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Italia Corea e il resto

Quando per un piede solo due scarpe non bastano

Archive for aprile, 2010

09 aprile
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Seul capitale del design 2010

Seul, capitale del design 2010, "con decine di progetti innovativi, tanto da meritare un posto d’onore nell’elenco dei trentuno luoghi da visitare quest’anno secondo il New York Times"… cito dall’articolo di Emanuele Coen sul sito di Repubblica. Che parla anche di, cigliegina sulla torta, Dongdaemun Design Plaza. Insomma, quest’anno riflettori puntati sulla capitale coreana, finalmente.

PS: bisognerebbe anche parlare un po’ di Incheon e Milano Design City una volta o l’altra. Qualcuno l’aveva già citato su questo blog, un progetto davvero interessante.

09 aprile
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Seul capitale del design 2010

Seul, capitale del design 2010, "con decine di progetti innovativi, tanto da meritare un posto d’onore nell’elenco dei trentuno luoghi da visitare quest’anno secondo il New York Times"… cito dall’articolo di Emanuele Coen sul sito di Repubblica. Che parla anche di, cigliegina sulla torta, Dongdaemun Design Plaza. Insomma, quest’anno riflettori puntati sulla capitale coreana, finalmente.

PS: bisognerebbe anche parlare un po’ di Incheon e Milano Design City una volta o l’altra. Qualcuno l’aveva già citato su questo blog, un progetto davvero interessante.

02 aprile
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Due titoli

Internazionale della scorsa settimana (n.839) ha pubblicato diversi articoli sulla Corea del nord, complice il recente compleanno di Kim Jong-il caduto il 16 febbraio scorso. Gli articoli sono interessanti anche se raccontano cose già note. In particolare però viene segnalato un libro, che qui riporto perché mi pare interessante. Naturalmente in inglese.

Bryan Reynolds Myers, The cleanest race: how North Koreans see themselves and why it matters, Melville House 2010

Myers, professore di studi internazionali all’Università di Dongseo in Corea del sud, è anche autore di uno degli articoli pubblicati da Internazionale, in cui analizza la forma peculiare di governo della Corea del nord riconducendola non al comunismo e allo stalinismo, ma a un genere del tutto particolare di nazionalismo di stampo razzista, derivato dal nazionalismo colonialista nipponico ante seconda guerra mondiale, rivisitato però alla luce del confucianesimo. In pratica i coreani del nord si sentirebbero una razza pura e giusta, che ha bisogno dell’isolamento e della guida di un padre leader per sopravvivere in un mondo cattivo e corrotto. Concetto che andrebbe decisamente approfondito, magari procurandosi il libro durante un prossimo viaggio in Corea del sud.

QUI il libro su Amazon.

02 aprile
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Due titoli

Internazionale della scorsa settimana (n.839) ha pubblicato diversi articoli sulla Corea del nord, complice il recente compleanno di Kim Jong-il caduto il 16 febbraio scorso. Gli articoli sono interessanti anche se raccontano cose già note. In particolare però viene segnalato un libro, che qui riporto perché mi pare interessante. Naturalmente in inglese.

Bryan Reynolds Myers, The cleanest race: how North Koreans see themselves and why it matters, Melville House 2010

Myers, professore di studi internazionali all’Università di Dongseo in Corea del sud, è anche autore di uno degli articoli pubblicati da Internazionale, in cui analizza la forma peculiare di governo della Corea del nord riconducendola non al comunismo e allo stalinismo, ma a un genere del tutto particolare di nazionalismo di stampo razzista, derivato dal nazionalismo colonialista nipponico ante seconda guerra mondiale, rivisitato però alla luce del confucianesimo. In pratica i coreani del nord si sentirebbero una razza pura e giusta, che ha bisogno dell’isolamento e della guida di un padre leader per sopravvivere in un mondo cattivo e corrotto. Concetto che andrebbe decisamente approfondito, magari procurandosi il libro durante un prossimo viaggio in Corea del sud.

QUI il libro su Amazon.

01 aprile
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Un’altra versione

A parte il fatto che non mi funziona più la formattazione corretta del blog … c’è una nuova versione sull’affondamento della nave sudcoreana Cheonan avvenuto nei giorni scorsi, anzi due. Una la vuole causata da problemi strutturali della nave stessa, ormai "anziana di 21 anni", che si sarebbe improvvisamente spezzata in due per motivi però non ancora chiariti. Un’altra versione la vorrebbe invece causata da un errore dell’equipaggio, che avrebbe urtato uno scoglio sottomarino. Quest’ultima opzione sarebbe avvallata anche dal comportamento del capitano della Cheonan, tra i primi ad abbandonare la nave (e non l’ultimo come da credenza popolare). La Corea del nord quindi non c’entrerebbe davvero, questa volta. Ma il mistero continua e le polemiche anche…

01 aprile
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Un’altra versione

A parte il fatto che non mi funziona più la formattazione corretta del blog … c’è una nuova versione sull’affondamento della nave sudcoreana Cheonan avvenuto nei giorni scorsi, anzi due. Una la vuole causata da problemi strutturali della nave stessa, ormai "anziana di 21 anni", che si sarebbe improvvisamente spezzata in due per motivi però non ancora chiariti. Un’altra versione la vorrebbe invece causata da un errore dell’equipaggio, che avrebbe urtato uno scoglio sottomarino. Quest’ultima opzione sarebbe avvallata anche dal comportamento del capitano della Cheonan, tra i primi ad abbandonare la nave (e non l’ultimo come da credenza popolare). La Corea del nord quindi non c’entrerebbe davvero, questa volta. Ma il mistero continua e le polemiche anche…

 

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