Internazionale della scorsa settimana (n.839) ha pubblicato diversi articoli sulla Corea del nord, complice il recente compleanno di Kim Jong-il caduto il 16 febbraio scorso. Gli articoli sono interessanti anche se raccontano cose già note. In particolare però viene segnalato un libro, che qui riporto perché mi pare interessante. Naturalmente in inglese.
Bryan Reynolds Myers, The cleanest race: how North Koreans see themselves and why it matters, Melville House 2010
Myers, professore di studi internazionali all’Università di Dongseo in Corea del sud, è anche autore di uno degli articoli pubblicati da Internazionale, in cui analizza la forma peculiare di governo della Corea del nord riconducendola non al comunismo e allo stalinismo, ma a un genere del tutto particolare di nazionalismo di stampo razzista, derivato dal nazionalismo colonialista nipponico ante seconda guerra mondiale, rivisitato però alla luce del confucianesimo. In pratica i coreani del nord si sentirebbero una razza pura e giusta, che ha bisogno dell’isolamento e della guida di un padre leader per sopravvivere in un mondo cattivo e corrotto. Concetto che andrebbe decisamente approfondito, magari procurandosi il libro durante un prossimo viaggio in Corea del sud.
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