tempi di attesa.

Il vero cambiamento arrivò nei primi anni 80 quando la rete telefonica entrò in un’era di crescita esplosiva, che rispecchiava l’esplosione della crescita economica sudcoreana. Tra il 1985 e il 1995 il numero degli abbonati crebbe del del 16% all’anno, più rapidamente che in ogni altro paese al mondo. Nel 2000 la Corea del sud aveva installato 96,1 linee telefoniche ogni 100 famiglie, che era uno dei livelli di penetrazione più alti del mondo. Oggi circa 1/10 dei delle case coreane ha più di una linea telefonica e l’epoca delle attese infinite è ormai solo un ricordo…"

Leggere queste cose nell’epoca dei telefonini cellulari fa un po’ impressione, soprattutto in Corea dove la densità dei negozi di telefonia è attualmente "piuttosto" alta. Da pazzi, la definivo io. E naturalmente l’articolo non è tutto qui ma non potevo certo tradurlo tutto!

04 marzo
0Comments

Pab

In un vecchio libro di cucina oggi ho ritrovato queste istruzioni per preparare il riso bianco. In coreano si dice pab ma l’amica che mi aveva scritto queste note sul tovagliolo di carta di un family restaurant è giapponese, quindi sarebbe meglio in questo caso dire gohan, che poi è la stessa cosa. Comunque sono le istruzioni più chiare, semplici e carine che abbia mai letto.

riso2

04 marzo
0Comments

Pab

In un vecchio libro di cucina oggi ho ritrovato queste istruzioni per preparare il riso bianco. In coreano si dice pab ma l’amica che mi aveva scritto queste note sul tovagliolo di carta di un family restaurant è giapponese, quindi sarebbe meglio in questo caso dire gohan, che poi è la stessa cosa. Comunque sono le istruzioni più chiare, semplici e carine che abbia mai letto.

riso2

03 marzo
0Comments

Dossier Corea

Beh, il libro di Geri Morellini si sta rivelando più interessante del previsto. A parte che mi piacerebbe sapere come ha fatto a infilitrarsi in una delegazione di giovani politici invitata a Pyongyang facendosi passare per un emergente giovane leva di Forza Italia (ma lavora in Rai e la Rai può tutto). Comunque ho già imparato una cosa nuova, ovvero che le famose vigilesse nordcoreane, bellissime statuine messe in mezzo agli immensi boulevard di Pyongyang a dirigere l’inesistente traffico automobilistico della capitale, non possono sposarsi finché lavorano come vigilesse. Come se fossero sacerdotesse. Del nulla.

03 marzo
0Comments

Dossier Corea

Beh, il libro di Geri Morellini si sta rivelando più interessante del previsto. A parte che mi piacerebbe sapere come ha fatto a infilitrarsi in una delegazione di giovani politici invitata a Pyongyang facendosi passare per un emergente giovane leva di Forza Italia (ma lavora in Rai e la Rai può tutto). Comunque ho già imparato una cosa nuova, ovvero che le famose vigilesse nordcoreane, bellissime statuine messe in mezzo agli immensi boulevard di Pyongyang a dirigere l’inesistente traffico automobilistico della capitale, non possono sposarsi finché lavorano come vigilesse. Come se fossero sacerdotesse. Del nulla.

 

Creare blog